Pechino al naturale

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Un inserto ecocompatibile nel cuore finanziario di Pechino, con l'innesto di una trama di collegamenti intermodali: Skidmore, Owings e Merrill hanno delineato il futuro verde del Beijing Central Business District, nella proposta che si è aggiudicata (som.com) la competizione patrocinata dal governo del distretto di Chaoyang. Lo studio internazionale - nato a Chicago alla metà del secolo scorso e oggi articolato in diverse sedi sparse per il mondo - individua gli elementi-chiave dello sviluppo urbano nella connessione delle vie di accesso e nella definizione di una dimensione più "umana", messa in relazione ai vertiginosi grattacieli  circostanti.

Il nucleo aggiuntivo comprenderà "nuovi modelli di trasporto pubblico" e "una rete di piccoli isolati percorribili a piedi per stabilire una scala di insediamento a misura di pedone, [in cui] ogni strada potrà essere percorsa in bicicletta" (ptinews.com). L'ampliamento avrà come cardini quattro luoghi pubblici (newscom.com): la "Central Plaza", contenente il nodo di interscambio per i trasporti; il "Cultural Park", posto a contatto con l'area preesistente in cui la televisione di stato cinese sta costruendo uno spazio per eventi multimediali e riprese in esterni (gsd.harvard.edu); il "Family Park", con ristoranti, negozi e attrezzature per l'intrattenimento; il "Gateway Park", concepito come punto d'ingresso "densamente alberato allo scopo di filtrare l'aria del Central Business District" (ptinews.com).

La creazione di edifici ad alta efficienza è un altro dei passaggi previsti nel progetto, che dovrebbe contribuire a ridurre l'impatto complessivo del distretto finanziario e lo spreco di risorse ambientali. "La riduzione delle emissioni provenienti dagli edifici sedi di uffici consentirebbe da sola una riduzione di 215.000 tonnellate di CO2 all'anno, ovvero equivarrebbe a piantare 14 milioni di alberi adulti" (som.com).

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