La nuova sede del Gruppo CAP. Parte dall'elemento acqua il progetto di Claudio Lucchin

Lo scorso 5 dicembre a Palazzo Marino è stato presentato il progetto per la nuova sede del Gruppo CAP dello studio Claudio Lucchin & architetti associati. Come un arca che fluttua, un edificio che reinterpreta sapientemente i valori aziendali attraverso la metafora dell'acqua e dell'apertura verso la collettività.

Nel gennaio 2016 il Gruppo CAPgestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, lancia un concorso per riunire le sue diverse sedi, oggi situate rispettivamente in via Rimini a Milano e in via del Mulino ad Assago, in un unico edificio. Tra le trenta proposte internazionali ricevute è il progetto dello studio Claudio Lucchin & architetti associati a convincere maggiormente la giuria.


© studio Claudio Lucchin & architetti associati

La nuova sede del Gruppo CAP

L'edificio si articola intorno ai riferimenti e alla reinterpretazione dei valori aziendali, da un lato la metafora dell'acqua che porta alla realizzazione di una "piazza d'acqua" sul quale l'edificio sembra galleggiare, dall'altro la natura pubblica del Gruppo che ha spinto ad organizzare un progetto compatto ma che offrisse un luogo di incontro per i cittadini.

Il Presidente Alessandro Russo apprezza infatti la capacità dell'edificio "di evocare solidità e sicurezza" e di offrire "un ambiente di lavoro flessibile e sostenibile, ma al tempo stesso luogo di condivisione e aggregazione con la comunità dei residenti".

Il progetto si snoda su 11.250 m2 di superficie, distribuiti su 6 piani e suddivisi in ambienti diversi tra loro: open space, uffici, laboratori, una caffetteria, un auditorium per 200 persone aperto anche ai cittadini, un'esposizione museale e un asilo nido non esclusivamente aziendale. 
Il complesso immobiliare, che si voleva flessibile già dalle richieste del bando, è stato il frutto di una visione condivisa, gli architetti infatti si sono confrontati con i dipendenti cercando di rispondere ad ogni loro esigenza.

Il risultato è stato uno spazio lavoro che combina una serie di strutture modulari, open space e aree delimitate, senza postazioni fisse, arricchite da zone in-between in cui entrare e uscire liberamente, per favorire ulteriormente l'interazione.

Oltre agli aspetti distributivi lo studio ha anche utilizzato un accurato piano energetico che come ricorda Lucchin, "si avvale delle innovazioni tecnologiche sul fronte della sostenibilità, facendone un modello di costruzione 0 emissioni, 0 energia. Cosa che permetterà di ottenere il certificato Gold Leed, tra i più alti riconoscimenti sul fronte della certificazione green".

Per il riscaldamento e il raffreddamento verrà utilizzata l'acqua di prima falda, con una termoregolazione ad aria controllata che consente un'ottimale gestione delle temperature. 

Per quanto riguarda l'illuminazione invece si è scelto di utilizzare finestre a nastro, a motivo ortogonale, distribuite in modo irregolare, che richiamano la conformazione delle reti idriche distribuite su tutto il territorio metropolitano, oltre a pozzi di luce di ampie dimensioni che garantiranno la connessione visiva tra i piani e l'illuminazione nell'area centrale dell'edificio.

Piazza laterale | © studio Claudio Lucchin & architetti associati

Vista d'angolo | © studio Claudio Lucchin & architetti associati

Per maggiori dettagli sul progetto:
www.cleaa.it/cap

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