Dal 7 febbraio 2026, l'ex magazzino Santos, nel quartiere portuale del Rijnhaven di Rotterdam, accoglie il Museo nazionale olandese della fotografia. Nato come deposito per il caffè proveniente dal Brasile, ora monumento nazionale, l'edifico si trasforma in uno spazio in cui la fotografia viene conservata, studiata e resa pubblica.
La collezione comprende già oltre 6,5 milioni di immagini e più di 175 archivi completi, tra cui quelli di Ed van der Elsken e Cas Oorthuys, ed è destinata a crescere nei prossimi anni. Dalle prime sperimentazioni ottocentesche alle pratiche contemporanee, la fotografia è presentata come linguaggio artistico, memoria storica e campo di sperimentazione, all'interno di un contesto che rende esplicito il lavoro che ne sostiene la sopravvivenza.
Il museo occupa uno degli esempi più significativi di architettura industriale del primo Novecento nei Paesi Bassi. Restaurato e ampliato dallo studio tedesco Renner Hainke Wirth Zirn Architekten in collaborazione con gli olandesi Wdjarchitecten e Burgy Bouwbedrijf, l'edificio non è concepito solo per esporre le opere, ma per rendere visibili i processi che le accompagnano nel tempo. Al secondo e terzo piano, depositi, laboratori e una camera oscura si affacciano sul percorso, facendo entrare il "dietro le quinte" della conservazione come parte integrante dell'esperienza.
Ad inaugurare l'attività espositiva del museo sono due mostre: Awakening in Blue, un'ode alla bellezza senza tempo della tecnica del cianotipo, e Rotterdam in Focus, che riunisce oltre 300 fotografie realizzate nell'arco di circa 180 anni da autori come Hans Aarsman, Iwan Baan, Eva Besnyö, Cas Oorthuys e Otto Snoek, restituendo l'immagine di una città in continua trasformazione.
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sx: Nederlands Fotomuseum, semi - transparent 'crown' façade
dx: Nederlands Fotomuseum, atrium and central stairwell
© Photo Studio Hans Wilschut
Il progetto di restauro del magazzino Santos
Costruito tra il 1901 e il 1902 dagli architetti J.P. Stok Wzn e J.J. Kanters, il magazzino Santos appartiene a una stagione dell'architettura industriale in cui la funzione costituiva il principio cardine del progetto. Il restauro, curato da Renner Hainke Wirth Zirn Architekten in collaborazione con Wdjarchitecten, interviene per rendere nuovamente leggibile questa identità originaria.
La struttura è mantenuta nella sua articolazione essenziale: sei piani scanditi da colonne in ghisa, un ampio piano interrato e spazi interni in gran parte originali. Gli innesti contemporanei si inseriscono all'interno di questo sistema senza alterarne l'equilibrio, integrandosi con le parti esistenti.
Cuore dell'intervento è l'introduzione di un atrio centrale, che modifica la condizione interna dell'edificio. La luce naturale attraversa i livelli, collegati da una scala, trasformando ambienti originariamente chiusi in spazi attraversabili e continui, senza però comprometterne il carattere industriale.
All'esterno, le facciate storiche nord e sud restano come traccia della struttura originaria. Al di sopra, due nuovi piani si sovrappongono all'edificio esistente, avvolti da un rivestimento in alluminio traforato che ospita uffici e un ristorante panoramico, segnando l'ampliamento.
Oggi completamente gas free, l'edificio integra soluzioni di protezione solare passiva come parte del suo funzionamento quotidiano, in linea con i principi di sostenibilità. Reso possibile dal sostegno della Droom en Daad Foundation e delle istituzioni pubbliche, il museo si configura come un'architettura in cui conservazione, restauro e studio non sono relegati a spazi invisibili, ma restano parte integrante dell'esperienza.

Nederlands Fotomuseum - restored warehouse interior © Photo Studio Hans Wilschut
Le mostre inaugurali
Sono due le mostre che accompagnano l'apertura del nuovo museo:
Awakening in Blue: An Ode to Cyanotype
7 febbraio - 7 giugno 2026
Esposizione dedicata alla cianotipia, una delle tecniche fotografiche più antiche e caratterizzata dal suo blu intenso e da un processo lento e diretto. Accanto a rari esempi storici, l'esposizione presenta opere di quindici artisti contemporanei, che reinterpretano questa tecnica ottocentesca combinandola con nuovi media e materiali diversi.
La mostra affronta tre nuclei tematici - ecologia, passato e presente coloniale, corpo come archivio di memoria personale e collettiva - ed è allestita dal collettivo MAISON the FAUX, che traduce la dimensione sensoriale della tecnica in un'esperienza spaziale misurata, in cui luce e colore diventano parte del racconto espositivo.
Rotterdam in Focus: The City in Photographs 1843-Now
7 febbraio - 24 maggio 2026
La mostra propone una lettura di lungo periodo della rappresentazione fotografica della città, dal 1843 a oggi. Oltre 300 immagini, realizzate da fotografi professionisti e amatoriali, seguono l'evoluzione di Rotterdam attraverso sguardi storici e contemporanei. Accanto ai materiali d'archivio, sono presentati lavori di autori come Eva Besnyö, Cas Oorthuys, Otto Snoek, Hans Aarsman e Iwan Baan, che restituiscono un ritratto stratificato e in costante trasformazione della città.
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