Renzo Piano: da Gorizia a Catania, al via 10 cantieri-pilota per la sicurezza sismica

Il programma presentato a Milano da Renzo Piano, da Paolo Gentiloni e da Giovanni Azzone, responsabile del programma "Casa Italia". Coinvolti 10 siti sparsi lungo l'arco appenninico per una spesa stimata in 25 milioni di euro.

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Saranno una decina i cantieri-scuola, sparsi lungo l'arco appenninico, che consentiranno a Renzo Piano e alla sua équipe di sperimentare tecniche per rendere più sicure le abitazioni in caso di sisma. Ad avere un ruolo da protagonista sarà la diagnostica, perché se si conosce con precisione qual è il male, la cura potrà essere più puntuale. 

«Man mano che la diagnostica è diventata più precisa, la chirurgia è diventata meno invasiva». È attraverso un rimando alle scienze mediche che l'architetto e senatore a vita ha spiegato lo spirito del programma, pronto per essere avviato. Due gli obiettivi centrali: diffondere la cultura della prevenzione e trovare soluzioni avanzate - in grado di fare scuola - e che permettano di operare sull'edificio senza mandar via chi vi abita.

La sperimentazione, che comporterà una spesa stimata in 25 milioni di euro, coinvolgerà 10 edifici nelle città di Catania, Reggio Calabria, Isernia, Piedimonte Matese (Caserta), Sulmona (L'Aquila), Sora (Frosinone), Foligno (Perugia), Potenza, Feltre (Belluno) e Gorizia. Il progetto è stato presentato sabato scorso al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" di Milano dallo stesso Renzo Piano, dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e dal responsabile del  progetto "Casa Italia" Giovanni Azzone, ex rettore del Politecnico di Milano.

La sperimentazione dei 10 cantieri-scuola (entro settembre dovrebbero essere avviati) rientra, infatti, in "Casa Italia", il programma lanciato dall'ex premier Matteo Renzi dopo i primi eventi sismici di agosto. Un piano che doveva essere poi delineato nei contenuti, ma che aveva l'obiettivo di mettere in atto una strategia per tentare di mitigare la vulnerabilità del nostro fragile territorio, ovviamente con un orizzonte temporale pluriennale. Il piano è stato riavviato ufficialmente con l'ultimo decreto terremoto, approvato in via definitiva al Senato la settimana scorsa. Il decreto, convertito in legge, ha infatti istituito un apposito dipartimento presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, proprio con funzioni di indirizzo e coordinamento del programma "Casa Italia". L'obiettivo è - in un orizzonte pluriennale - «promuovere la sicurezza del Paese, assicurando un'azione di coordinamento tra le tante iniziative che sono già in corso da parte delle diverse amministrazioni e dei diversi pezzi del'amministrazione pubblica», ha spiegato Azzone durante al conferenza stampa a Milano. E, per il 2017, il programma sarà focalizzato su due temi: sismica e sicurezza delle abitazioni

 

La conferenza stampa di presentazione del progetto, guidato da Renzo Piano, che comporterà l'avvio di 10 cantieri-pilota in cui sperimentare tecniche per mettere in sicurezza le abitazioni

Renzo Piano: «Allontanarsi dal mondo delle opinioni per entrare in quello della scienza»

Migliorare il comportamento degli edifici, renderli sicuri in caso di sisma applicando il metodo scientifico, è il principio base della sperimentazione che coinvolgerà i 10 cantieri. La diagnostica servirà per comprendere quali sono le debolezze dell'edificio e ad intervenire in maniera puntuale, non invasiva. L'obiettivo - ha spiegato Piano - è «allontanarsi dal mondo delle opinioni, delle interpretazioni, per entrare in quello della scienza». «Se la diagnostica è più precisa, la cantieristica è più leggera» ha sottolineato l'architetto genovese.

Niente di più di quanto già non faccia un bravo ed esperto professionista nel campo del restauro e della conservazione. Però, Piano, aggiunge un'ulteriore difficoltà: gli interventi di rafforzamento dovranno essere eseguiti senza mandar via le persone che vivono in quelle abitazioni. Si tratta di un obiettivo di non poco conto, poiché - allargando il discorso a scala nazionale - i costi per allontanare le persone dalle loro abitazioni mentre si interviene sarebbero proibitivi, ha spiegato Piano.

