Rilanciare i concorsi di architettura. La Fondazione OAT si impegna con i Comuni

Per incentivare il concorso di architettura la Fondazione Ordine Architetti di Torino, attaverso un bando, mette a disposizione degli enti pubblici un sostegno concreto a supporto della procedura concorsuale.

La migliore proposta presentata si aggiudica un sostegno in termini di attività del valore di 20.000 euro.

Un aiuto concreto e gratuito, fatto di consulenze e servizi come la stesura del bando, la gestione della segreteria, il coordinamento del programmatore incaricato, la  comunicazione e ufficio stampa, l'organizzazione della premiazione e la creazione e gestione del sito internet del concorso.

Le proposte degli Enti devono riguardare concorsi di progettazione o di idee relativi ad ambiti di riqualificazione o di recupero, ma anche di nuova costruzione collocati all'interno del perimetro del territorio urbanizzato. Per consentire l'inserimento di percorsi di interesse paesaggistico e il miglioramento del rapporto tra città e territorio, possono essere previste estensioni dei progetti anche in ambiti extraurbani.

Saranno privilegiati i concorsi di progettazione che prevedono la realizzazione delle opere e quelli in cui l'Ente si impegna ad attribuire al vincitore l'elaborazione dei successivi livelli di progettazione. Valutata positivamente anche la presenza obbligatoria di giovani architetti nei team di lavoro.

Gli Enti potranno presentare la richiesta di sostegno alla Fondazione OAT entro il 9 giugno 2014 (ore 12). 

» Bando | Allegato A | Allegato B

Il ruolo della Fondazione OAT: dalla vigilanza alla consulenza

La nascita dell'iniziativa segue quasi un'evoluzione naturale. A spiegarlo è il presidente della Fondazione, Giorgio Giani: «La Fondazione OAT ha trasformato nel tempo il ruolo assegnato istituzionalmente all'Ordine che prevede un'azione di analisi ed eventuale diffida dei bandi e dei concorsi che non rispettino la normativa in materia. Si è passati da una semplice vigilanza spesso priva di risultati ad essere i primi in Italia a proporsi in modo attivo formando programmatori di concorsi (creando di fatto una nuova figura professionale), architetti specializzati che fanno parte ora del nostro ufficio concorsi, che si propone per gli enti pubblici che ne richiedano la consulenza nella fase di redazione e gestione del concorso affidato».

Ma l'iniziativa prevede eventuali bis: «Questa azione - aggiunge Giani - è da interpretare come la prima edizione di una iniziativa che vogliamo replicare annualmente. Desideriamo ricominciare a pensare al futuro delle nostre città con progettualità condivisa, incentivando il ricorso ai concorsi, convinti che ciascuno possa fare la sua parte mettendo in campo know how e rintracciando risorse».

«Il concorso di architettura - conclude il presidente - è un efficace strumento per liberare energie nuove, migliorare la qualità del territorio e del costruito, offrendo contemporaneamente l'opportunità agli architetti di esprimere le loro competenze e creatività, e alle Amministrazioni di sfruttarne le potenzialità».

La Fondazione OAT promuove il ricorso al concorso di architettura con la convinzione che spostare l'oggetto della discussione dai progettisti ai progetti sia fondamentale per garantire la qualità dell'ambiente costruito.

 

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