I migliori progetti di rigenerazione e riuso premiati dal CNAPPC

La pedonalizzazione e riqualificazione di via Costa, strada centrale della città di Mestre (Venezia), progettate dallo studio Archpiùdue, capogruppo Mauro Sarti, e gli interventi di riuso temporaneo nel quartiere del Poblenou a Barcellona, pensati da Sara Neglia sono i progetti vincitori, rispettivamente della sezione Architetti e di quella riservata a Università, Enti, Fondazioni e Associazioni, della quarta edizione del Premio RI.U.SO. bandito dal Consiglio Nazionale degli Architetti, promosso insieme a SAIE, Salone Internazionale dell'Innovazione Edilizia, ANCE e Legambiente.

Intervento di pedonalizzazione di via Costa a Mestre (Venezia)

«Oltre 1200 i progetti che complessivamente hanno partecipato ai bandi di selezione del Premio RI.U.SO confermando una elevata qualità nel campo della rigenerazione urbana e della riqualificazione energetica, nelle tematiche legate alle nuove forme dell'abitare e in quelle più generali che riguardano il rapporto tra architettura e sviluppo sostenibile», scrivono dal CNAPPC.

Secondi e terzi classificati, nella sezione Architetti, "Casa SG Six degree of rotation", capogruppo Daniela Silvana Finocchiaro, e "Riuso di una ex discarica", capogruppo Sara Angelini; nella sezione Università ed altri, il secondo posto è stato assegnato a "Costa Viola High Line", capogruppo Erika Fammartino, mentre il terzo è andato a "Remediato Network", capogruppo Corrado Galasso.

SEZIONE ARCHITETTI

Pedonalizzazione di via Costa a Mestre (Venezia),

Studio Archpiùdue, Mauro Sarti (capogruppo), Paolo Miotto, con Mariarosa Beda e Matteo Grassi

Ad essere premiata è la riqualificazione e pedonalizzazione di via Costa a Mestre, una strada centrale del quartiere Macallé. Un'area degradata e caratterizzata dalla presenza di una rilevante quota di alloggi di edilizia residenziale pubblica, la metà dei quali, prima dell'intervento, risultava vuota o occupata senza titolo. 

Si tratta di un intervento che si inserisce all'interno di un grande intervento di rigenerazione urbana realizzato attraverso un Contratto di Quartiere promosso dal Comune di Venezia. Un programma da 42 milioni di euro, di cui 10 milioni messi sul tavolo dallo Stato e dalla Regione, che ha comportato la creazione di nuovi alloggi, il recupero di alcune residenze di edilizia popolare e una piccola attrezzatura di quartiere dotata di un asilo nido e una ludoteca. Tutti interventi valorizzati e collegati tra loro attraverso la rinnovata via Costa. Alla base dell'intervento, un ascolto costante della popolazione, una progettazione partecipata che ha accompagnato lo sviluppo del progetto in ogni sua fase. «Pratiche - spiegano i progettisti - non già utilizzate per costruire il consenso ad un progetto prestabilito, quanto piuttosto come strumenti conoscitivi del luogo e della propensione al cambiamento dei suoi utilizzatori. Senza le quali forse non avremmo saputo né potuto progettare la pedonalizzazione dell'intero quartiere».

Dunque, «una soluzione radicale, in grado di proporre un riutilizzo dello spazio urbano adatto ad intercettare stili di vita diversi, sulla quale - spiega il team di progettazione - abbiamo costruito la sostenibilità ambientale, economica e sociale del programma». Grazie alla pedonalizzazione il progetto ha potuto triplicare il parco esistente, a beneficio dell'equilibrio idraulico e della diminuzione della temperatura superficiale della zona.

SEZIONE UNIVERSITÀ

Interventi di riuso temporaneo nel quartiere Poblenau a Barcellona

Sara Neglia

Per la tesi di laurea, Sara Neglia ha preso come riferimento il quartiere di Poblenou a Barcellona, un'area urbana interessata da una serie di trasformazioni che l'hanno trasformata da area storica industriale in distretto dell'innovazione. La tesi si ispira ai modelli di rigenerazione urbana sviluppatisi negli ultimi anni, capaci di mettere in discussione le tradizionali politiche edilizie, per sfruttare ciò che esiste già, creando nuovi usi. Affrontare il tema del riuso temporaneo, valutandone l'efficacia e le possibili conseguenze nell'ambito di un processo di trasformazione più ampio, è stato l'obiettivo.

Il lavoro si è concentrato su aree ancora non risolte all'interno del processo di trasformazione in atto, come aree in attesa  ed edifici industriali dismessi. Per queste, la tesi ha proposto una strategia di riuso che favorisse il processo di trasformazione in corso e lo integrasse, sperimentando nuove destinazioni d'uso. Sono state individuate aree puntuali su cui agire. Il risultato finale è un programma di azioni che consentano non solo di riattivare luoghi attualmente in disuso, ma anche di creare una rete di relazioni e di attività capaci di favorire la crescita e lo sviluppo del futuro quartiere.

LA GIURIA
La commissione giudicatrice del Premio è stata presieduta da Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti e composta dagli architetti, Alberto Cecchetto, Andreas Kipar; da Tommaso Dal Bosco, IFEL Fondazione ANCI - Sviluppo Urbano e Territoriale; da Edoardo Zanchini, Legambiente, da Simone Cola, presidente del Dipartimento Cultura, Promozione e Comunicazione del Consiglio nazionale degli Architetti e da Alessandro Marata presidente del Dipartimento Ambiente e Sostenibilità dello stesso Consiglio Nazionale che ne ha coordinato i lavori. 

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