Valdobbiadene (Tv): conclusa a due anni dal concorso la piazza firmata Larchs

Cambio di cromie e valorizzazione delle emergenze architettoniche per il nuovo invaso su cui affacciano il duomo e il municipio

pubblicato il: - di Mariagrazia Barletta

A circa due anni dalla chiusura del concorso di progettazione, si sono conclusi i lavori di piazza Marconi a Valdobbiadene (Tv). Nasce uno spazio accogliente, con le sue emergenze architettoniche: il duomo, il campanile e il municipio, ora valorizzate grazie al progetto dello studio Colombo/Molteni Larchs architettura, che restituisce alla comunità il rinnovato invaso. Da luogo di attraversamento veicolare a variegato spazio pedonale, di incontro e di sosta, organizzato in macro-ambiti, così la piazza si arricchisce di nuovi elementi e inedite relazioni cui corrispondono nuovi usi.

A dicembre 2019 i progetti vincitori erano stati presentati alla cittadinanza con una mostra e «a febbraio 2022 si è chiuso il cantiere», riferisce Paolo Molteni, alla guida dello studio Larchs con Emanuele Colombo. Dal progetto alla realizzazione, le variazioni sono state inconsistenti, ad accezione della grande fontana davanti al duomo di Santa Maria Assunta. 

La fontana e il sagrato del duomo, fotografia di © Silvia Possamai

L'invaso della piazza, fotografia di © Silvia Possamai

«Originariamente al posto della fontana avevamo previsto tre cipressi, c'era bisogno di un elemento che facesse da cerniera, ma anche di conferire un po' di verticalità all'ambito del sagrato. Dopo l'interlocuzione con la soprintendenza abbiamo riservato la parte ovest delle piazza alle alberature e abbiamo modificato la fontana, cercando di darle una certa forza evocativa. Abbiamo voluto esprimere l'idea che l'acqua dalla terra emerga per mostrarsi nella piazza attraverso la fontana a sfioro, per poi cadere dal bordo, essere recuperata e tornare alla terra», racconta ancora Paolo Molteni. Il concetto di ciclicità dà dunque forma alla nuova fontana, costituita da un unico grande elemento di ferro. A ricreare quella verticalità desiderata e perduta rinunciando ai cipressi, provvedono tre corpi luminosi pensati per generare una luce di atmosfera. 

Dettaglio dello spazio civico del municipio, fotografia di © Silvia Possamai

Dettaglio della fontana, fotografia di © Silvia Possamai

La fontana si posiziona sul sagrato, prima inesistente, disegnato da Larchs. «Qui abbiamo usato una trachite zovonite variegata, una pietra con delle venature che tendono all'ocra e al  grigio e danno questo effetto di vibrazione del colore. L'abbiamo usata in lastre di diverso formato per la parte antistante alla chiesa e al piede del campanile. È stata invece posata in cubetti sul lato della strada, questo per una questione di carichi e quindi per garantire una maggiore stabilità nel tempo», precisa Molteni.

Le nuove sedute sul lato ovest della piazza, fotografia di © Silvia Possamai

A ovest la pavimentazione cambia e si opta per il calcestruzzo architettonico con l'inerte a vista. «È un inerte locale e il calcestruzzo è a base di colore bianco, quindi l'effetto è quello di una superficie cromaticamente uniforme ma anche molto materica, una sorta di monolite», aggiunge l'architetto.

Lo spazio civico e il sagrato, fotografia di © Silvia Possamai

Vista dal sottoportico del municipio, fotografia di © Silvia Possamai

Sul bianco della pavimentazione arriva il contrasto di cromie, dato dal rosso del calcestruzzo delle lunghe panchine.

Opposto all'ambito ovest, vi è lo spazio civico davanti al municipio, con pavimentazione in porfido. «La pietra è per metà di recupero e proviene dalla vecchia piazza, l'altra metà è di nuova fornitura. Il porfido recuperato ha un colore rossastro, quello nuovo è di colore grigio. Li abbiamo alternati nella posa e questo dà un effetto di texture. Tra i cubetti di pietra vi è del pietrisco di porfido e poi la fuga è resinata e questo crea una superficie con variazioni di colore, ma molto omogenea. Con il variare della luce e con la presenza dell'acqua, a seguito della pioggia, questa subisce un cambio di cromie: quando la luce è più intensa tende al grigio, mentre con la pioggia vira verso il rosso», chiosa Paolo Molteni.

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