Aperta nel 1919 a Weimar da Walter Gropius, il Bauhaus, la scuola che ha cambiato per sempre la storia del design, nel 1925 si trasferì a Dessau, fiorente città industriale caratterizzata da innovazione, spirito imprenditoriale pionieristico e un governo ancora socialdemocratico. Qui, la scuola visse il suo periodo di maggior successo e produttività compiendo una trasformazione strategica. Si allontanò dal suo orientamento artigianale per concentrarsi invece sullo sviluppo di prototipi per la produzione industriale in serie: in questi anni Marcel Breuer sviluppò i suoi primi mobili in acciaio tubolare e Marianne Brandt le sue famose lampade, ad esempio.
Durante i sette anni a Dessau (1925-1932), inoltre, furono costruiti più edifici Bauhaus che in altre città - compresi l'edificio scolastico, inaugurato il 4 dicembre 1926, le Case dei Maestri e lo storico Ufficio di Impiego. L'integrazione di forma, funzione e materiali come cemento, ferro, acciaio, alluminio, vetro e mattoni, hanno reso questi edifici e i loro arredi non soltanto simbolo di progresso e modernità, ma strumenti per cambiare la nostra percezione, il nostro senso dello spazio e il nostro stile di vita.
Il 22 agosto 1932 però, su richiesta del Partito Nazionalsocialista, il Consiglio Comunale di Dessau, dopo aver progressivamente eliminato laboratori e materie sperimentali ed aver licenziato molti docenti, vota per la chiusura della scuola (che resterà aperta come istituzione privata grazie a Ludwig Mies van der Rohe a Berlino-Steglitz fino al 20 luglio 1933). Fortunatamente, nonostante le previsioni iniziali, l'edificio di Dessau non verrà mai demolito dopo la chiusura del Bauhaus, ma adattato a nuovo utilizzo. Le parti che vennero distrutte e strutturalmente alterate durante la guerra furono in gran parte ricostruite dal 1965, in linea con quelle originali. L'edificio di Gropius è stato poi restaurato nel 1976 e parzialmente ammodernato a cavallo tra anni Novanta e Duemila, diventando Patrimonio UNESCO.
Per questo la Fondazione Bauhaus Dessau celebra questa ricorrenza con un fitto programma che traccia un arco tra passato e presente, attualizzando la storia del Bauhaus alle problematiche e alle sfide di oggi.
Mostre, un percorso video (Invisible Bauhaus Dessau), rassegne cinematografiche, conferenze, festival e altri eventi diffusi che permettono di far conoscere e apprezzare la diversità del patrimonio del Bauhaus (inclusa la reinterpretazione delle storiche Danze Materiali, un tempo parte del corso del docente Oskar Schlemmer).
«In occasione del centenario» racconta Barbara Steiner, Direttrice della Fondazione «al Bauhaus Dessau affrontiamo questioni fondamentali: la sua collezione, gli edifici e il patrimonio educativo del Bauhaus. Le nostre domande e la nostra comprensione si interrogano ripetutamente su questa sostanza, mettendo così alla prova anche le idee sul modernismo associato al Bauhaus. Il programma del centenario scava nelle fondamenta, per così dire, alla ricerca di una progettazione socialmente ed ecologicamente responsabile per il presente.»

Edificio del Bauhaus di Dessau, architetto Walter Gropius, vista sud-ovest con scritta, intorno al 1927
© Stiftung Bauhaus Dessau (I 15030 F), fotografo: sconosciuto

Illuminated workshop wing, Bauhaus building Dessau, 2021
© Bauhaus Dessau Foundation / Photo: Thomas Meyer / OSTKREUZ
Cinque le mostre in apertura
Il culmine del programma del centenario "To the Core. Bauhaus Dessau 100", sarà l'inaugurazione delle mostre principali il 28 marzo 2026: approfondimenti significativi sulle origini del Bauhaus, sulla sua rilevanza per il presente e sulla sua sostanza materiale e immateriale.
Due, esplorano i materiali utilizzati per la costruzione dell'edificio del Bauhaus, nonché tipologie costruttive alternative. Due mostre all'aperto sono dedicate alla storia della Stahlhaus e della Junkers Lamellenhalle di Leopoldshafen. Mentre intorno allo storico ufficio di collocamento, un programma di installazioni artistiche, performance ed esperimenti si concentra sul mattone.
To the Core. Bauhaus Dessau 100 - le 5 mostre
Window cleaning, Bauhaus building south entrance, ca. 1920s/1930s © Bauhaus Dessau Foundation
Glass | Concrete | Metal
28 marzo 2026 - 10 gennaio 2027 · Edificio Bauhaus
Vetro | Cemento | Metallo. Gli stretti legami tra il lavoro al Bauhaus e la storia industriale dei primi del Novecento sono il tema della mostra in tre parti Vetro | Cemento | Metallo ospitata nell'ala storica dei laboratori. La mostra, esplora le basi materiali, economiche e tecniche dell'edificio icona del modernismo - dal 1996 sito Patrimonio UNESCO, ma all'epoca fabbricato sperimentale - e della sua produzione nei laboratori, finora poco considerate nella storia e nella ricezione del Bauhaus. Si interroga sui formati di questa estetica moderna del quotidiano, sui processi e i luoghi di produzione, sulle condizioni di lavoro e sull'approvvigionamento delle materie prime che si celano dietro le superfici lisce e pulite di tubi d'acciaio e facciate di vetro. Ripercorre le rotte commerciali, le catene di approvvigionamento e i flussi di risorse intrecciati con le condizioni profondamente ineguali dell'economia e della geopolitica coloniale e imperiale, affrontandone frustrazioni e sconvolgimenti, ma anche le rivoluzioni associate alle innovazioni dei primi anni Venti. Questo tema, finora poco trattato negli studi sul Bauhaus, è anche di grande attualità e si collega ai dibattiti in corso sulla scarsità di materie prime ed energia, l'esaurimento delle risorse, la crisi climatica e l'imminente minaccia del commercio.

Algae | Debris | CO2
28 marzo 2026 - 27 settembre 2026 · Ex grande magazzino Zeeck
Alghe | Detriti | CO2. Allestita nell'ex grande magazzino Zeeck - inaugurato nel centro della città nel 1908, ampliato negli anni '20 e attualmente in cerca di nuova destinazione dopo essere rimasto vuoto per due decenni - la mostra, partendo dal presente prova a delineare scenari per il futuro, concentrandosi sui cicli produttivi, sulle risorse organiche, sul riuso, sulla valorizzazione e le nuove sperimentazioni con i materiali. Parte del Programma Zero, sostenuto dalla Fondazione Culturale Federale Tedesca con l'obiettivo di realizzare un'esposizione a impatto zero - riflette sulla responsabilità condivisa per il nostro ambiente ed esemplifica come il design possa contribuire a realizzare un cambiamento sociale. Vengono infatti presentate alternative nei settori del cemento, dell'acciaio e del vetro, oltre a materie prime rinnovabili, materiali di origine antropica, concetti e pratiche di conservazione e manutenzione.

Bricks | Shed | Power
28 mar - 27 set 2026 · Ufficio di collocamento storico
Mattoni | Capannone | Energia. L'architettura del Bauhaus è inconcepibile senza il mattone. E uno degli edifici più importanti con mattoni a vista non intonacati è proprio lo storico Ufficio di collocamento di Dessau, basato su un progetto di Walter Gropius, edificio che è e resterà vuoto fino al 2027: qui il collettivo di artisti danesi Superflex - fondato nel 1993 da Jakob Fenger, Bjørnstjerne Christiansen e Rasmus Rosengren Nielsen - attraverso visite guidate, workshop e interventi site specific è alla ricerca di risposte alle drastiche azioni sugli ecosistemi che l'uomo ha lasciato dietro di sé dopo l'era industriale e le sue infrastrutture, e che continuano a essere prodotti. Come per altri materiali, infatti, anche per il mattone si pone la questione del suo utilizzo futuro. Nella sua forma attuale, è un prodotto di massa dell'era industriale, ad alta intensità energetica e di risorse, con conseguenze durature per l'ambiente.



