Eliminazione barriere architettoniche: 180 mln alle Regioni per finanziare interventi privati

È stato pubblicato sul sito del ministero delle Infrastrutture il decreto interministeriale, emanato con il ministero dell'Economia, che ripartisce 180 milioni di euro tra le Regioni, da destinare al superamento e all'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. 

Il decreto, che entra in vigore il 30 maggio, ossia trascorsi 15 giorni dalla pubblicazione sul sito del Mit (avvenuta il 14 maggio), suddivide le risorse tra gli anni 2017 e 2020.

Dopo 15 anni rifinanziata la legge 13 del 1989

Con il decreto interministeriale viene inserito all'interno del Fondo investimenti della legge di Bilancio 2017 il rifinanziamento della legge 13 del 9 gennaio 1989, contente le disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, che non veniva rifinanziata dal 2003. In particolare, la legge del 1989 prevede l'istituzione di un Fondo speciale per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, che doveva essere ripartito annualmente tra le regioni richiedenti, ma non riceveva risorse da 15 anni.

Ottenute le risorse, le Regioni le trasferiranno ai Comuni richiedenti per contribuire alle spese dei privati cittadini. E, come prevede la legge 13 del 1989, i sindaci, entro 30 giorni dalla comunicazione delle disponibilità attribuite ai Comuni, assegnano i contributi agli interessati che ne facciano richiesta. Se le risorse non dovessero essere sufficienti, i Comuni dovranno dare priorità alle domande presentate da portatori di handicap riconosciuti invalidi totali, con difficoltà di deambulazione.

Il riparto delle risorse

Ad ottenere maggiori risorse è l'Emilia -Romagna, alla quale sono assegnati 29,3 milioni. Subito dopo ci sono le regioni Piemonte e Lombardia, beneficiarie rispettivamente di 25,7 e 25,3 milioni di euro. La Basilicata ottiene 15,2 milioni, la Campania 13,5, il Lazio 19,2. Inoltre, 11,3 milioni vanno alle Marche e 11 milioni all'Umbria. L'importo più basso è quello destinato alla Liguria, che ottiene 275mila euro. Somme tra il milione e gli otto milioni sono distribuite alle regioni Abruzzo (4,4 milioni), Molise (1,1 milioni), Puglia (4 milioni), Sardegna (3,2 milioni), Sicilia (4,4 milioni), Toscana (2,9 milioni) e  Veneto (8,4 milioni).

Le risorse destinate a ciascuna regione sono proporzionali al fabbisogno inevaso, comunicato dalle Regioni stesse al Mit, ma non soddisfano del tutto tali fabbisogni.

di Mariagrazia Barletta

Decreto interministeriale 67 del 27 febbraio 2018

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