Stirling Prize 2004 a Norman Foster

La giuria, incaricata dal Royal Institute of British Architects (RIBA) di selezionare l'opera architettonica più rappresentativa tra quelle realizzate lo scorso anno da architetti britannici fuori e dentro il Regno Unito, ha individuato nel 30 St. Mary Axe di Foster and Partners l'edificio vincitore dello Stirling Prize, con un voto all'unanimità mai verificatosi nelle precedenti edizioni del premio.

Il "cetriolino", cioè il quartier generale della Swiss Re a Londra, ha prevalso sulle altre opere finaliste, in virtù della sua forte carica simbolica e dell'integrazione con il contesto urbano: completato nell'ottobre 2003, è già diventato un elemento caratteristico dello skyline di Londra.

L'opera di Foster ha ottenuto il favore dei giudici (e un sostanzioso assegno da 20.000 sterline) anche grazie al contributo dato al design degli edifici alti, da sempre considerati come un'espressione del capitalismo più aggressivo: il 30 St. Mary Axe trasferisce in termini tecnologici l'attenzione al rispetto e all'impiego delle risorse ambientali, individuando una forma di grattacielo "sostenibile" e un'alternativa alla tipologia tradizionale della torre di uffici.

30 St. Mary Axe, sviluppato con la consulenza strutturale di Arup, è dotato di un sistema di ventilazione naturale, simile a quello già applicato nella Commerzbank Tower di Francoforte, che attraverso pozzi-luce distribuiti lungo tutto l'edificio consente il ricambio d'aria dei locali interni. Questo meccanismo, insieme al funzionamento "aerodinamico" della forma affusolata, che a sua volta contribuisce a instradare i flussi d'aria, consente di ridurre l'uso di sistemi artificiali di condizionamento: il risultato è un consistente risparmio energetico rispetto agli standard di consumo di edifici dello stesso tipo.

Anche il rivestimento esterno, composto da circa 5500 pannelli di vetro piatti, a forma di triangolo e di diamante, partecipa attivamente alla climatizzazione della torre. Le vetrate relative alle aree destinate a uffici sono costituite da uno strato esterno con doppio vetro e da una lastra unica più interna: tra i due si trova una cavità centrale, ventilata con l'aria satura proveniente dagli uffici, nella quale sono collocati gli avvolgibili.

La torre della Swiss Re comprende 40 livelli, riconducibili a entità modulari di 6 o 2 piani relazionate ad atri, che distribuiscono lo spazio comune e lo avvicinano ai potenziali fruitori. La struttura esterna diagonale, realizzata in acciaio e basata su una maglia triangolare, consente di avere all'interno ambienti non interrotti da pilastri. La continuità è un fattore che si coglie anche nella relazione dell'edificio con il sito su cui sorge: la pianta circolare, che si restringe proprio alla sommità e alla base, ha consentito di organizzare uno spazio aperto al pubblico, con alberi stagionati e bassi muri di pietra che segnano il confine del lotto e fungono anche da sedili.  

Il bar, situato al quarantesimo piano, rappresenta il punto più alto da cui ammirare il panorama della City, con una spettacolare visione a 360°, e costituisce parte delle attrezzature associate agli uffici, insieme alle sale da pranzo private del trentottesimo piano e al ristorante del trentanovesimo.

Nel corso della cerimonia svoltasi sabato scorso, sono stati assegnati anche altri riconoscimenti: il RIBA Inclusive Design allo stadio di Manchester progettato da Arup Associates, il Crown Estate Conservation Award a Hok International Ltd., per il restauro della King's library al British Museum, il RIBA Sustainability Award per il progetto residenziale di Sarah Wigglesworth denominato Stock Orchard Street e lo Stephen Lawrence Prize per la migliore costruzione con un budget inferiore a 350.000 sterline a "Vista", una casa sulla spiaggia rivestita in gomma. Sono stati conferiti anche l'AJ First Building Award e il RIBA/Arts Council England Client of the Year, andati rispettivamente alla migliore opera prima di un architetto britannico praticante nell'Unione Europea e al committente che meglio ha interpretato il suo ruolo nel processo progettuale.

Immagini del progetto vincitore:
www.fosterandpartners.com/InternetSite/Flash.html
 

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