Le Corbusier parte del Patrimonio Unesco: ecco con quali opere

L'organismo Onu per la Scienza, l'educazione e la cultura ha annunciato, attraverso un post su Twitter, una grande novità nell'ambito dei siti che rientrano nel Patrimonio Unesco.

Dopo parchi naturali, città storiche dal valore inestimabile e luoghi in cui la natura sembra non aver subito gli interventi dell'uomo, anche l'architettura trova il suo posto e lo fa con uno dei suoi più grandi maestri, Le Corbusier, e con 17 delle sue più meritevoli opere.

L'architetto francese ha influenzato il movimento moderno a livello mondiale e ha contribuito a creare un nuovo linguaggio architettonico diventato, nel tempo, punto di riferimento per la progettazione in ogni angolo del mondo. 

La conservazione di questi edifici come parte di un patrimonio che Le Corbusier ha lasciato al mondo rappresenta un forte incoraggiamento a proseguire il lavoro iniziato dal maestro dell'architettura contemporanea. L'obiettivo è quello di mantenere vivo il tesoro inestimabile costituito dalle sue opere e di tramandarlo alle generazioni future.

L'inserimento degli edifici di Le Corbusier nell'ambita lista UNESCO, inoltre, contribuirà a far conoscere il suo lavoro a un pubblico più vasto, diffondendo in maniera più capillare l'importanza dell'eredità che l'architetto ha lasciato a chi lo ha succeduto, professionalmente e non. 

Ecco quali sono gli edifici che si sono meritati questo onorevole riconoscimento.

Villa Le Lac, Corseaux, Svizzera, 1923

L'edificio rappresenta l'archetipo della "casa minima". Realizzata esclusivamente per due persone, l'abitazione risponde perfettamente all'ideale che Le Corbusier proponeva frequentemente nelle sue residenze della "macchina per vivere", caratterizzata da funzionalità, rigore e corrispondenza al progetto.

La casa, grande poco più di 60 metri quadri, ha una finestra di quasi 10 metri, un'area di accoglienza aperta sul paesaggio, pareti mobili e letti a scomparsa per eventuale presenza di ospiti.

Foto Olivier Martin - Gambier 2005 © FLC - ADAGP

Immeuble Molitor, in rue Nungesser et Coli 24 a Parigi, Francia, 1931 - 1934

Rappresenta uno degli esempi più concreti della correttezza delle tesi portate avanti da Le Corbusier, sia per quanto riguarda l'architettura che per quanto attiene all'urbanistica. 

L'affaccio panoramico sul Parco dei Principi e su Bois de Boulogne ha permesso all'architetto di analizzare anche i caratteri urbanistici che egli stesso ha definito "le gioie essenziali": il cielo, gli alberi, l'acciaio e il cemento. Ognuno di questi elementi è ben visibile dall'attico dell'edificio che Le Corbusier scelse per farne la sua abitazione fino al momento della sua morte.

Foto Olivier Martin - Gambier 2005 © FLC - ADAGP

Il Cabanon di Le Corbusier a Cap - Martin, Francia, 1951 

A Cap-Martin Le Corbusier realizza una casa per vacanze in legno a pianta quadrata, con lato di appena 3,36 m e altezza di 2,26 m, il cui volume è racchiuso in pannelli prefabbricati ad Ajaccio.

Si tratta dell'archetipo di cellula minima, basata sull'assoluta ricerca della funzionalità e dell'essenzialità.

Foto Olivier Martin - Gambier 2006 © FLC - ADAGP

Cité Frugès, Pessac, Francia, 1924

L'edificio incarna il prototipo della città degli anni Venti e nasce dalla necessità di sviluppare un piano casa, di trovare un metodo di standardizzazione e di progettare facciate, pavimenti e tetti tenendo sempre presente i principi della funzionalità e dell'efficienza. 

Il complesso di Pessac è stato realizzato in meno di un anno da un imprenditore parigino che ha preso il posto delle aziende locali rifiutatesi di intraprendere il lavoro. È stato progettato per essere costruito in cemento armato ed è stato utilizzato un unico tipo di trave per costruire l'intero edificio.

