Trani, innesto contemporaneo per lo storico Palazzo Carcano: svelato il progetto di Demogo con Sinergo Spa

pubblicato il: - di Mariagrazia Barletta

È stato presentato venerdì scorso (8 aprile) il progetto vincitore del concorso bandito dall'Agenzia del Demanio per trasformare lo storico Palazzo Carcano a Trani, a pochi passa dalla splendida cattedrale, in sede degli uffici giudiziari. Un recupero storico e architettonico che prevede anche l'ampliamento con un nuovo volume contemporaneo, in un contesto fortemente storicizzato, nonché la valorizzazione delle emergenze archeologiche.

Il progetto vincitore è dello studio Demogo (Simone Gobbo, Alberto Mottola e Davide De Marchi) che ha partecipato al concorso insieme a Sinergo Spa per l'engineering ed i professionisti, Vincenzo Baccan ed Emma Capurso.

Il Palazzo tra storia e archeologia 

Realizzato nel XVII secolo a partire dalla fusione di abitazioni preesistenti, Palazzo Carcano è nelle immediate vicinanze di edifici simbolo della città, quali il castello Svevo e la Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta. Nel corso dei secoli fu utilizzato per varie funzioni. Acquisito dall'arcivescovo Francesco Carrano per la Arcidiocesi di Trani e Barletta a primi del Novecento, fu destinato ad accogliere delle orfane e poi adibito a mensa vescovile nel corso degli anni successivi. Acquistato dal Comune di Trani nel 2001 viene trasferito in via definitiva allo Stato nel 2018.

I ritrovamenti archeologici rinvenuti nell'area di pertinenza del Palazzo, dove sorgerà il volume in ampliamento, hanno indotto il Demanio a chiedere, in fase concorsuale, di destinare alcuni spazi al piano terra a funzione informativa ed espositiva, e dunque di trasformare il nuovo complesso in un contenitore culturale che mixi la funzione giudiziaria con quella espositiva.

L'innesto contemporaneo

Il nuovo volume, angolare, che amplia lo storico Palazzo contiene l'ingresso al museo archeologico.Al suo interno si snoda una rampa che agisce «come sistema di superamento della soglia tra interno ed esterno. Un filo d'Arianna - è così denominato dai progettisti - che guida il visitatore definendo sequenze visive dinamiche tra i reperti archeologici, per concludersi nel belvedere disegnato nella terrazza di copertura». Il piano terra dell'innesto è concepito come un diaframma vitreo che stabilisce una continuità visiva tra la piazza ed i ritrovamenti archeologici, dunque tra lo spazio pubblico esterno ed il museo.

Il Palazzo di Giustizia

Gli spazio del futuro Palazzo di Giustizia sono ridefiniti «secondo attente logiche di rispetto dell'assetto strutturale esistente» si legge nel catalogo della mostra dedicata alla proposta vincitrice e a quelle partecipanti,, aperta nelle sale di Palazzo Covelli, sede dell'Ordine degli Architetti della provincia di Bat.

«L'obiettivo del progetto è far riemergere il carattere primigenio di Palazzo Carcanoi, valorizzando le atmosfere che le geometrie dei soffitti voltati e delle antiche forometrie proiettano sugli interni, così la pianta diviene il piano di riappropriazione degli spazi, il disegno fondamentale con il quale i nuovi programmi si fondono con gli ambiti originali».

La sostenibilità punto chiave del progetto

«Tutte le scelte di natura impiantistica e tecnologica - fa sapere l'Agenzia dl Demanio - sono state effettuate nel rispetto delle prescrizioni dei Criteri ambientali minimi (Cam), con lo scopo di realizzare un edificio a ridotto impatto ambientale - in fase di esecuzione e di funzionamento - e nell'ottica di contenere al massimo i suoi consumi energetici durante l'intero ciclo vita dello stesso».

«Ad esempio, il sistema impiantistico dell'edificio garantisce l'utilizzo di materiali e tecnologie innovative, puntando al contenimento dei costi energetici grazie all'impiego di fonti di energia rinnovabile per la riduzione del fabbisogno di energia primaria. I livelli di impiego di fonti rinnovabili ben superiori al minimo del 55% imposto dalla vigente normativa, sono coadiuvati dalla quota parte di energia ricavata grazie all'impianto fotovoltaico in copertura».

«Infine, il tribunale sarà dotato di un sistema di raccolta e recupero delle acque meteoriche provenienti dalle falde, stoccate in un serbatoio interrato e destinate all'irrigazione nonché alle cassette di risciacquo dei servizi igienici. E per migliorare le operazioni di monitoraggio dei consumi e la programmazione delle attività di manutenzione dell'edificio, si introdurrà l'utilizzo di un sistema di controllo e monitoraggio centralizzato Bacs (Building & automation control system, cioè un sistema di controllo e automazione dell'edificio), di tipo B, supportato dalla redazione di un piano di manutenzione dell'edificio stesso».

L'iniziativa si colloca nelle iniziative di "federal building" del Demanio

L'iniziativa di recupero di Palazzo Carcano, come previsto dalla convenzione stipulata dall'Agenzia del Demanio e dal Ministero della Giustizia l'11 febbraio 2022, prevede una spesa complessiva di 13.818.000 euro finanziata per 9.818.000 euro dall'Agenzia del Demanio e per i restanti  4.000.000,00 euro in parte dal Ministero della Giustizia e in parte con fondi del PNRR. Questo intervento si inserisce all'interno in una vasta collaborazione tra l'Agenzia e Ministero della Giustizia tesa alla riqualificazione delle sedi degli Uffici Giudiziari sul territorio nazionale per contribuire alla riduzione della spesa pubblica. In particolare, l'operazione di Trani, nella quale la rifunzionalizzazione di Palazzo Carcano ricopre un ruolo strategico, prevede una completa riorganizzazione e razionalizzazione degli uffici giudiziari cittadini che consentirà il totale abbattimento dei costi derivanti da locazioni passive.

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