Pensare verde. Costruire sostenibile

una scuola per Gaza

Torino, Parco Michelotti: i ragazzi dello IED costruiscono un esempio in scala reale di struttura didattica ecosostenibile, un progetto concepito per la Striscia di Gaza ma testato in città. E' il risultato della sfida affrontata dall'Istituto Europeo di Design per la 2a edizione del Professional Master in Sustainable Architecture, diretto dall'arch. Mario Cucinella - Studio MCA, che si è trasformata in una concreta opportunità di azione e impegno sul campo.

Sei gruppi di studenti per analizzare altrettante differenti aree palestinesi considerate potenzialmente idonee dal Ministero dell'Istruzione locale alla realizzazione di scuole. E poi - durante il workshop tenutosi a luglio e agosto - si è dato il via alla progettazione e realizzazione del prototipo di aula scolastica sotto la guida del gruppo Arcò - Architettura e Cooperazione. Si tratta di una struttura che si propone per il territorio palestinese come promotore di un sistema diffuso, attento alla qualità architettonica, anche se realizzato con soli mezzi semplici.

La struttura realizzata è sinonimo di una costruzione che nel suo piccolo vuole essere un modello di edificio a ridotto impatto ambientale, in grado di rispondere concretamente all'esigenza di educare dove e quando necessario, in tempi ristretti e sfruttando le sole risorse disponibili del territorio nel quale è inserita.

Gli studenti hanno prima approfondito le tecniche costruttive e le caratteristiche dei materiali a basso contenuto tecnologico che il gruppo di progettazione Arcò ha adoperato a partire dal suo progetto di autocostruzione "Una scuola di gomme" realizzato in Palestina, per poi apprendere la tecnica del riciclaggio, del reperimento di materiali poveri e il ricorso a principi passivi di architettura bioclimatica.

Poi si è passati alla costruzione: copertoni di automobili dismessi e sacchi di terra per il muro perimetrale e travi di legno e terra per la copertura. Le tecniche di assemblaggio dei materiali adottate sono state scelte, invece, per la versatilità e per la rapidità di costruzione, caratteristiche fondamentali quando si opera in zone di emergenza, oltre che per le ottime prestazioni bioclimatiche che raggiungono nelle specifiche aree di progetto dove si è ipotizzato di intervenire.

Gli studenti che vi hanno partecipato: Piergiorgio ANGIUS e Mauro MANCA; Ana BILAN e Irena VOJNOVIC; Serena CHIACCHIARI e Benigna LEONE; Sara CICINELLI e Ekaterina KOZHEVNIKOVA; Chiara RIZZI e Olga KRASHENINNIKOVA; Cristina LABIANCA E Alberto MENOZZI.

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