Foto Paul Kozlowski 1995 © FLC - ADAGP

Convento di Sainte - Marie de la Tourette , Eveux-sur-l'Arbresle, Francia, 1953

Il complesso conventuale è una sintesi unica delle conquiste del Movimento Moderno, una combinazione di linee puriste, superfici brutaliste e soluzioni costruttive innovative. 

L'edificio comprende una chiesa, un chiostro, una sala capitolare, alcune aule, una biblioteca, una sala da pranzo comune, varie sale multifunzionali, cucine e un centinaio di celle singole. Il telaio strutturale è in cemento armato lasciato grezzo, all'interno del quale si inseriscono le lastre di vetro posizionate secondo soluzioni armoniche e complesse.

Foto Olivier Martin - Gambier 2004 © FLC - ADAGP

Immeuble Clarté a Ginevra, Svizzera, 1930

L'edificio si compone di 45 appartamenti variabili per dimensioni e arredi, ma si fonda su una stuttura fortemente standardizzata e basata su moduli ripetuti in maniera costante. 

Nonostante il rigore e la geometria esterni, Le Corbusier non si è lasciato condizionare nell'organizzazione spaziale interna, frutto di sperimentazioni innovative e originali orientate verso la varietà.

Foto Eveline Perroud 2006 © FLC - ADAGP

Casa Guiette, Anversa, Belgio, 1926

Casa Guiette rappresenta il primo riconoscimento del genio di Le Corbusier in Europa. Commissionata dopo la realizzazione del Pavillon de l'Esprit Nouveau, si riferisce ad esso e si presenta come una soluzione speciale, caratterizzata da una facciata molto profonda e alta (circa 6 metri).

© FLC - ADAGP

Maisons La Roche - Jeanneret, Paris, France, 1923 - 1925

L'edificio è la prima espressione architettonica del purismo del maestro e presenta uno dei punti dell'architettura di Le Corbusier che ha maggiormente influenzato la ricerca dell'ecosostenibilità in architettura: il giardino sul tetto. L'erba cresce tra i giunti della pavimentazione, gli alberi si protendono verso l'alto e piccoli percorsi si insinuano nella fitta vegetazione che domina, dall'alto dell'edificio, tutto lo spazio circostante.

Foto Cemal Emden 2015 © FLC-ADAGP

Musée National des Beaux - Arts de l'Occident, Taito - Ku, Tokyo, Giappone, 1955

L'edificio rappresenta il prototipo del museo a sviluppo illimitato e costituisce la prima opera realizzata da Le Corbusier in Giappone. La pianta ha la forma di una "spirale quadrata" ed è il frutto di uno studio condotto dall'architetto francese in maniera meticolosa e approfondita per circa 25 anni. 

Foto Olivier Martin - Gambier 2006 © FLC - ADAGP

Cappella Notre Dame du Haut, Ronchamp, Francia, 1950 - 1955

Non poteva mancare all'appello la Cappella Notre Dame du Haut a Ronchamp, in Francia, in quanto simbolo stesso di tutta la produzione architettonica di Le Corbusier.

La struttura è caratterizzata da due involucri in cemento che definiscono il guscio del tetto. Questo è appoggiato su puntoni che fanno parte di un involucro utile a rinforzare la parete in pietra della cappella originaria, distrutta dai bombardamenti della guerra. 

La forma dell'edificio è fortemente influenzata dalla morfologia del terreno e segue, con la sua struttura, l'andamento scosceso della collina su cui sorge. 

Foto Paul Kozlowski 1997 © FLC - ADAGP

Maison de la Culture, Firminy, Francia, 1953 

La costruzione si basa sul programma innovativo della "città radiante" e anticipa l'ingresso delle forme scultoree nell'architettura moderna. 

La grande novità rappresentata da questa struttura risiede nella capacità di rendere copertura e pareti completamente indipendenti tra di loro, attraverso un particolare sistema di tiranti che garantiscono stabilità e equilibrio.

