Il PAC dedica una mostra a Superstudio, il collettivo di architettura radicale

Milano, 11 ottobre 2015 - 6 gennaio 2016

Il PAC di Milano presenta l'opera di Superstudio (1966-1978), il collettivo fiorentino di architettura radicale e radical design che non solo ha influenzato il modo di pensare e progettare di grandi architetti come Zaha Hadid, Rem Koolhaas e Bernard Tschumi, ma ha definitivamente messo in discussione il confine tra arte e architettura, affermandosi come l'ultima grande avanguardia italiana.

Promossa da Comune di Milano - Cultura e prodotta dal PAC con Silvana Editoriale, la mostra è curata da Andreas Angelidakis, Vittorio Pizzigoni e Valter Scelsi e si inserisce nel programma dell'ultimo mese di ExpoinCittà, reinterpretando il concetto di nutrimento e analizzando il ruolo "germinale" di un movimento tutto italiano nel panorama internazionale della cultura e dell'arte. L'esposizione resterà aperta fino al 6 gennaio 2016.

Superstudio, Il Monumento Continuo Piazza Navona 1970 (courtesy pinksummer)

«La storia della creatività italiana, che da secoli vede germogliare nel nostro Paese il contributo di talenti e di ingegni provenienti da tutto il mondo, prende forma al PAC in una nuova mostra dedicata a Superstudio - dichiara l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. L'attività di Superstudio, che ha fatto la storia del pensiero creativo del Novecento, non solo italiano, proietta la sua luce anche nel nostro presente grazie a un potenziale immaginifico ancora in grado di dialogare, come spesso accade nei progetti che coniugano intelligenza, competenza e passione, con intellettuali e artisti della nostra contemporaneità. Un progetto innovativo allora e innovativo anche oggi, quello di Superstudio, che allunga così il suo potenziale ri-generativo di idee e di pensiero anche sul futuro».

«Super Superstudio è l'occasione per indagare le possibilità di una forma ancora aperta di discorso per immagini, dove la forza dei progetti di Superstudio - provenienti dall'ampio e in buona parte ancora inedito archivio fiorentino del gruppo - e dei loro ambienti per la prima volta esposti insieme, è in grado di comunicare e stabilire relazioni con l'arte contemporanea» spiegano i curatori Vittorio Pizzigoni e Valter Scelsi.

In un allestimento unico, pensato da Baukuh e Valter Scelsi con la revisione critica di Superstudio, il Monumento Continuo - forse il progetto più famoso del collettivo - entra all'interno del PAC, a sua volta monumento al moderno italiano, trasfigurando lo spazio espositivo e coinvolgendo il visitatore in un'esperienza dinamica.

La mostra ricostruisce i progetti più importanti di Superstudio, riunendo i pezzi di design più iconici, le installazioni e i film e costruendo, come parte del modello di urbanizzazione totale proposto da Superstudio, un dialogo con le opere realizzate da una selezione di artisti contemporanei che dalla ricerca del collettivo fiorentino hanno tratto materia per il proprio lavoro: Danai Anesiadou, Alexandra Bachzetsis, Ila Beka e Louise Lemoine , Pablo Bronstein, Stefano Graziani, Petrit Halilaj e Alvaro Urbano, Jim Isermann, Daniel Keller e Ella Plevin, Andrew Kovacs, Rallou Panagiotou, Paola Pivi, Angelo Plessas, Riccardo Previdi, RO/LU, Priscilla Tea, Patrick Tuttofuoco, Kostis Velonis, Pae White.

Periodo espositivo: 11 ottobre 2015 -  6 gennaio 2016
Pac - Padiglione d'Arte Contemporanea, via Palestro, 14 - Milano.

+ info: www.pacmilano.it


Superstudio

La storia del Superstudio è lunga vent'anni. Era il 1966 quando nel dibattito internazionale intorno alla crisi della modernità il contributo italiano di quella che Germano Celant avrebbe definito "Architettura Radicale" - celebrata con la mostra "Italy the New Domestic Landscape" al MOMA di New York nel 1972 - si avviava ad assumere un significato centrale.

La ricerca del gruppo si inserisce con forza nel contesto culturale delle neoavanguardie italiane della fine degli anni '60, proponendo i propri strumenti operativi alle diverse scale di progetto: dalla revisione critica delle grandi utopie megastrutturali, all'applicazione al design di processi di derivazione Pop. Nel '69 Superstudio partecipa alla Biennale Trigon di Graz con un progetto intitolato Monumento Continuo, elaborando un discorso spinto al limite sulle possibilità dell'architettura come mezzo critico. L'evento segna l'affermazione del gruppo, sostenuto criticamente da Koolhaas, Isozaki, Jencks e, nella sua visione di scala planetaria, scatena l'immaginario. È la rappresentazione per parti di una gigantesca struttura liscia e riflettente, forse vetrata, che attraversa in maniera indifferente paesaggi naturali e urbani, in grado di rivelare, oltre al metodo di lavoro utilizzato da Superstudio e al suo messaggio possibile, la forza misteriosa del progetto: la lettura di un processo politico e sociale in atto, la sua applicazione simbolica e l'osservazione degli esiti.

Diffuso dalle riviste Domus e Casabella, dalle principali istituzioni culturali internazionali e sostenuto dall'industria del design, il lavoro del gruppo prosegue fino alla fine degli anni '70, ma la sua traccia nella cultura architettonica travalica il confine del XX secolo, giungendo a condizionare l'immaginario presente.

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