Interspecies Campus (detail), 2022 © Superflex, Photo: Torben Eskerod
+ info → bauhaus-dessau.de/bricks-roof-power/
Sheet | Membrane | Porthole
28 marzo 2026 - 28 febbraio 2027 · Casa d'acciaio
Lamiera | Membrana | Oblò. Ospitata presso la Casa d'Acciaio, Lamiera | Membrana | Oblò mostra l'edificio sperimentale costruito principalmente in lamiera nel 1926 nel complesso residenziale di Dessau-Törten. Il maestro del Bauhaus Georg Muche lo progettò insieme all'architetto Richard Paulick, con il supporto della fabbrica di case in acciaio Carl Kästner di Lipsia. La costruzione, decisamente moderna, con profili su misura, offriva moduli spaziali espandibili in modo flessibile. Il loro sviluppo verteva su questioni di produzione in serie di elementi costruttivi, ma soprattutto su un approccio che considerasse in modo integrale le condizioni generali e strutturali per la costruzione di case, concepite come un apparato tecnico, come una macchina per abitare. Anche per merito dell'impulso teorico fornito dal libro del 1926 Der Raum als Membran (Spazio come membrana) di Siegfried Ebeling, che formulava una visione del futuro in cui la casa era concepita e progettata come un organismo, "una fonte di energia propria". Tuttavia, la protezione dalla ruggine e l'isolamento si rivelarono inadeguati. Oggi, un restauro ha riportato la Casa d'Acciaio - capace di coniugare le visioni del Bauhaus con la loro applicazione industriale durante un periodo di boom edilizio innovativo - al suo aspetto originario. La presentazione mostra come Dessau sia diventata in quegli anni un centro di sperimentazione con i metalli, concentrandosi poi sulle attività contemporanee volte a sviluppare un sistema modulare standardizzato per le costruzioni metalliche.

Steel House Materialführung „Metall + Schlacke", Auftakt „Bauhaus Dessau 100. An die Substanz", Stahlhaus, 5.9.2025 © Stiftung Bauhaus Dessau / Foto: Thomas Meyer / OSTKREUZ
Slats | Purlins | Knots
28 marzo 2026 - 28 febbraio 2027 · Capannone a listelli d'acciaio
Listelli | Travetti | Nodi. Costruito nel 1930 e tuttora utilizzato come rimessa per barche, il capannone a listelli d'acciaio è uno dei tre capannoni storici ancora conservati a Dessau, basati sul sistema brevettato dall'ingegnere e imprenditore Hugo Junkers in diverse varianti a partire dal 1924/25. Il suo tetto ad arco ogivale in acciaio è infatti costituito da un sistema modulare commercializzato in tutto il mondo per l'elevato grado di prefabbricazione, trasportabilità, semplicità di montaggio e robustezza. La mostra, oltre ad illustrare la storia dell'edificio e di altri capannoni a listelli d'acciaio a Dessau, presenta il reportage fotografico che immortala l'avventuroso trasporto di componenti e materiali - avvenuto nel 1926 da Dessau a Kayseri, negli altipiani anatolici, via nave, ferrovia, carro e animali da soma - compiuto dall'azienda Junkers per allestire laggiù un intero stabilimento aeronautico, composto da capannoni a listelli, attrezzature, macchinari, materiali e know-how.

Montage des Daches der Turnhalle der Grundschule Dessau-Ziebigk in Junkers-Lamellenbauweise (1945 zerstört), Aufnahme: 1928 © Stadtarchiv Dessau-Roßlau
Il programma completo degli eventi To the Core
Tutte le info su
bauhaus-dessau.de
pubblicato il:
