Salviamo il Cinema America

raccolta di firme per avviare una procedura di dichiarazione di interesse culturale

Tutelare oggi il Cinema America evitandone la demolizione: si muove in questa direzione un'iniziativa volta a salvare il cinema romano di Trastevere e promossa da un'assemblea pubblica che si è svolta lo scorso 17 febbraio. È da lì partita una raccolta di firme per avviare una procedura di dichiarazione di interesse culturale.

Il cinema rischia la demolizione per lasciare posto ad una palazzina di edilizia residenziale privata con parcheggi interrati per due piani. Certa che questa sia la strada sbagliata, dopo uno studio attento dello stato di fatto, l'architetto Cristina Mampaso ha presentato una soluzione alternativa. Sicura anche di trovare, nel progetto di restauro della sala, ancora in linea con le norme in vigore sulla sicurezza e senza danni alla struttura, maggiore senso di responsabilità sociale, economica ed ecologica.

A conclusione dei propri lavori, l'assemblea ha manifestato la necessità di promuovere un'azione di tutela nei confronti del Cinema America con il doppio intento di impedirne la demolizione e di preservarne la specifica funzione che, eventualmente integrata con altre, è la sola di per sé capace di evidenziare tutte le caratteristiche e le potenzialità dell'opera.

L'assemblea chiede che sia avviata una procedura di dichiarazione di interesse culturale. La raccolta firme, partita duranti i lavori dell'assemblea, proseguirà nei prossimi giorni presso il Cinema America Occupato, in via Natale del Grande 6 a Trastevere (RM).

» modulo per la raccolta firme

Ecco un estratto del testo della relazione

La richiesta di dichiarazione di interesse culturale del Cinema America, progettato negli anni '50 da Angelo di Castro, si muove nella direzione di un suo duplice riconoscimento culturale: per le proprie caratteristiche architettoniche, in quanto "sala cinematografica" emblematica della specifica tipologia e riconoscibile elemento dello spazio urbano, e per il suo valore socio-antropologico.

Tra le sale cinematografiche romane tale riconoscimento è stato dato prima di oggi, e quando ormai compromesso, solo al Cinema Airone di Adalberto Libera consentendo così la distruzione di un patrimonio unico al mondo nel suo insieme. Fino agli anni '80 si contavano, infatti, solo a Roma oltre 300 sale cinematografiche, di cui ben 250 realizzate tra gli anni '20 e '50, espressione del ruolo rivestito dalla nostra città anche nel campo cinematografico internazionale, seconda al mondo solo ad Hollywood grazie alla presenza di diversi studios tra cui quelli di Cinecittà.

Identificati come "edifici per lo spettacolo" hanno subito e subiscono ancora oggi un triste destino. Mentre vengono trasformati e/o demoliti, i cosiddetti "edifici per la cultura", al contrario meritevoli per principio di essere tutelati, per sopravvivere non fanno altro che imitarli alla ricerca di un possibile spettacolo, promuovendo eventi collaterali, proiezioni ed incontri di massa. Ed è così che le nostre politiche culturali anziché sottrarre la cultura alla logica imperante di mercato, così come indicato dall'art.9 della Costituzione Italiana, promuovono tale logica all'inseguimento del pubblico.

Solo superando l'errore di fondo per cui un film, e con esso un cinema, possa essere ridotto al suo unico valore commerciale, ed attribuendogli invece il giusto peso culturale, crediamo sia possibile uscire da questo momento di crisi e trovare azioni in grado di contrastare la caduta dell'opposizione tra mercato e cultura a cui si assiste da troppo tempo. Il tentativo ricorrente di portare il "cinema" in un museo, alla ricerca di pubblico per quest'ultimo, non fa altro che confermare quanto per noi già chiaro: il cinema, in quanto contenente, è da sempre, e a tutti gli effetti, un museo. Un museo dinamico per l'arte del cinema che è stato capace, come Walter Benjamin ci ha insegnato, di modificare totalmente il rapporto delle masse con l'arte.

Tutelare oggi il Cinema America, riconoscendogli valore culturale, significa innanzitutto muovere un primo passo in questa direzione e prendere le distanze da un atteggiamento di totale sottovalutazione del valore delle sale cinematografiche e, con esse, del nostro patrimonio architettonico moderno.

Anche se di valore riconosciuto da diversi autori e in diverse pubblicazioni, molte sale sono, infatti e purtroppo, andate perse del tutto o quasi: anche laddove si è voluta mantenere la destinazione d'uso originaria, nel trasformarle in multisala, si sono completamente perse tutte quelle caratteristiche tipologiche capaci di conferirgli valore architettonico. Caratteristiche che, al contrario, il Cinema America testimonia ancora, ed unicamente, per intero grazie ad una sua totale integrità formale.

» la relazione completa

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