Inarcassa: passaggio al contributivo (?)

Il passaggio al sistema contributivo par architetti ed ingegneri liberi professionisti «sembra una via obbligata». È quanto afferma il presidente di Inarcassa Paola Muratorio in un'intervista al Sole 24 Ore, pur lasciando aperto uno spiraglio: «studiamo tutte le possibilità [...] anche se a decidere non sarà il CdA, ma il Comitato nazionale dei Delegati».

La situazione previdenza sembra destinata a complicarsi. Il raggiungimento della sostenibilità a 50 anni - richiesta dal governo a tutte le casse previdenziali privatizzate - secondo Inarcassa - è difficilmente praticabile. Si concretizza il rischio di dover accettare il sistema contributivo ed un prelievo del 1%, per gli anni 2012 e 2013, per chi già è in pensione. Queste infatti le conseguenze previste dal decreto Salva Italia e dalla sua legge di conversione qualora l'equilibrio tra entrate contributive e spese per prestazioni pensionistiche non sarà assicurato con previsione rivolta ai prossimi 50 anni.

L'Ufficio Studi della Cassa, CdA ed esperti esterni - si legge nell'articolo del Sole 24 Ore - sono al lavoro per trovare una soluzione. I tempi, però, sono ristretti: le misure per la sostenibilità dovranno essere adottate entro il 30 giugno di quest'anno.

Uno degli ostacoli più grossi all'equilibrio dei bilanci a lungo termine è costituito dai redditi bassi dei giovani iscritti. «Sono i redditi tra 500 e 1000 euro dei giovani professionisti di oggi che non permetteranno, questo sì, una sostenibilità del sistema previdenziale del futuro», così un mese fa si era espressa la Muratorio (adnkronos), rimarcando che il raggiungimento della sostenibilità è condizionato da fattori non dipendenti dalle scelte delle casse, quali l'incremento ed il miglioramento delle condizioni ed opportunità lavorative dei giovani, compresi i compensi che devono essere adeguati.

È dunque difficile pensare ad un equilibrio di bilanci da qui a 50 anni, se perdurano le condizioni attuali, e senza pensare di far pagare forti costi ai propri iscritti.

L'altro ostacolo è rappresentato dalla mancata possibilità di far riferimento - nelle previsioni di bilancio - ai rendimenti patrimoniali che per Inarcassa sono cospicui, e questo perché il Decreto salva Italia non lo prevede. Eppure - afferma la Muratorio - si tratta di un «patrimonio da 5,8 miliardi, che cresce dal 10% all'anno» (Il Sole 24 Ore).

di Mariagrazia Barletta architetto

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