Berkeley in pausa

Si è arenato il piano di sviluppo che già per la scorsa primavera o, al più tardi, per l'inizio dell'estate (contracostatimes.com), prevedeva l'avvio dei lavori di costruzione del nuovo Berkeley Art Museum and Pacific Film Archive (BAM/PFA): la crisi economica ha assottigliato le risorse finanziarie dello UC Berkeley - uno dei dieci campus che compongono la University of California (universityofcalifornia.edu) - rendendo di fatto impossibile realizzare l'edificio da 200 milioni di dollari ideato da Toyo Ito.

La soluzione dell'architetto giapponese, scelta nel 2006 da una rosa di cinque proposte, era incentrata su una struttura di tre livelli, "aperta" verso la città grazie al dialogo tra lo spazo antistante e l'ampio atrio interno, filtrato dalle vetrate in facciata al piano terra. L'involucro esterno "in acciaio inaspettatamente fluido" avrebbe dovuto "curvarsi per incontrare le finestre, scenografiche e svettanti", quasi prolungando "le morbide curve" (arcspace.com) dei muri divisori. Il complesso, oltre alle gallerie d'arte - cinque al primo piano, otto al secondo e sette all'ultimo - avrebbe incorporato due teatri, attrezzature didattiche, una biblioteca e un centro studi (arcspace.com).

La raccolta di fondi per il BAM/PFA ha comunque consentito di stanziare  81 milioni per sostituire l'attuale sede del Berkeley Art Museum, dichiarata inadeguata dal punto di vista sismico nel 1997 (arcspace.com) e sottoposta a un parziale ammodernamento nel 2001 (contracostatimes.com): il direttore del museo "ha dichiarato di non sapere se altri studi di architettura saranno presi in considerazione", ma "ha insistito che il programma andrà avanti" (contracostatimes.com).

BAM/PFA - immagini del progetto di Toyo Ito (da arcspace.com)

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