Decreto Energia-bis in "Gazzetta", caro prezzi: 120 milioni al Fondo compensazioni

200 milioni al Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche

Arrivano dal decreto Energia-bis, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 21 marzo, nuove misure per far fronte all'aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, che rischia di bloccare molti cantieri e frenare l'esecuzione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Principalmente, sono state incrementate con ulteriori 120 milioni di euro le risorse del Fondo per l'adeguamento dei prezzi. Inoltre, il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (Mims), in relazione alle domande di accesso al Fondo per l'adeguamento dei prezzi, può riconoscere alle stazioni appaltanti e alle imprese un'anticipazione pari al 50 per cento dell'importo richiesto. L'anticipazione può essere riconosciuta nel limite complessivo del 50% delle risorse del fondo.

Il Fondo "compensazioni" era partito con una dotazione iniziale di 100 milioni, poi arrivato a 200 milioni per il 2021. Per compensare l'aumento dei prezzi dei principali materiali da costruzione nel primo semestre 2022, il Dl Energia (decreto legge 17 del 2022) ha poi previsto il rifinanziamento di 150 milioni di euro dell'apposito fondo. Ora l'iniezione di ulteriori risorse è, come si diceva, pari a 120 milioni di euro.

Il Dl Energia-bis (n. 21 del 2022)

Altri 200 milioni confluiscono nel Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche di importo pari o superiore alla soglia comunitaria. Si tratta - va ricordato - del Fondo cui le stazioni appaltanti possono fare richiesta di accesso nel caso in cui, sulla base dell'aggiornamento del cronoprogramma finanziario dell'opera, risulti un fabbisogno aggiuntivo non prevedibile rispetto alle risorse disponibili.

Uscito dal Consiglio dei ministri, il decreto legge doveva contenere una misura aggiuntiva per far fronte al rincaro dei materiali da costruzione, che però non è confluita nel testo finale, pubblicato in "Gazzetta". 

Ecco quanto riporta il comunicato stampa diramato da Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il Dl Energia bis: «Fino al 31 dicembre 2022, le variazioni in aumento dei prezzi di alcuni materiali da costruzione, rilevate dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, ovvero gli aumenti eccezionali dei prezzi dei carburanti e dei prodotti energetici, accertati dal responsabile unico del procedimento nell'appalto in contraddittorio con l'appaltatore, possono essere valutati come causa di forza maggiore e dare luogo alla sospensione della prestazione qualora impediscano, anche solo parzialmente, il regolare svolgimento dei lavori ovvero la regolare esecuzione dei servizi o delle forniture. Qualora gli aumenti impediscano di ultimare i lavori, i servizi o le forniture nel termine contrattualmente previsto, costituiscono causa non imputabile all'esecutore e questi può chiedere la proroga del termine per eseguire la prestazione». Come già detto, tale misura non c'è nel decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale.

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