Ma il costo dell'allontanamento non è solo economico. «C'è un rapporto forte tra le persone e le pietre abitate dalle persone» ha rimarcato l'architetto. «Qualcuno ha detto: Se cerchi l'uomo, trovi sempre una casa. C'è un rapporto fortissimo tra queste due cose», ha continuato.

La sperimentazione si baserà su un percorso partecipato. Il progetto dei 10 cantieri servirà anche per educare le persone, per questo sarà importante coinvolgerle, secondo Renzo Piano.

I cantieri avranno costi limitati, perché non si tratterà di ricostruzioni. Soprattutto sono stati scelti siti che permettano di intervenire su casi che coprono diverse tipologie costruttive, quindi edifici in pietra, in laterizi, in cemento armato, etc..

Sarà, inoltre, realizzata una scuola-prototipo, che «sia sicura, bella e aperta», ha affermato Azzone. Sarà pensata anche per diventare un luogo sicuro in caso di eventi catastrofici.

Riconquistare «l'orgoglio della bellezza»

La fiducia nella scienza deve essere il cardine del progetto. «Dobbiamo uscire dal Medioevo oscuro della fatalità per entrare nel luminoso presente della chiarezza, della chiarezza scientifica». E ciò deve rappresentare una presa di coscienza collettiva, ha sottolineato Piano. Ma c'è un'altra rivoluzione culturale che secondo Piano dovrebbe avvenire e che ha sintetizzato con le parole «orgoglio della bellezza».

«Bisogna rendersi conto - ha detto - che il nostro è davvero un Paese bellissimo. E quando parlo di bellezza non parlo solo della bellezza dei monumenti, che c'è ed è straordinaria, ma anche della bellezza diffusa delle nostre città, dei nostri borghi. È una bellezza straordinaria. Noi siamo custodi di questa bellezza e dobbiamo tenerla salda. Ci accorgiamo della bellezza solo quando ci casca addosso, Santo Cielo. Questa bellezza dobbiamo conservarla ai nostri figli e possibilmente in sicurezza».

Attenzione a generalizzare

Quando si è nel campo del recupero, del restauro, l'applicazione di una tecnica di intervento può mostrarsi efficace in un caso, ma può addirittura rivelarsi dannosa se applicata in maniera acritica a casi simili, perché ogni scelta deve derivare da un'analisi attenta delle tecniche costruttive del luogo, di eventuali difetti di costruzione, del degrado. Bisogna saper riconoscere interventi non corretti che magari si sono susseguiti nel tempo, è necessario analizzare la statica, ponderare l'effetto dell'intervento migliorativo in relazione alla specificità dell'edificio su cui ci si trova ad operare, e così via. Solo dopo un'analisi dettagliata, che coinvolge più competenze e professionalità, è poi possibile intervenire in modo efficace e corretto.

E allora, se si vuole diffondere la buona cultura della progettazione, è necessario anche dire chiaramente che i cantieri-pilota potranno fare scuola fino ad un certo punto, perché la lezione che ne deve derivare è in parte nota: ogni intervento deve essere generato dallo studio attento e scientifico del caso specifico. Sarebbe un danno se tra i non addetti ai lavori passasse un messaggio sbagliato, del tipo: la tecnica usata da Piano è quella più avanzata, dunque funzionerà anche sull'edificio che per tipologia costruttiva assomiglia a quello analizzato nel cantiere-pilota.

Gentiloni: «Nel Def 1 miliardo l'anno per la ricostruzione»

Il premier Paolo Gentiloni ha anticipato che nel Documento di economia e finanza, che sarà varato martedì prossimo, ci sarà spazio per ulteriori risorse destinate alla ricostruzione, fissate - ha riferito - in «un miliardo l'anno».

Mappatura del territorio, degli edifici e fascicolo del fabbricato, tra i progetti di "Casa Italia"

«L'Istat sta costruendo un sito pubblico attraverso cui conoscere quali sono i livelli di pericolosità di ciascuno degli 8mila Comuni italiani» ha affermato Giovanni Azzone, spiegando i progetti in corso. Poi la palla passerà al Ministero delle Infrastrutture, che avrà il compito di dar vita ad una mappa del rischio «estesa a migliaia di edifici». Si passerà, dunque, dalla scala del territorio a quella dell'edificio, ma i dettagli non sono stati svelati. C'è poi l'annosa questione del fascicolo del fabbricato: è in fase di studio di fattibilità - ha spiegato Giovanni Azzone - un progetto che permetterebbe di consultare «in modo unico» le informazioni che la pubblica amministrazione ha su ogni singolo edificio.

Mariagrazia Barletta

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