La stanza da bagno del viticoltore biodinamico: vince lo studio Clab

Il progetto 1° classificato sarà realizzato dall'atelier EERA

Sono Andrea Castellani, Nicola Bedin, Matteo Fiorini, Paolo Rigodanzo dello studio di architettura CLAB di Peschiera del Garda (Verona), con il progetto Un Aleph di pietra, i vincitori del concorso bandito dall'atelier EERA.

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Sono Andrea Castellani, Nicola Bedin, Matteo Fiorini, Paolo Rigodanzo dello studio di architettura CLAB di Peschiera del Garda (Verona), con il progetto Un Aleph di pietra, i vincitori del concorso La stanza da bagno del viticoltore biodinamico, bandito da EERA soluzioni in pietra per l'architettura - atelier italiano dedicato alla pietra per il mondo wellness, Spa e bagno - con il patrocinio della Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano.

La realizzazione del progetto vincitore sarà avviata a luglio, da parte di EERA, in stretta collaborazione con gli ideatori

Sono 38 le candidature pervenute, da tutta Italia, per la prima edizione di questo concorso, il cui obiettivo è realizzare un progetto che si ispiri alla sostenibilità, al rispetto per la natura, alla qualità del materiale e della sua lavorazione, per comunicare la bellezza e il potenziale del marmo nell'architettura degli interni, in modo particolare nell'ambiente bagno.

Decisione unanime da parte della giuria riunitasi giovedì 11 giugno presso lo showroom di EERA a Sega di Cavaion (VR), e composta da: Kuno Prey (presidente della giuria), professore di product design presso la Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano e ideatore del concorso; Oscar G. Colli, co-fondatore e editorialista de Il Bagno Oggi e Domani, membro dell'Osservatorio Permanente del Design, presso ADI; Alessandro Lolli, direttore di Design Context; Alessandro Marata, presidente del Dipartimento Ambiente e Sostenibilità del Consiglio Nazionale Architetti; Alberto Salvadori, art director EERA soluzioni in pietra per l'architettura.

«Ci siamo trovati tutti d'accordo nell'assegnare il primo posto a questo interessante progetto, che ha colto appieno il messaggio e l'obiettivo del concorso - dichiara Kuno Prey -. Il lavoro di questi giovani architetti, accanto ad un'alta estetica, presenta un impiego corretto dei materiali scelti, con elementi che ci collegano alla vita rurale, reinterpretati in chiave contemporanea. L'utilizzo della pietra è equilibrato, un materiale duro che viene impiegato in abbinamento all'argilla-terra cruda e al legno, materiali morbidi. Infine, ogni elemento scelto assolve a una ben precisa funzione: marmo a stretto contatto con l'acqua, terra cruda come regolatore dell'ambiente».

La giuria ha deciso di assegnare anche una menzione speciale al progetto Il respiro del marmo, dei riminesi Mimosa Calchi e Andrea Zanzini, con la seguente motivazione: «colpisce la collocazione surreale del bagno, situato in un vigneto e visto come spazio minimo e puro per la pulizia del corpo. Interessanti inoltre il coinvolgimento della luce naturale come unico elemento di illuminazione e il fatto che la pianta del progetto è costruita sulla base di una griglia energetica (diagramma mandala)».

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