Raffica di premi dall'estero per la villa tra le Dolomiti dello studio altoatesino Perathoner Architects

Impiega pietra e legno e il rimando ai caratteristici masi di montagna è palese, ma il linguaggio resta contemporaneo. È la villa realizzata a Selva di Val Gardena (Bolzano), tra le cime delle montagne inserite nel patrimonio mondiale dell'Unesco, su progetto del giovane studio Perathoner Architects. Sono le caratteristiche topografiche, l'esposizione, il clima e il paesaggio a dettare le condizioni base, a cui Rudolf Perathoner e il suo team rispondono con un'architettura che reinterpreta la tradizione, a partire dal semplice tetto a falda che, nel progetto della villa, viene rimodellato e diventa anche prospetto. 

Il progetto di Perathoner Architects sta facendo incetta di premi. Tra gli ultimi, ci informano dallo studio, il German Design Award 2018. Si tratta di un premio conferito dal German Design Council (istituzione nata per volontà del Bundestag), nato con l'obiettivo di individuare contributi pionieristici nel campo della progettazione, con sguardo allargato all'intero globo.

Foto: © Arik Oberrauch

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Il progetto altoatesino è risultato vincitore anche dell'Architizer A+Award 2017 nella categoria "residenze plurifamiliari". Un premio - organizzato da Architizer, sito statunitense e corposo data base on line di progetti di architettura - che ha avuto tra vincitori dell'edizione 2017 studi del calibro di Mvrdv, Gensler, Skidmore, Owings & Merrill e Zaha Hadid Architects, solo per citarne alcuni. I vincitori sono stati premiati a New York lo scorso maggio. È poi arrivato un riconoscimento con l'A' Design Award, il concorso internazionale e annuale che seleziona i migliori progetti di design e di architettura. La residenza di Selva in Val Gardena ha vinto il premio "platinum", il più prestigioso, nella categoria "Architecture, Building and Structure Design". Era, infine, nella rosa dei finalisti del premio (edizione 2017) The Plan Design Award 2017, lanciato dall'omonima rivista.

Il progetto

Foto: © Arik Oberrauch

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La residenza sorge ad una quota di circa 1560 metri e gode di una vista spettacolare sulle Dolomiti e verso il massiccio del Sella. Come spesso accade in territori montuosi, l'edificio sorge su un pendio abbastanza ripido. Le architetture tradizionali altoatesine risolvono i dislivelli attraverso uno zoccolo in pietra al di sopra del quale si erge la costruzione in legno. Questa dicotomia viene riproposta dal progetto dello studio Perathoner Architects, che per rivestire gli esterni sceglie i materiali della tradizione, ma lo fa rivisitando le forme.

La pendenza del terreno porta i progettisti a realizzare un edificio di quattro piani, di cui i primi due parzialmente interrati, ottenendo un fronte meno esteso a nord ed un prospetto più ampio a sud. La residenza si compone di tre unità abitative, alle quali si aggiungono un garage sotterraneo e le cantine.

Foto: © Arik Oberrauch

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Il prospetto sud è modellato grazie a terrazze e a superfici sfaccettate che rendono il volume scultoreo. Le ombre lo animano e gli conferiscono dinamicità. A sud si aprono grandi vetrate con vista sul paesaggio mozzafiato. Lateralmente le bucature sono come scavate nel volume, ottenute per sottrazione. Il loro posizionamento è studiato in modo da inquadrare al meglio il paesaggio. 

Foto: © Arik Oberrauch

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La struttura portante è in cemento armato. Sono stati utilizzati rivestimenti in pietra dolomitica per la zoccolatura e un tavolato in legno per il volume sovrastante. I bassi consumi energetici e le scelte sostenibili dal punto di vista ambientale hanno permesso all'abitazione di ottenere la certificazione Casa Clima Nature.

Mariagrazia Barletta

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