Ribaltiamo la prospettiva. Non più quella del progettista, ma di chi viene chiamato a raccontarla attraverso la fotografia. Come raccontare l'abitare senza cadere nella banalità dei gesti quotidiani?

È questo l'approccio adottato dallo studio LDAiMdA - fondato a San Miniato dagli architetti Gianni Bellucci e Paolo Posarelli - per mostrare il progetto ultimato di Casa sotto la nuvola, affidando il compito allo sguardo fotografico di Studio Medulla.

L'intervento architettonico riguarda la ristrutturazione di un fabbricato esistente nella campagna toscana, con un approccio ricostruttivo più che conservativo che riparte dall'integrazione nel paesaggio, tanto iconico quanto complesso.

La Casa sotto la nuvola minimizza l'impatto visivo rispetto alla prospiciente viabilità storica della Francigena, con la direzione dominante e il fulcro del progetto perpendicolare al crinale collinare, seguendo l'asse nord-sud.

Nasce, così, un'architettura fondata sul dialogo tra interno ed esterno in continuità visiva e funzionale con il contesto, ottenuta anche grazie ai cannocchiali ottici che inquadrano il paesaggio, concepiti come volumi stereometrici che reinterpretano la memoria del manufatto originario, rendendola contemporanea. 

Tutto il progetto, dall'ideazione alla scelta delle finiture, è guidato dalla volontà di coniugare dimensione culturale del territorio con la sua storia e la sua matericità, nonché la dimensione eterea del cielo, "catturata per lungo tempo durante la costruzione della casa - raccontano i progettisti - da quella nuvola di aghifoglie che oggi non c'è più".

foto: © Medulla Studio

Tra luce naturale e cromie, tra rurale e contemporaneo

Partendo dall'attenzione verso la vegetazione autoctona, il progetto si sviluppa a partire dalla continuità tra interno ed esterno, valorizzandone le cromie attraverso lo studio della luce naturale.

Gli interni prediligono colori neutri per far risaltare le vedute verso la campagna, mentre all'esterno sono utilizzati materiali e colori coerenti con la tradizione locale.

La planimetria riprende la semplicità dei fabbricati rurali storici, evocando la memoria del sedime originario documentato nel Catasto Leopoldino, reinterpretata con un linguaggio contemporaneo. I due volumi - corpo principale e la dépendance - sono separati ma connessi da un percorso loggiato, che garantisce al contempo continuità e privacy.

Anche negli alzati è evidente il richiamo all'archetipo della casa - rettangolo e triangolo - rinnovato dal grande cannocchiale ottico sul fronte valle e dallo sbalzo terminale, che alleggerisce l'impatto nel paesaggio e definisce uno spazio esterno coperto a servizio della zona giorno.

Opposto, rispetto alla tipologia tradizionale, il principio dispositivo degli ambienti interni, con la zona notte a livello di ingresso/piano terra e la zona giorno al piano interrato, come nella casa Tugendhat di Mies Van Der Rohe. 

foto: © Medulla Studio

Il racconto narrativo di Medulla Studio

Nell'immaginario di Studio Medulla, Casa sotto la Nuvola si trasforma in un palcoscenico, dove le maschere, di rosso vestite, portano in scena una performance visiva dell'abitare. Il contrasto tra il rosso dinamico dei personaggi e i colori più neutri dell'architettura e del design fa vivere lo spazio.

Se la casa cerca di dissolversi nel paesaggio, il rosso riafferma la potenza del corpo come contrappunto, come nodo pulsante che richiama costantemente l'umano.

"La fotografia - spiegano i fondatori di Medulla Studio - non si limita a documentare ma diventa atto performativo e simbolico: restituisce l'architettura come esperienza sensibile, dove la materia incontra l'energia, e dove la neutralità si apre a squarci di intensità cromatica che trasformano lo spazio in una mappa viva di contrasti -tra terra e cielo, corpo e costruzione, silenzio e grido".

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