Miroslav Šik, «And Now the Ensemble!!!»

Venezia, 29.08 - 25.11.12 | Conferenza stampa: 27.08.12

Miroslav Šik, architetto e professore del Politecnico di Zurigo (ETH), teorico e iniziatore dell'«Architettura analogica», rappresenta la Svizzera alla 13. Mostra Internazionale di Architettura - la Biennale di Venezia. Con la sua esposizione «And Now the Ensemble!!!» invita colleghi, committenti e istituzioni a progettare nuovi edifici sempre come parte integrante dell'ambiente preesistente. Dall'edizione di quest'anno la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia amplia inoltre la sua proposta con un programma di eventi collaterali dal titolo «Salon Suisse».

Miroslav Šik va da sempre controcorrente sostenendo un'architettura non spettacolare, rifiutando l'architettura degli eventi, delle star e degli edifici isolati dal contesto. Vorrebbe invece che ogni nuovo edificio venisse creato in dialogo con l'ambiente circostante: la sua attenzione è rivolta infatti, in primo luogo, agli esseri umani che abitano un edificio e vivono nelle città. Šik ha invitato a collaborare gli studi di architettura Knapkiewicz & Fickert di Zurigo nonché Miller & Maranta di Basilea. Insieme hanno elaborato collage dei rispettivi edifici e progetti che rispecchia in modo programmatico la loro concezione dell'architettura.

La mostra «And Now the Ensemble!!!» è un appello agli architetti, ai costruttori e alle autorità affinché considerino il design urbano e l'architettura come un'opera d'arte collettiva basata sul dialogo e in costante evoluzione. Nella sala principale del padiglione svizzero questo appello verrà esplicitato da un manifesto visuale sotto forma di gigantesco murale-collage. L'opera, realizzata accostando immagini di edifici e progetti preesistenti, è frutto della collaborazione dei tre studi di architettura svizzeri che per anni hanno contribuito alla diffusione di un approccio organico, evocativo e di atmosfera all'architettura urbana.

 

Miroslav Šik, «And Now the Ensamble!!!», Padiglione svizzero

Un edificio appena costruito o ristrutturato entra immancabilmente in relazione dialettica con l'ambiente circostante attraverso le sue linee, le emozioni che suscita e la funzione che svolge, anche se la costruzione sembra essere frammentaria o singolare. Cogliere le caratteristiche e l'identità di uno spazio quotidiano, facendo sì che possano pervadere qualsiasi nuovo progetto, e fondere il vecchio con il nuovo in un insieme «vitale», richiede una buona dose di empatia, grandi capacità architettoniche e una profonda conoscenza delle tradizioni storiche ed architettoniche locali.

Progettare nuove unità all'interno di un complesso esistente non significa imitare un determinato modello urbano. Richiede un'interpretazione dello spazio basata su soluzioni già adottate e comprovate, una modernizzazione moderata e l'uso di elementi inconsueti al fine di dare un tocco di novità all'atmosfera complessiva. L'obiettivo è creare un insieme con un forte effetto spaziale e un carattere proprio, trasformando un tessuto di edifici pensati individualmente, frutto di successive trasformazioni, in un complesso armonioso.

Un tale approccio al design e all'architettura dà corso a una forma contemporanea e continua di sviluppo urbano, che va oltre il modernismo e il postmodernismo. Se però l'elemento del dialogo viene tralasciato, se l'approccio scelto si basa unicamente sulle mode del momento o su opere di architetti star, il risultato può anche essere bello e spettacolare, ma rimane isolato e completamente avulso dall'ambiente circostante. Lungi dall'essere un insieme ben orchestrato, la somma di tali edifici è un caos e costituisce un ulteriore passo verso la monotonia globale.

Dall'edizione di quest'anno Pro Helvetia integra l'esposizione del padiglione svizzero con un ampio programma di eventi collaterali dal titolo «Salon Suisse» che, rifacendosi ai classici salotti letterari, stimola lo scambio fra specialisti e pubblico nel veneziano Palazzo Trevisan. In questo contesto Šik avrà la possibilità di confrontarsi con un pubblico eterogeneo e diversificato.

Appuntamento: dal 29 agosto al  25 novembre 2012
Padiglione della Svizzera alla 13. Mostra Internazionale di Architettura - la Biennale di Venezia.

Commissari: Pro Helvetia, Fondazione svizzera per la cultura (Marianne Burki, Responsabile Arti visive; Sandi Paucic, Responsabile di progetto Biennali Arti Visive)

Espositori: Miroslav Šik in collaborazione con Knapkiewicz & Fickert e Miller & Maranta
Evento collaterale: Salon Suisse, curato da Robert Guy Wilson Palazzo Trevisan degli Ulivi

Conferenza stampa lunedì 27 agosto 2012 ore 14:30 - Padiglione della Svizzera, Giardini.

Tutte le informazioni sulla presenza della Svizzera alla 13. Mostra Internazionale di Architettura - la Biennale di Venezia sono disponibili sul sito web www.biennials.ch.


Miroslav Šik,

attualmente professore al Politecnico federale (ETH) di Zurigo, è nato a Praga nel 1953. Figlio di Ota Šik. riformatore dell'economia cecoslovacca, dopo l'invasione sovietica del 1968 è emigrato con Ia famiglia in Svizzera e dal1973 al1979 ha studiato all'ETH, dove è stato allievo di Aldo Rossi e Mario Campi. All'lstituto di storia e teoria dell'architettura del Politecnico zurighese ha compiuto inoltre, dal1980 al 1983, un lavoro di ricerca sull'architettura svizzera nella seconda guerra mondiale; fino al1991 ha poi insegnato nella stesso ateneo come assistente senior.

Teorico e iniziatore dell' «Architettura analogica», dal 1986 al 1991 Šik - neI frattempo divenuto cittadino svizzero - ha esposto a Zurigo, Vienna, Berlino, Strasburgo, Oslo, Stoccolma e Praga. Dal 1988 titolare di uno studio di architettura a Zurigo e negli anni Novanta professore invitato a Praga e a Losanna, è professore ordinario dell'ETH di Zurigo dal1999.

Fra i suoi edifici piu importanti figurano il centro cattolico St. Antonius a Egg (1990-2003), il centro congressuale e alberghiero La Longeraie a Morges (1990- 1995), Ia casa dei musicisti sulla Bienenstrasse di Zurigo (1992-1997), un nuovo complesso nel centro di Haldenstein (2005-2008) e gli alloggi per anziani Neustadt a Zugo (2009-2012).

Miller & Maranta

Lo studio fondato nel 1994 a Basilea da Quintus Miller (1961) e da Paola Maranta (1959) è noto in particolare per l'intervento di sopraelevazione del vecchio ospizio sui passo del San Gottardo. La rosa dei suoi progetti attuali comprende stabili abitativi a Basilea e a Zurigo, varie ristrutturazioni (edifici storici in ambito commerciale e alberghiero a Zurigo, un grande albergo di Sankt Moritz) e un palazzo per uffici a Berlino.

Entrambi gli architetti. laureatisi al Politecnico federale di Zurigo e dal 2000 docenti incaricati in diversi atenei, fanno parte di varie commissioni comunali (urbanistica e tutela dei monumenti. Dal 2009 Quintus Miller è professore ordinario dell'Accademia di architettura a Mendrisio).

web www.millermaranta.ch

Knapkiewicz & Fickert

Attualmente Axel Fickert (1952) e Kaschka Knapkiewicz (1950) lavorano alla progettazione di nuovi complessi residenziali zurighesi. II lora studio, fondato a Zurigo nel 1992, fin dall'inizio ha avuto tra i suoi maggiori filoni d'attivita l'edilizia abitativa; negli ultimi anni si e concentrato in particolare su temi urbanistici, realizzando per esempio a Zurigo il complesso residenziale « Klee».

Laureatisi al Politecnico federale di Zurigo, ove sono stati anche professori invitati, da alcuni anni i due architetti insegnano presso l'Università di Scienze Applicate di Zurigo (ZHAW), con sede a Winterthur. lnsieme hanno ottenuto dall'Ufficio federale della cultura il «Premio Meret Oppenheim» (2005) e dalla Schelling Architekturstiftung di Karlsruhe Ia «Medaglia Schelling» (2010).

web www.axka.ch

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