Casa Alessandrini. Trasformazioni Ritrovamenti

mostra di architettura

Roma, 27 gennaio - 10 febbraio 2012

Presso la galleria Embrice Casa Alessandrini. Trasformazioni Ritrovamenti, una mostra presentata da Mavg - Mediateca di Architettura di Valle Giulia che racconta di un'abitazione romana, appunto Casa Alessandrini, sorta in uno stabile dell'Ottocento della capitale e realizzata nelle sue forme attuali trenta anni fa. Si tratta di una tappa del Five Roman Flats, un progetto che racconta un pezzo di Roma attraverso 5 alloggi, oggi borghesi, ma in passato case di famiglie privilegiate o - come in questo caso - disagiate.

Le fotografie sono di Humberto Nicoletti Serra, i video di Carlo Tomassi; la mostra è curata da Emma Tagliacollo.

Casa Alessandrini si trova in uno stabile del 1880, all'ultimo piano del civico 168, in via Alessandria. Una zona sorta sotto la spinta della speculazione fondiaria di compagnie private, durante la febbre edilizia, nelle more tra il piano regolatore generale per Roma Capitale del 1873, mai tramutato in legge, e quello approvato del 1883.

E i dintorni richiamano al periodo immediatamente postunitario, a partire dalla breccia di Porta Pia, risarcita e imbalsamata nei marmi celebrativi di Roma Capitale con tanto di colonna celebrativa davanti, per finire alla toponomastica per lo più regia, piemontese e, come è giusto che sia, patriottica, con una forse più tarda estensione irredentista.

L'appartamento, realizzato nelle sue forme attuali trent'anni fa, sfugge a una lettura banale quanto a una sofisticata. Memore delle alte, interminabili quinte della strada, che costringono il passo e l'occhio su un implacabile asse costruito, un visitatore saltuario si smarrisce nella minuta serie di compressioni e dilatazioni realizzata dal progettista, finché non si affaccia di nuovo, da una delle strettissime logge dell'attico, sulla palazzata. Il perché di tale smarrimento non risiede solo nella bizzarria ritmica degli spazi abitativi: ma risiede nello iato fra questi e la storia urbana raccontata dall'intorno.

Le ragioni del progetto di Casa Alessandrini, si muovono nella tensione tra l'estetica e la praticità dei diversi elementi che tendono verso un'unica immagine di razionalità e pulizia. È in questo contesto che il legno domina, fedele alla sua natura di materiale non artificiale, usato allo stato grezzo, senza dunque alcuna coloratura. Ogni stanza può essere identificata dal progetto che contiene: lo spazio del salotto con l'armadio-libreria che racchiude e regolarizza la geometria dell'ambiente; la camera da letto con il letto-zattera e il piccolo lavandino colorato, moderno che vuole richiamare un retaggio antico; la cucina con fuochi sospesi, angoli curvi e l'idea di un tavolo-isola per la convivialità.

L'esterno, come abbiamo detto, rimane ottocentesco. Fuori di questa in fondo rassicurante storia patria che il quartiere testimonia sin dalla toponomastica, nei centoquarantuno anni passati, è successo di tutto nel mondo. Fino al Pacific Trash Vortex, il cumulo di plastiche non degradabili grande come la Spagna o più, che saltuariamente scarica sulla costa delle Haway colline di rifiuti alte metri, spinto dalle correnti.

Ed è fuori dal quartiere, tra le spiagge di mezzo mondo, che Alessandrini ha raccolto, per vent'anni, alcuni frammenti di quei cento milioni di metri cubi di plastica del Pacifico e ne ha fatto una piccola collezione estetica che conserva, dentro, in casa. Anticipa forse così, il destino di quei cento milioni di famiglie che, se si volesse oggi far scomparire il vortice di plastica, dovrebbero mettersene in casa un metro cubo. Se i pezzetti di plastica di Alessandrini sublimano un dolore, l'estetica della profezia di Marcuse prenderà forse vita come sublimazione del riconoscimento attonito che per le future generazioni non ci sarà più nulla (o troppo) da fare.

invito

Appuntamenti. Inaugurazione: venerdì 27 gennaio 2012, dalle ore 18.00
Periodo espositivo: 27 gennaio - 10 febbraio 2012. Ingresso libero.
Orario
: 18.00 - 20.00. Chiuso la domenica.

sede: Galleria Embrice,  Via delle Sette Chiese, 78 - Roma.
web www.embrice.com

La mostra è patrocinata dalla Biblioteca Centrale della Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi La Sapienza di Roma.

Il catalogo, con contributi di Giancarlino Benedetti Corcos, Tomaso Binga, Giuseppe Cannilla, Giuseppe Miano, Carlo Severati ed Emma Tagliacollo è reperibile presso la Galleria Embrice.

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