Dismissione del patrimonio: necessità economica. Per il CNA opportunità di rigenerazione urbana

Semplificazione amministrativa, alleggerimento burocratico, "efficientamento" del mercato del lavoro, sono parte del programma di misure strumentali che l'Italia ha presentato alla UE per rassicurarla sul nostro futuro sviluppo. Nella lettera di intenti che l'Italia ha portato a Bruxelles, oltre ai nodi tanto discussi, tra i quali l'innalzamento graduale dell'età pensionistica e licenziamenti più facili, si legge della dismissione del patrimonio pubblico: una necessità economica che secondo gli architetti potrebbe trasformarsi in un'opportunità da sfruttare per la rigenerazione delle nostre città.

Tra i provvedimenti annunciati, quello della dismissione e valorizzazione del patrimonio pubblico, è uno dei più incisivi. La necessità economica di fare cassa è il motivo primario che ne rende necessaria la cessione, con una previsione di almeno 5 miliardi l'anno di proventi nel prossimo triennio. Ma, se per gli economisti è un modo incrementare gli introiti, che si concretizzeranno anche in entrate tributarie e riduzione dei costi di gestione, gli Architetti vi intravedono già un'occasione per rigenerare le nostre città.

Secondo il Consiglio Nazionale degli Architetti, infatti, bisognerebbe puntare sulla valorizzazione del patrimonio da cedere in modo da renderlo appetibile e soprattutto trasformare la cessione in un'opportunità immobiliare che, garantendo la qualità architettonica e la sostenibilità di ciascun intervento, possa diventare «volano di rigenerazione dei centri urbani».

Molto spesso il patrimonio non utilizzato è costituito da grandi edifici pubblici in pessime condizioni, siti in centri urbani e vincolati. Dunque, non c'è dubbio che si tratti di significative opportunità. Per questo «gli Architetti italiani - fanno sapere - sono pronti a mettere a disposizione le proprie capacità ideative e tecniche», avanzando da subito proposte che potrebbero concretizzarsi sia nella valorizzazione delle vendite con progetti di fattibilità volti ad evidenziare le potenzialità di siti e/o immobili, che nella promozione - nei progetti di recupero e riconversione - dei principi di sostenibilità ambientale e rispetto dei valori storici e paesaggistici.

Infine il CNA propone al Governo l'elaborazione di iter di autorizzazione creati ad hoc per le riconversioni, che siano rapidi e che svincolino i progetti dalle destinazioni d'uso dei piani urbanistici ma che coinvolgano Comuni e Soprintendenze. 

di Mariagrazia Barletta architetto

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