ZUMOIDE: un oggetto autonomo fuori da ogni contesto

mostra

Genova, 25 ottobre - 6 novembre 2007

Dal vuoto frontale come corpo, di Gianni Asdrubali, e dalla tridimensionalità frontale delle architetture di Pamela Ferri, nasce
ZUMOIDE: un oggetto autonomo fuori da ogni contesto.

"Zamuva cerca il nesso comune tra le diverse arti nella giusta direzione: quella dello spazio". Luigi Prestinenza Puglisi

ZUMOIDE: un oggetto autonomo, un prototipo di spazio che si radica negli ambienti quotidiani dialogando con essi. Si tratta di un oggetto bio-compatibile che può estrinsecarsi in ogni tipologia costruttiva sia permanente che amovibile. Un oggetto non composto modularmente poiché ogni suo tassello è finito in sé come un corpo indipendente e conciliabile con un altro, fino a raggiungere dimensioni illimitate. Lo Zumoide è un moltiplicatore di spazio. Le linee di tensione dello Zumoide sono sia interne, per auto-sostenere la struttura, sia esterne, per l’irradicamento nello spazio quotidiano. La superficie dello Zumoide si arrotola su se stessa fino a formare un volume che comprime in sé infinite sezioni di spazio. La sezione nello Zumoide è il limite costruttivo senza bordo; è il segno primo che, sia al suo interno che al suo esterno, dà corpo al vuoto rendendolo nitido, reale e frontale. Non è la sezione della forma ma è la sezione dello spazio a dare come risultato l’immagine.

Zamuva porta avanti una ricerca programmaticamente nominata Spazio Frontale. Tale indagine sperimentale ha le sue radici nel lavoro di Gianni Asdrubali, artista che, a partire dal 1979, lavora alla visualizzazione pittorica della spazialità di un Vuoto Frontale. La costituzione del gruppo di ricerca Zamuva (2003) è finalizzata al conseguimento di una nuova immagine spaziale slegata da ogni criterio prospettico e per questo reale e concreta. Con metafora geometrica si può dire che gli Zamuva procedono come frattali collocando in un ambito intermedio tra arte e scienza la loro indagine nello spazio. Sensibilità estetica e criteri scientifici coesistono nella definizione di una spazialità inedita in cui un ruolo fondamentale è svolto dalla coscienza del Vuoto come principio generatore di qualunque azione dotata di senso. Dal 2006 la loro attività si avvale della collaborazione sperimentale del Dipartimento di Matematica della facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre.

 


FESTIVAL DELLA SCIENZA Genova, dal 25 ottobre al 6 novembre 2007 Esperimenti matematici: moltiplicatori di curiosità

Mostra realizzata da:
Dipartimento di Matematica, Università Roma Tre (www.mat.uniroma3.it)
Facoltà di Architettura, Università Roma Tre (www.architettura.uniroma3.it)

Curatori: Corrado Falcolini, Laura Tedeschini Lalli, Gian Marco Todesco

Biblioteca Berio – Sala Mostre . Via del Seminario, 14 Dalle 09:00 alle 18:00 dal lunedì al venerdi. Dalle 10:00 alle 19:00 il sabato e nei festivi. 

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