sclerata : [post n° 501172]

forfettario Vs regime ordinario

Sono forfettaria da sempre.
Posto che devo parlare un attimo con la commercialista, a vostro avviso entro che ordine di fatturato conviene passare al regime ordinario?
unfor :
Penso che dipenda fondamentalmente da quante spese devi portare in detrazione
Kia :
Sono le spese di gestione attività e anche di altro tipo. Per esempio nel forfettario non detrai niente ma proprio niente per cui no detrazione bonus edilizia, no detrazione spese mediche, ecc
sclerata :
unfor al momento niente di eclatante se non spese mediche. Ma in un'ottica di cambiare casa e dover fare mutuo e forse sistemare qualcosa ... potrebbe avere senso. Mi sembra di pagare uno sproposito e a sentire colleghi con regime ordinario non pagano una fava... che siano dei millantatori?
gg :
pagare solo il 15% di tasse, o addirittura il 5%? E senza il 22% di IVA?
per quante spese un professionista possa portare in detrazione, non c'è partita.
Kia :
Altra cosa...per detrarre bisogna anche guadagnare. Per cui....io personalmente mi tengo il forfettario e ciccia su spese mediche e altre detrazioni su consiglio della commercialista. Per cui va valutato un po' tutto l'insieme della situazione lavorativa.
unfor :
Beh dipende, se uno deve sistemare casa, ha spese mediche, figli a carico... le spese iniziano a incidere sensibilmente.
Archifish :
Se si parla di mera convenienza, la prima variabile è costituita da quanto ti costa "esistere" come libero professionista. Per semplificare, con fatturati bassi e spese d'esercizio professionale nella media (affitto ufficio, utenze, qualche software, un po' di carburante, commercialista, qualche attrezzatura da acquistare o rinnovare, ecc.) in linea del tutto teorica, converrebbe di gran lunga il regime ordinario. Finiresti per pagare davvero poco o nulla per il semplice fatto che potresti portare in detrazione cifre potenzialmente superiori all'utile.
Ci sono però altri fattori da tenere in considerazione. Tra quelli negativi, ad esempio, una gestione fiscale più complessa (e quindi parcella commercialista più onerosa), prezzo finale della tua prestazione all'utente privato meno competitivo (almeno il 22% in più), anticipi IVA (che presuppongono liquidità ed esposizione in caso di insoluti che si dilungano nel tempo), maggior probabilità di controlli fiscali soprattutto se si detrae più di quanto ci si potrebbe permettere (il vecchio concetto degli studi di settore in sostanza), ecc.
Ho sempre pensato che se non si lavora in casa e quasi a costo zero o non si è "finta partita IVA" al soldo di qualche studio, la convenieza del regime forfettario sia subordinata ad un fatturato che si assesta attorno ai 40.000 € (molto spannometricamente). Al di sotto converrebbe l'ordinario. Alla fin fine, il forfettario, conviene a chi ne avrebbe meno bisogno (fascia media di fatturato) e/o serve a ridurre le complicazioni e a dormire più tranquilli se si opta per l'evasione fiscale.
Ovvio che se le spese, anche a livello di sfera privata e familiare, iniziano a lievitare, il forfettario è fortemente limitante sotto il profilo di detrazioni, incentivi, ecc, ma in tal caso occorre anche un fatturato che giustifichi la congruità tra entrate ed uscite.
Dovessi essere drastico direi che il forfettario, così com'è strutturato, non è di certo un'aiuto a chi avrebbe davvero bisogno di una fiscalità meno opprimente e complessa, quanto piuttosto una presa per i fondelli (come possono pensare che un essere umano, possa far quandrare il bilancio con il 28% di spese per l'esercizio professionale? Magari chi fattura 70 mila ce la fa, ma chi fattura 10 mila, deve chiedere aiuto ai genitori solo per tenere aperta la serranda).
ponteggiroma :
forfetaria tutta la vita, finché riesci a rientrarci... Con l'ordinario scarichi ben poco.
Se hai molte spese allora fai una Srl, allora si che le detrazioni sono notevoli
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