Superbonus: 37,8 miliardi oltre le previsioni. Giorgetti: «Ci sarà una revisione di tipo selettivo»

Detrazione dal 110 al 90% già nel Dl Aiuti quater

pubblicato il: - di Mariagrazia Barletta

Il Superbonus al 110% sarà rivisto e sicuramente ridimensionato dal nuovo Governo. È quanto si evince chiaramente dalle parole del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti durante l'audizione sulla nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, tenutasi ieri 9 novembre davanti alle Commissioni riunite di Camera e Senato.

«Sono stati valutati rilevanti maggiori oneri per alcuni bonus edilizi previsti a legislazione vigente rispetto a quanto era stato stimato in sede di adozione delle agevolazioni», ha riferito il ministro. «L'incremento, rilevato sulla base delle informazioni aggiornate al 1° settembre, segnala uno scostamento complessivo di 37,8 miliardi di euro sull'intero periodo di previsione». «Peraltro - ha proseguito -, la stima degli oneri per il Superbonus 110% potrebbe subire un ulteriore incremento a fine anno considerando anche i dati al 30 settembre pubblicati da Enea». Gli ultimi dati dell'Enea rilevano, per il Superbonus, 55 miliardi di euro di investimenti finora ammessi a detrazione.

Dunque, non vi è dubbio che il Governo ridimensionerà la misura. E, in campo c'è anche l'ipotesi di far entrare già nel Dl Aiuti-quater, che approderà oggi pomeriggio in Consiglio dei ministri, un provvedimento che punta a diminuire la percentuale di detrazione dal 110 al 90% a partire dal 2023. 

Aggiornamento del 12 novembre 2022
il Dl Aiuti quater è stato approvato in Consiglio dei ministri e contiene il depotenziamento del Superbonus. Si veda l'articolo pubblicato oggi

I meccanismi incentivanti «saranno rivisti in modo selettivo», ha detto senza mezze misure Giorgetti in Parlamento, chiarendo la posizione dell'Esecutivo. «Questo Governo - ha riferito - non ritiene equo destinare una così ingente massa di risorse a una limitatissima fetta di cittadini italiani, in modo indistinto per reddito, prima o seconda casa». «Queste risorse - ha proseguito il ministro - probabilmente potranno essere destinate in altro modo».

«Non sottovalutiamo - ha aggiunto - il contributo che questa misura ha dato in una fase particolarmente critica dell'economia del Paese. È chiaro che però è tempo, e siamo ampiamente disponibili come Governo, di riflessione comune rispetto all'esperienza del Superbonus. Il Governo sta ragionando su diverse ipotesi. Una revisione di tipo selettivo sarà fatta e andrà assicurata una adeguata fase transitoria per evitare di ingarbugliare una situazione già di per sé ingarbugliata».

Proprio oggi  Abi e Ance hanno insieme scritto al Governo una lettera «per richiamare l'attenzione sulla gravità della situazione nella quale si trovano, oramai da mesi, migliaia di cittadini e imprese che hanno fatto affidamento su misure di incentivazione indirizzate verso l'efficientamento energetico e sismico nonché per altre attività connesse al nostro patrimonio immobiliare».

In particolare, scrivono i presidenti Patuelli e Brancaccio, «occorre scongiurare al più presto una pesante crisi di liquidità per le imprese della filiera che rischia di condurle a gravi difficoltà a causa di crediti fiscali maturati e che in questo momento non è più possibile cedere, visti anche i limiti delle capienze fiscali». 

Anche l'Oice, l'associazione delle organizzazioni di ingegneria e di architettura aderente a Confindustria, si è unita all'appello dell'Ance che nei giorni scorsi ha, tra l'altro, denunciato sugli maggiori organi di stampa la «pazzesca speculazione» in corso sulla cessione dei crediti, mentre Poste, Banca Intesa e altri istituti hanno sospeso l'acquisito dei crediti. «Siamo assolutamente a fianco dei colleghi dell'Ance per ribadire ancora una volta l'importanza, non soltanto di una politica industriale seria, che dia certezza agli operatori, ma anche e soprattutto di comportamenti seri e dignitosi nei nostri confronti. Al di là delle ipotesi che stanno circolando sulla modifica della percentuale del bonus - segno comunque di una positiva attenzione al tema da parte del nuovo Governo ‐, oggi siamo assolutamente preoccupati da come si sta muovendo il settore creditizio e bancario che di fatto vessa il nostro mondo con atteggiamenti che finiranno per mettere sul lastrico imprese e progettisti», è quanto afferma il presidente dell'Oice, Giorgio Lupoi.

Durante, l'audizione il ministro Giorgetti si è espresso anche sulle criticità che ancora permangono sulla cessione dei crediti. «È un problema di cui non nascondiamo né l'importanza né la rilevanza né le criticità né la difficoltà della soluzione, ma non possiamo obbligare per legge delle istituzioni private, che agiscono in base a criteri di gestione aziendale e di equilibrio economico-finanziario, a fare cose che non ritengono di poter fare», ha proseguito il ministro.

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