Più gare informali per i servizi di progettazione: col ddl sulle imprese scatta la denuncia dell'OICE

Decreto Sviluppo (DLgs 70/2011) o ddl sulla libertà d'impresa, la tendenza non cambia e la trattativa privata negli appalti sembra doversi diffondere in ogni ambito: lavori, servizi e anche negli incarichi di progettazione. Un trend normativo che fa scattare la reazione dell'OICE, rappresentato dal suo presidente Gabriele Giacobazzi: la denuncia è indirizzata al "blitz della Lega" grazie al quale è ricomparso nel ddl l'innalzamento - da 100mila a 193mila euro.- della soglia limite per il ricorso alla gara informale nell'affidamento dei servizi di progettazione.

La proposta aveva fatto ingresso nel ddl sulla libertà d'impresa approvato a marzo dalla Camera, e, durante l'iter in Senato la Commissione aveva deciso per la sua soppressione ma è rispuntata in fase finale ed ora è parte del ddl approvato da Palazzo Madama. Un tentativo reiterato: si era già provato con il Decreto Sviluppo attraverso un emendamento al Decreto che, però, fu dichiarato inammissibile.

il ddl sulla libertà d'impresa, così come approvato al Senato, modifica l'art. 91, co1 del Codice dei Contratti. Nel caso il disegno diventi legge ed il suo articolo 12 non subisca modifiche o venga soppresso, passerebbe l'innalzamento della soglia di rilievo per l'affidamento dei servizi di progettazione tramite gara informale. Il limite slitterebbe da 100mila a 125mila euro nel l'amministrazione aggiudicatrice sia un'amministrazione governativa centrale; e raggiungerebbe i 193mila euro in tutti gli altri casi.

In definitiva, al di sotto di questi importi via libera all'iter semplificato: l'amministrazione potrà ricorrere alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando secondo le disposizione previste dall'art 57, co.6 del Codice, selezionando direttamente gli operatori economici invitati a presentare offerte.

La preoccupazione per gli effetti di un'eventuale estensione della gara informale è forte: si arriva ad una svalutazione ampia dei criteri di trasparenza e concorrenza, oltre che a dare un colpo duro alle regole di evidenza pubblica alle quali si derogherebbe in maniera così diffusa da rendere l'eccezione una regola applicabile alla quasi totalità degli incarichi.

Aggiornamento del 3 novembre 2011
Oggi la Camera ha approvato senza modifiche le Norme per la tutela della libertà d'impresa. Statuto delle imprese, che diventano legge. Passa dunque, nell'indifferenza, l'innalzamento da 100mila a 193mila euro della soglia limite per il ricorso alla gara informale nell'affidamento dei servizi di progettazione.

Aggiornamento del 7 dicembre 2011
Con l'entrata in vigore del decreto "salva Italia" (DLgs 201/2011) viene soppresso l'art. 12 della legge sullo Statuto delle Imprese. Il limite per il ricorso alla gara informale per gli affidamenti inerenti i servizi di architettura ed ingegneria torna torna ad essere pari a 100.000 euro.

La denuncia dell'OICE

«Adesso, per mano parlamentare, si consentirà alla Pubblica Amministrazione di affidare a trattativa privata, con invito di soli cinque soggetti, il 92,7 % del totale degli incarichi». Afferma Gabriele Giacobazzi, aggiungendo che si tratta di «procedure, che anche a livello comunitario, sono considerate eccezionali; semmai per ripristinare condizioni di maggiore concorrenza e accesso al mercato, occorrerebbe agire in senso opposto a quello prefigurato dalla norma, riducendo la soglia di accesso per gli affidamenti "a cinque" dai 100 mila ai 50 mila euro».

Ma non basta: «oltre ad una evidente e drastica riduzione della concorrenza - aggiunge il presidente OICE - la norma proposta determinerebbe un danno certo per le finanze pubbliche: il compenso oggetto di una procedura negoziata è infatti, mediamente, ben più elevato rispetto a quello oggetto di un confronto concorrenziale (procedura aperta) dove si registra un ribasso medio del 40%».

di Mariagrazia Barletta architetto

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