Come recita il nome stesso HouseTree, il protagonista di questo modulo abitativo - piccolo ma funzionale - è proprio l'albero, perno attorno al quale si sviluppa tutta l'architettura, come se volesse abbracciarlo.

Progettata da Paolo Scoglio e sviluppato da Officine Tamborrino, la struttura originaria è stata reinterpretata, in occasione dell'edizione di Edit Napoli appena svolta, dalla creatività dirompente di Elena Salmistraro. La casa senza radici, aperta per sua natura a nuove interpretazioni e identità, viene così trasformata in un racconto visivo e materico fortemente ispirato al paesaggio della Campania e, in particolare, a quello dell'area costiera.

Con il titolo Nomadaria, la casa mobile porta in scena un'architettura in movimento che non invade, non imita ma si fonde con il paesaggio, diventandone parte attiva, come un oggetto progettato per integrarsi con leggerezza e rispetto, simbolo di una nuova forma di abitare il territorio.

"Nomadaria è una casa contemporanea e poetica, che parla un linguaggio inedito ma legato alle radici mediterranee, trasformando la dimensione del nomadismo in un'occasione per raccontare luoghi, storie e identità, integrando armoniosamente passato e presente" - spiega Elena Salmistraro - "Ho personalizzato questa micro architettura che stabilisce un dialogo profondo con il luogo: un nuovo simbolo di appartenenza per raccontare l'ispirazione al Mediterraneo attraverso il filtro del design contemporaneo".

La facciata della casa viene rivestita da una trama di archi sovrapposti a geometrie più rigide, realizzata in legno, che genera un pattern visivo ispirato alle logge, alle verande e alle finestre ad arco degli edifici mediterranei, riempiendo alcuni spazi con ripartizioni di colore che dialogano con la superficie del modulo.

foto: © Gianluca Laneve

La tradizione della costiera amalfitana... ma contemporanea!

In linea con la sua ricerca, che fa di colori e geometrie minimali il segno distintivo, Elena Salmistraro scompone l'intero volume secondo la logica tripartita - basamento, corpo e copertura - tipica dell'architettura mediterranea.

Il progetto evoca la tradizione amalfitana, con estrema sensibilità, a partire dalla reinterpretazione dell'elemento degli zoccolini alti, tipici di molte abitazioni storiche della costiera, volutamente ingranditi fino a diventare quasi delle "mezzelune murarie", che definiscono lo spazio con forza espressiva e donano ritmo e profondità alle pareti.

Anche le scelte dei colori trovano ispirazione dal sud Italia, riconoscibile per tinte vivaci che rimandano alle celebri ceramiche e facciate scolorite dal sole. Qui il colore viene desaturato, come se volesse tendere alla tonalità pastello per adattarsi meglio al contesto contemporaneo, più sofisticato, forte e riconoscibile ma lontano dal citazionismo.

Il modulo abitativo trova la sua configurazione perfetta grazie all'inserimento di alcuni complementi d'arredo e arredi a parete realizzati in vimini e midollino, materiali leggeri e intrecciati a mano, legati alla tradizione artigianale del Sud Italia,  un richiamo diretto all'universo mediterraneo, che aggiunge calore e una dimensione tattile al progetto, rafforzando il carattere autentico e locale.

Anche in questo caso la mente di Elena Salmistraro ha trovato casa attraverso il disegno di alcuni arredi - realizzati da Officine Tamborrino - che rispecchiano lo stile di Nomadaria nei tratti poetici e mediterranei, e si caratterizzano nell'utilizzo di forme sinuose, texture e nuance: la sedia, con lo schienale e i braccioli a cura di Bottega Intreccio, la sdraio e il tavolino.

Il sistema base della Three House

Il progetto iniziale di Three House parte dalla mappatura del territorio e degli alberi che lo "abitano". L'albero non è solo un semplice scenario naturale della composizione, ma è un vero e proprio elemento infrastrutturale per il controllo climatico e per il benessere degli ospiti.

L'idea alla base dei progetti di Officine Tamborrino Architetture, infatti, è quella di inserirsi nella natura senza modificarla, ma adattandosi e sviluppandosi intorno ad essa. Il modulo HouseTree è pensato per adattarsi a qualsiasi scenario, da quello mediterraneo, con la presenza di ulivi o pini marittimi, a quello alpino con larici o betulle, senza escludere il contesto urbano con la presenza di aceri o liquidambar.

Opportunamente posizionato rispetto alla struttura, l'albero è in grado di controllare le radiazioni solari e abbattere il calore creando zone d'ombra oltre a rappresentare un sistema di purificazione dell'aria. A questo si aggiungono modulari e flessibilità che offrono numerose possibilità di configurazione del sistema cabina+deck e di progettazione degli interni.

Le grandi vetrate, estese su gran parte della struttura, permettono alla luce naturale di inondare gli spazi interni, facendo scomparire i confini fisici, generando continuità tra interno ed esterno, per offrire all'abitante un contatto visivo costante con la natura circostante.

A livello energetico, infine, il sistema HouseTree può essere on-grid e funzionare in modo autonomo. Nel caso di mancanza di collegamento alle reti, la cabina prevede infatti un vano tecnico off-grid che ospita il serbatoio dell'acqua, il serbatoio delle scorie e la batteria per lo stoccaggio elettrico.

Le fotografie di Eller Studio e Gianluca Laneve per Edit Napoli 2025

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