Foto Olivier Martin - Gambier 2008 © FLC - ADAGP

Unité d'habitation, Marsiglia, Francia, 1945

"È mio orgoglio, mio onore e mia gioia di consegnarvi l' 'Unité d'Habitation', la prima manifestazione di un ambiente adatto alla vita moderna". Con queste parole Le Corbusier presentava, nel 1952, la sua realizzazione al Ministro M. Claudius Petit.

"L'edificio, realizzato per l'uomo, è stato fatto a misura umana", ha affermato ancora l'architetto e si erge su una fitta rete di pilastri, lasciando lo spazio sottostante libero per il parcheggio delle auto e delle biciclette, oltre che per la circolazione pedonale.

Il palazzo contiene 337 appartamenti di 23 tipologie diverse, ognuno dei quali è distribuito su due piani collegati da una scala interna.

Si tratta, ancora una volta, di un esempio di architettura brutalista, in cui il cemento lasciato a vista fa da protagonista.

Foto Paul Kozlowski © FLC - ADAGP

Manufacture, Saint - Dié, Francia, 1946

Il progetto nasce dalla volontà di un giovane industriale, Jean Jacques Duval, che aveva una fabbrica distrutta dai tedeschi durante la guerra. Il suo approccio nei confronti di Le Corbusier e, in particolare, nei confronti dell'Unité d'Habitation era particolarmente favorevole e, perciò, ha richiesto di applicare i principi che caratterizzavano la costruzione marsigliese alla sua fabbrica.

In essa sono contenuti alcuni dei più importanti principi dell'architettura moderna, come il carattere modulare della struttura e la prevalenza del calcestruzzo a vista.

Foto Olivier Martin - Gambier 2005 © FLC - ADAGP

Maison du Docteur Curutchet, La Plata, Argentina, 1949

Si tratta di unn altro esempio dell'internazionalità conquistata da Le Corbusier per merito del suo intenso lavoro.

La casa racchiude al suo interno molti dei punti dell'architettura del maestro che ne definiscono lo stile: i pilotis sorreggono la pianta, le vetrate a nastro tagliano le pareti e la terrazza esterna forma un giardino pensile.

Foto Olivier Martin - Gambier 2006 © FLC - ADAGP

Maisons de la Weissenhof-Siedlung, Stoccarda, Germania, 1927 

Le case di Stoccarda hanno rappresentato il manifesto dei "cinque punti dell'architettura moderna" di Le Corbusier, attraverso i quali l'architetto riusciva a conquistare notevole libertà nella progettazione rispetto ai canoni seguiti fino a quel momento con le strutture in muratura. 

Foto Thomas Wolf, Gotha © FLC - ADAGP

Complexe du Capitole, Chandigarh, India, 1952

L'edificio, più che essere un'architettura, è una vera e propria opera d'arte, un monumento scultoreo che celebra l'indipendenza e l'identità di un'intera nazione aperta alla modernità e all'innovazione. 

Il complesso rientra negli interventi previsti per il piano regolatore della città che Le Corbusier fu chiamato a redigere tra il 1950 e il 1952.

Haute Cour, Chandigarh © FLC - ADAGP

Villa Savoye et loge du jardinier, Poissy, Francia, 1928

Villa Savoye è l'icona assoluta del Movimento Moderno in architettura.

L'edificio sembra non avere una facciata, con il piano dell'abitazione e il suo giardino pensile sospesi sui pilotis che la allontanano dal terreno e le riservano una vista privilegiata sull'orizzonte. L'ingresso avviene attraverso una salita quasi impercettibile che conduce al piano superiore e si inserisce tra i servizi posizionati tra un pilotis e l'altro.

Foto Paul Kozlowski © FLC - ADAGP

Informazioni

Maggiori informazioni sui progetti e il comunicato di ringraziamento della Fondazione Le Corbusier rispetto alla decisione presa dall'UNESCO sul sito internet www.fondationlecorbusier.fr.

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