Boeri e Kaplicky a confronto

incontro

L'architetto fondatore di Future Systems critica l'iniziativa di Domus di un concorso di idee per il Ryugyong Hotel di Pyongyang e Boeri risponde a Kaplicky.

Londra, 30 settembre 2005, ore 19.00

mostre e convegni

Londra, 30 settembre 2005, ore 19.00

Jan Kaplicky  e Stefano Boeri a confronto sull’iniziativa di Domus per la Corea del Nord
Serpentine Gallery, Londra  30 settembre, ore 19

Partecipano: Amos Gitai, Scott Lash, Armin Linke, Deyan Sudjic, Brett Steele, Eyal Weizman, Julia Peyton-Jones

L’architetto fondatore di Future Systems critica l’iniziativa di Boeri di Domus di un concorso di idee per il Ryugyong Hotel di Pyongyang, in Corea del Nord: "propaganda a un regime che calpesta i diritti umani".

Boeri risponde a Kaplicky: "La nostra iniziativa è un ponte simbolico, uno spiraglio per denunciare una dittatura e aprire una fessura nell’isolamento del paese".

La scorsa primavera da Stefano Boeri, direttore di Domus e il fotografo Armin Linke, hanno visitato l'ultimo "paese sigillato": la Corea del Nord, il regime più isolato al mondo, una civiltà irreale, fuori dal tempo, ultima frontiera della guerra fredda.

Ne è scaturito un eccezionale reportage - pubblicato sul numero di giugno di Domus - sulla capitale Pyongyang, una città costruita attingendo da un surreale decalogo di monumenti e temi dell’architettura mondiale di tutte le epoche, "percorsa da immense strade vuote senza negozi e da individui sparuti che si muovono come comparse".

Nel stesso numero di giugno, Domus, in collaborazione con la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, ha anche lanciato una consultazione di idee per il completamento e la ridefinizione funzionale dell’edificio del Ryugyong Hotel a Pyongyang, 330 metri di cemento che svettano come una "rovina del futuro".

Nelle intenzioni di Boeri il concorso voleva porsi come “un ponte simbolico, uno spiraglio per denunciare una dittatura e aprire una fessura nell’isolamento del paese”.

Una chiarezza di intenti che tuttavia non tutti hanno interpretato allo stesso modo: nel numero di settembre ha pubblicato una lettera di critica ricevuta dall’architetto Jan Kaplicky di Future Systems.

Da tutto ciò è sorto spontaneo un interrogativo: una rivista internazionale di architettura come Domus può discutere il progetto visionario di un dittatore? Può essere utile oggi la comprensione delle più allucinanti distorsioni dell’architettura così come lo studio delle sue più straordinarie creazioni?

Provano a rispondere gli stessi Jan Kaplicky e Stefano Boeri il 30 settembre prossimo (ore 19) a Londra in un interessante ‘faccia a faccia’ sull’argomento alla Serpentine Gallery in Hyde Park.

Partecipano al dibattito:

  • la direttrice della Serpentine Gallery Julia Peyton-Jones
  • il regista e sceneggiatore israeliano Amos Gitai
  • Scott Lash, Professore of Sociologia e direttore del centro di studi culturale del Goldsmiths College di Londra
  • Armin Linke, fotografo e filmmaker
  • Deyan Sudjic, critico di architettura, ex direttore di Domus
  • Brett Steele, direttore dell’AADRL Design Research Lab presso l'Architectural Association School of Architecture di Londra
  • l'architetto israeliano Eyal Weizman

 

pubblicato in data: