Paracity

Torino, 27 maggio - 1 giugno 2013

Si scrive "paracity" ma si legge "parassiti". Per "parassiti" si intendono le cosiddette architetture senza suolo, ovvero organismi edilizi autosufficienti dal punto di vista energetico, ma che si servono strutturalmente di edifici già esistenti per poter vivere di vita propria, proprio come gli organismi viventi, che convivono con altre creature negli ecosistemi naturali.

L'evento promosso dallo Studio element di Torino e curato da Tamara Del Bel Belluz, Giuditta Gandelli, Davide Maria Giachino, Giorgio Rolando, Vladyslav Mazur, Simona Valenti, consiste in un'installazione multimediale, presente durante tutto il "Festival dell'Architettura in Città 2013", oltre a una tavola rotonda organizzata in una delle sale conferenze delle O.G.R.

L'idea nasce da un dibattito internazionale di grande attualità, che evidenzia la necessità di riconfigurare l'idea di progresso umano, non più direttamente proporzionale alla crescita, che alcuni modelli economici ritengono potenzialmente infinita, ma vincolata dalla permanenza di condizioni di equilibrio tra attività umane, consumi di risorse e territorio. Anche la città, teatro principale del progredire della storia dell'uomo, va ripensata, individuando dei parametri, che permettano di misurare in ogni città il suo livello di saturazione rispetto alle sue capacità di rigenerarsi.

Fortunatamente si sta rafforzando, nelle persone di ogni angolo del pianeta, la convinzione secondo cui le risorse naturali non sono inesauribili, che la terra - il terreno - sia un bene comune e che l'agricoltura vada salvaguardata, per nutrire un pianeta sempre più popoloso. L'occupazione di suolo agricolo, sacrificato per far posto a nuovi insediamenti umani, con l'obiettivo di "creare lavoro", deve uscire dall'agenda politica degli amministratori pubblici e lasciare posto a un programma complesso basato sul recupero e sulla cura, la nuova via per la sostenibilità.

L'Italia non può sottrarsi a questo esame e deve fare la sua parte. La prassi della trasformazione del suolo in terreno edificabile va disincentivata e vanno favorite politiche di densificazione urbana, se non addirittura di restituzione dei suoli. Il "riciclaggio urbano", per citare Sara Marini, docente dello Iuav, che ha avviato un'analisi sul tema delle architetture parassite, indica le vie del recupero del costruito, non inteso in termini di restauro architettonico, ma di "costruire sul costruito": il terreno diventa verticale.

Questo non può prescindere da un radicale cambiamento delle regole. Vanno ripensate le normative, che determinano i criteri e le modalità di calcolo delle superfici edificabili, tenendo conto anche che nuove tecnologie permetteranno di bypassare limiti che prima erano ritenuti vincolanti: superfici finestrate, confrontante, distanze dai confini, prospetti su via, cortili, metro cubo su metro quadro sono tutti concetti che devono essere riallineati alle esigenze del vivere contemporaneo.

Qui si chiede che amministratori, funzionari, tecnici, politici si confrontino con gli operatori economici, alle imprese, ai progettisti e insieme avviino un'analisi seria e articolata, per valutare la fattibilità di questa proposta, che può inizialmente apparire provocatoria o utopistica, ma che si configura come una delle possibili risposte alla domanda attuale di liberare territorio. La Tavola Rotonda organizzata per il 29 maggio 2013, alle ore 14.00, è stata pensata in questa prospettiva.

Lo scopo di questa modalità di esplorazione urbana è di far percepire agli abitanti quanti siano i "terreni verticali" nella città. Da qui l'idea di collaborare con Nea Mesa, per invitare i cittadini, attraverso l'uso di strumenti smart, a esplorare la città alla ricerca dei muri ciechi e interagire con l'evento in tempo reale attraverso una app progettata appositamente, accessibile a breve dal nuovo sito www.paracity.it, che permetterà di vivere in modo diretto e partecipativo l'esperienza a chiunque sia interessato al tema.

In concomitanza, lo Studio element e l'Associazione di fotografia Phlibero hanno bandito un concorso fotografico, dal titolo Muri solitari, e a partire dal 13 maggio sarà già possibile inviare le immagini per esporle in occasione del Festival, interagendo anche sul sito www.phlibero.it.

L'obiettivo è sensibilizzare non solo i soggetti istituzionali, ma anche gli abitanti stessi, verso la cultura della sostenibilità, per cui alla fine, nelle esplorazioni urbane di ciascuno di noi, l'attenzione a tutti questi ambiti incompiuti, di cui i muri ciechi sono solo una parte, diventi tale da innescare una vera e propria domanda di intervento su queste occasioni sprecate di riqualificazione urbana. Nel farci portatori di una nuova estetica della città, proviamo a immaginare terreni verticali su cui realizzare architetture senza suolo.

Appuntamento: 27 maggio - 1 giugno 2013
O.G.R. corso Castelfidardo 22, a Torino.

Tavola rotonda: 29 maggio alle ore 14.00.

web architetturaincitta.oato.it

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