In copertina: allestimento a Palazzo Gravina. Foto © Nicola Colella
A Napoli, fino al 29 gennaio 2026, la mostra Eredità in Architettura: Atelier(s) Alfonso Femia - Park riunisce una selezione di interventi dei due studi, in cui l'innesto contemporaneo nel patrimonio esistente diventa leva progettuale per rinnovare prestazioni, significati e usi degli edifici.
Allestita nell'Ambulacro della Biblioteca di Palazzo Gravina, sede del Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, l'esposizione è il quarto appuntamento di un ciclo biennale e propone una riflessione sull'idea di eredità non come vincolo, ma come repertorio vivo di principi, forme e visioni, capace di alimentare nuove letture e trasformazioni dell'architettura.
L'edizione 2026, curata da Giovanni Multari insieme a Francesco Iuliano e Lorenzo Renzullo, offre uno sguardo su quattro lavori realizzati a Milano, che riflettono approcci metodologici differenti ma convergenti al progetto sull'esistente: Frigoriferi Milanesi e The Corner di Atelier(s) Alfonso Femia; La Serenissima e Torre della Permanente di Park. Interventi diversi che delineano tre principali strategie progettuali: la rifunzionalizzazione degli spazi interni ed esterni, la riqualificazione degli involucri, l'incremento volumetrico.
Il progetto di allestimento segue l'andamento longitudinale dell'ambulacro, articolando il percorso attraverso grandi tavole che scandiscono le pareti e un tavolo continuo al centro, su cui si raccolgono modelli, materiali di lavoro e apparati. Teche e pubblicazioni - tra cui Reinventing Heritage-A Design Compass on Adaptive Reuse di Park - ampliano il percorso, affiancando al racconto delle architetture la ricerca editoriale.
L'esposizione è realizzata con il patrocinio di HouseEurope!, il contributo di Zumtobel e la collaborazione del Forum dei Giovani del Comune di Napoli.
I progetti in mostra

Allestimento a Palazzo Gravina. Foto di ©Nicola Colella
Atelier(s) Alfonso Femia
Frigoriferi Milanesi
Il progetto dei Frigoriferi Milanesi (2002-2009), in via Piranesi a Milano, assume la memoria delle attività produttive del Novecento come innesco di un processo di attualizzazione capace di incidere anche sul contesto urbano. La riorganizzazione di pieni e vuoti, le ampie superfici vetrate e i nuovi elementi distributivi esterni ricalibrano il rapporto con lo spazio pubblico senza intaccare l'identità originaria del complesso.
Accanto al corpo principale, la "stecca" riattiva il fronte urbano attraverso il ridisegno dei prospetti e una pelle di vetro lucida, associata a una cromia uniforme e scura, consolidando il ruolo dell'intervento come luogo culturale aperto alla città.

Frigoriferi Milanesi, Atelier(s) Alfonso Femia. Foto di ©Ernesta Caviola
The Corner
Il progetto di recupero The Corner (2014-2019) trasforma un edificio razionalista degli anni Sessanta in un nuovo riferimento urbano attraverso una riqualificazione funzionale che ne riafferma l'identità rispetto alle architetture più recenti del contesto.
Ogni facciata adotta un linguaggio autonomo: ai prospetti opachi, segnati da forti chiaroscuri, si affiancano fronti trasparenti articolati da bovindi. Geometrie e aggetti modulano la luce e la percezione dell'insieme, mentre la corte interna riporta al centro la dimensione di relazione dell'edificio.

The Corner, Atelier(s) Alfonso Femia. Foto di ©Stefano Anzini
Park
La Serenissima
Con la riqualificazione de La Serenissima, in via Filippo Turati a Milano - originariamente sede della Campari e progettata nel 1962 da Eugenio ed Ermenegildo Soncini - Park riprende il tema dell'"edificio nero" (così veniva chiamato prima del restyling) lavorando sulle facciate: l'alternanza di campiture opache scure dà profondità all'involucro e rafforza la presenza urbana dell'insieme.
L'intervento agisce anche sul piano terra, con un unico ingresso, e rende più flessibile la distribuzione interna, reinterpretando l'impostazione dei fratelli Soncini, che avevano disegnato l'edificio con una struttura a campata unica e open space.

Modello de "La Serenissima", Park. Foto di ©Nicola Colella
Torre della Permanente
Sempre in via Filippo Turati, sul lato opposto della strada e a dodici anni di distanza da La Serenissima, Park interviene sulla Torre della Permanente, progettata negli anni Cinquanta da Achille e Pier Giacomo Castiglioni con Luigi Fratino come ampliamento dello storico Museo della Permanente.
Il progetto di riqualificazione, conservazione e ampliamento aggiunge due nuovi piani di coronamento con fronte vetrato, calibrati sulle proporzioni della facciata storica, mantenuta quasi invariata, salvo la sostituzione degli infissi. In continuità con il disegno dell'edificio esistente, l'intervento in facciata mette in risalto la pulizia delle linee verticali, nette e parallele.
Modello della "Torre della Permanente", Park. Foto di ©Nicola Colella
Reinventing Heritage - A Design Compass on Adaptive Reuse
L'allestimento di Park si arricchisce infine della pubblicazione Reinventing Heritage - A Design Compass on Adaptive Reuse, edita in occasione del venticinquesimo anniversario dello studio. Guidato dai fondatori Filippo Pagliani e Michele Rossi, lo studio porta in mostra la propria esperienza nell'adaptive reuse, inteso soprattutto come "scoprire ciò che è ancora nascosto tra le mura" (Filippo Pagliani e Michele Rossi).
I contributi di Koenraad Van Cleempoel, Barbara Rossi, Formafantasma, Jorge Pérez-Jaramillo, Stefanie Weidner e Margherita Guccione ampliano così la riflessione sul riuso, letto insieme come strategia progettuale e come gesto culturale ed etico.
EREDITÀ IN ARCHITETTURA: ATELIER(S) ALFONSO FEMIA-PARK
fino al 29 gennaio 2026
Dove: Ambulacro della Biblioteca di Palazzo Gravina,
via Monteoliveto 3, Napoli
+info: unina.it
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