Architetture rivelate 2011

Premiazione + risultato di concorso

Torino, 17 giugno 2011 ore 18.00

Presso le OGR-Officine si svolgerà la premiazione dell'edizione 2011 di "Architetture Rivelate", il concorso annuale ideato dall'Ordine degli Architetti di Torino per dare risalto all'architettura contemporanea del suo territorio.

Il premio consiste in una targa che viene consegnata ai progettisti e una di dimensioni raddoppiate, che sarà apposta sull'edificio selezionato. Obiettivo dell'iniziativa è richiamare l'attenzione dei passanti su esempi di buona architettura e indicare le opere che, grazie a un'attenta interpretazione progettuale e a una coerente realizzazione, contribuiscono a determinare una migliore qualità della vita e dell'ambiente.

Dal 2004 sono state premiate 82 architetture, che insistono sul territorio di Torino e della sua provincia selezionate da 4 giurie composte da 15 architetti.

La giuria per l'edizione 2011 era così composta: sezione "giovani": Valentina Drocco, Laura Einaudi, Massimiliano Facciolo, Andrea Longhi, Alberto Rosso, Sabrina Rostagno, Stefania Vola; sezione "intermedi": Francine Amsler, Anna Doleatto, Silvio Ferrero, Vittorio Iacomussi, Mariella Perletti; sezione "decani": Ugo Dellapiana, Giuseppe Giordanino, Mirella Orza Peyrot.

Il premio si avvale di un meccanismo semplice e la partecipazione è molto allargata: chiunque può segnalare un'opera inviando una e-mail per candidare un'architettura. La giuria seleziona le opere da premiare tra i dossier di candidatura presentati dai progettisti delle architetture segnalate.

Il messaggio che l'Ordine degli Architetti di Torino intende dare è semplice: chi comprende la qualità, la chiederà. Architetture Rivelate è un'iniziativa che contribuisce così a formulare una "corretta domanda di città".

I vincitori dell'edizione 2011:

Ristrutturazione di due edifici via del Porto 15 - via Dora, San Mauro T.se
Progettisti: Arch. Raimondo Guidacci

Secondo la giuria l'apparente semplicità dell'intervento di ristrutturazione e di rifunzionalizzazione a uso collettivo dei bassi fabbricati è l'esito di un lavoro paziente di analisi progettuale e di rigore compositivo. La cura dei dettagli costruttivi, l'attenta selezione dei materiali e le non scontate variazioni nella combinazione "musicale" degli elementi architettonici segnalano una impostazione minimalista meditata e non semplicistica, che grazie al "mestiere" dell'architetto riesce a evitare i tranelli del formalismo o del protagonismo gratuito.

Recupero funzionale dell'edificio ex sellerie - Arsenale militare di Torino, via Andreis 18, Torino
Progettista: Arch. Giorgio Comoglio

L'edificio interpreta in chiave originale la dialettica tra la massa e la trasparenza: la nuova pelle, disposta geometricamente a foderare una preesistenza industriale, crea un volume originale al tempo stesso, la trasparenza della nuova pelle costituisce la cifra distintiva della qualità degli spazi interni e della loro differente fruizione collettiva. La preesistenza resta un elemento conservato nella sua essenza immanente più che nelle sue forme, ma al tempo stesso le nuove volumetrie non cercano di imporsi gestualmente né verso lo skyline fluviale, né verso i tessuti storici del Borgo.

Nuova scuola elementare a due sezioni di via XXV Aprile
a Piobesi Torinese via XXV aprile, Piobesi Torinese
Progettisti: Archh. Silvano Bandolin, Laura Porporato (ARCHILOCO studio ass.to)

Il limite tra l'insediamento e il paesaggio agrario costituisce il contesto in cui si inseriscono un nuovo edificio scolastico e il relativo spazio pubblico: 2 soluzioni minimali di articolazione dello spazio aperto - sia in planimetria sia in volumetria - consentono di rendere accogliente e riconoscibile l'affaccio urbano della scuola, utilizzando una facciata non convenzionale per taglio delle aperture e per scelta dei materiali. La posizione liminare dell'edificio è tradotta anche nella diversa filosofia di impianto delle due facciate: verso l'ambiente costruito un volto "urbano" coraggioso e articolato, verso il mondo rurale una composizione tradizionale, sebbene non scontata.

Casa Speranza  Località Ferro 5, Rivarossa
Progettisti: Arch. Ivano Pomero

I vincoli normativi imposti all'edificazione del lotto sono diventati pretesti per una soluzione non convenzionale al tema dell'abitazione unifamiliare: l'adesione non passiva al sito e ai suoi limiti ha comportato un ripensamento delle tipologie tradizionali, attuato con rigore compositivo e cura dei dettagli costruttivi.

Una scuola materna ecologica a Vinovo via Garibaldi, Vinovo
Progettisti: Archh. Matteo Robiglio, Isabelle Toussaint (Avventura Urbana s.r.l)

L'impianto complessivo associa un inserimento discreto in un contesto stratificato e complesso con la volontà di creare uno spazio di prossimità accogliente e flessibile. Tale cura per l'ospitalità dello spazio si realizza inoltre con una spiccata attenzione per la dimensione ecologica del costruire, favorita dall'incontro tra la sensibilità della committenza e la competenza dei progettisti. Oltre al progetto e alla realizzazione dell'ambiente costruito, anche il processo gestionale prefigurato merita la segnalazione per la cura della fruizione e della manutenzione sostenibili della struttura scolastica.

Ampliamento e riqualificazione paesaggistica del Cimitero Strada Cenischia, Novalesa
Progettisti: Archh. Francesco Barrera, Luca Barello, Rachele Vicario

La soluzione realizzata consente la ricucitura di un fronte costruito marginale e compromesso, sebbene collocato in un contesto alpino di interesse storico e ambientale. Il tema paesaggistico è decisivo per la lettura dell'intervento, che opera la riconnessione visiva e funzionale tra l'alveo fluviale e l'insediamento richiamando gli elementi di base del contesto, ossia le rive erbose e i muretti in ciotoli. L'intervento dimostra la necessaria attenzione per la qualità paesaggistica dell'intero territorio, anche dei margini insediativi meno monumentali e più compromessi.

Insediamento turistico Grangesises Fr. Sauze di Cesana, Sauze di Cesana
Progettista: Arch. Pompeo Trisciuoglio

Il villaggio, realizzato ex novo nel momento del boom edilizio del distretto sciistico del Sestriere, segna un momento di ripensamento della pratica professionale e del modello di sviluppo dell'edilizia turistica alpina: abbandonando gli stilemi del modernismo internazionale, la piena padronanza del linguaggio architettonico tradizionale consente una reinterpretazione dei modelli storicizzati in termini non passivamente mimetici.

Appuntamento: venerdì 17 giugno, ore 18.00 
Sala Duomo, OGR-Officine Grandi Riparazioni, corso Castelfidardo, 22 - Torino
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

web www.to.archiworld.it

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