Strutture in conflitto e architetture di pace

seminari gratuiti

Il Centro San Domenico organizza tre seminari gratuiti per giovani architetti ed operatori del settore delle costruzioni.

Bologna, 20 - 23 e 20 marzo 2007, ore 21.00

formazione & corsi

Bologna, 20 - 23 e 20 marzo 2007, ore 21.00

Il Centro San Domenico [www.centrosandomenico.it] in collaborazione e col contributo della Provincia di Bologna, organizza un corso in tre serate per giovani architetti ed operatori del settore delle costruzioni, dal titolo Strutture in conflitto e architetture di pace.

Il fine del seminario, aperto anche ai non addetti ai lavori, è sensibilizzare sul ruolo dell'edilizia nella convivenza pacifica fra gruppi umani e nella ricostruzione che segue i conflitti.

 

martedì 20 marzo 2007 - ore 21.00 ingresso libero
Sala della Traslazione, piazza San Domenico 13, Bologna

Immaginare un futuro multietnico per le nostre città:
Il rapporto centro\periferia alla 2a o 3a ondata immigratoria. Spazi sociali. Luoghi di culto e di aggregazione. Accoglienza del lavoro stagionale. Il degrado di interi quartieri è un passaggio scontato o evitabile?

Giandomenico Amendola (Università di Firenze),
Giacomo Gallarati (Associazione Pensieri di Architettura, Genova),
Nicola Solimano (Fondazione Michelucci, Fiesole)

 

venerdì 23 marzo 2007 - ore 21.00 ingresso libero
Sala della Traslazione, piazza San Domenico 13, Bologna

Abitare in proprio o in condominio in tempi di diffidenza. I rumori e gli odori della diversità, fonte di curiosità e di fastidio.
Appartamenti e case «adattabili» agli abitanti successivi e alla loro cultura? Diversità e sfruttamento abitativo. Ripensare la piazza o il portico. Negozi e mercati. Nascondere il militare o esibirlo in funzione sicuritaria?

Marco Castrignanò (Università di Bologna),
Nihad Cengic (restauratore italo-bosniaco),
Guido Moretti (Università di Bologna)

 

giovedì 29 marzo 2007 - ore 21.00 ingresso libero
Sala della Traslazione, piazza San Domenico 13, Bologna

Il dopo conflitto: etica della ricostruzione
l'esperienza del dopo-guerra italiano agli appalti internazionali per la ricostruzione di aree danneggiate dai conflitti recenti. La scuola e l'università aiutano i futuri architetti a non vivere la ricostruzione come mero atto coloniale? La ricostruzione essendo spesso un «guadagno previsto» e quindi un incentivo al conflitto, quale deontologia per operazioni del genere?

Osama Hamdan (architetto italo-palestinese),
Sergio Pratali Maffei (Università di Trieste),
Eugenio Vassallo (IUAV Venezia) 


maggiori informazioni sul sito
www.centrosandomenico.it

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