Un interno completamente svuotato per ricavare spazi suddivisi in cinque livelli e un volume a tripla altezza inteso come cuore pulsante del nuovo centro. Un piano terra permeabile e un'inversione nell'orientamento che consente di ricavare una piccola piazza per accogliere i cittadini e le manifestazioni culturali. Infine, la flessibilità degli spazi che devono poter evolvere nel tempo insieme alle dotazioni tecnologiche.
Sono questi i punti cardine attorno a cui ruota il progetto vincitore del concorso di progettazione per la riconversione dell'ex cinema Corso di Vicenza, bandito dalla fondazione Giuseppe Roi. Si aggiudicano la competizione la società di ingegneria di Castel Madama (Roma) Altralinea e lo studio di architettura con sedi a Tivoli (Roma) e Milano, Sparch. Il progetto - come previsto dal bando - trasforma l'ex cinema dismesso in un laboratorio di sperimentazione per l'arte contemporanea.
L'ingresso principale viene invertito e, dall'importante corso urbano (corso Fogazzaro), si sposta sulla piazzetta retrostante, attivando così uno spazio orbano oggi marginale, pensato come una «stanza urbana», così la definiscono i progettisti. Sul corso, invece, si apre la caffetteria.


«Questa scelta progettuale - spiegano i vincitori - non si limita al semplice cambio di orientamento ma intercetta, fin dalla prima fase, l'opportunità di dotare l'edificio di uno spazio esterno capace di accogliere attività culturali all'aperto, valorizzando la piccola piazza, ora retrostante, e trasformandola in un ambito di decompressione rispetto alla densità del corso».
La facciata curva, che dà sulla piazzetta, diventa un elemento iconico e multifunzionale, concepita come superficie mediatica per affissioni, allestimenti e proiezioni che trasformano l'edificio in una sorta di «schermo urbano», rendendo il centro culturale ben visibile anche a distanza.
Il progetto prevede lo svuotamento del volume interno con la rimozione del solaio della platea «strutturalmente compromesso», spiegano i progettisti. Viene così ricavato un volume a tripla altezza concepito come cuore pulsante dell'intervento. Un'operazione che non è dettata solo da ragioni strutturali, ma ha a che fare con il concetto di contaminazione: «Questa operazione chirurgica - spiegano i vincitori - riconnette verticalmente l'intero edificio, restituendo dignità al piano interrato e consentendo l'inserimento di volumi funzionali organizzati attorno alla luce naturale zenitale. La sezione architettonica esprime in modo nitido la volontà di connessione orizzontale e verticale, comprese tutte le interferenze visive trasversali possibili, cogliendo la "contaminazione" come valore dell'espressione artistico-culturale contemporanea».
Si prevedono il miglioramento della struttura muraria esistente senza alterare la configurazione architettonica esterna e la realizzazione di una nuova struttura interna, metallica e autonoma, pensata per assorbire le azioni sismiche che la interessano senza trasferirle alle murature esistenti.

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L'edificio viene così riorganizzato su cinque livelli. Il piano interrato ospita lo spazio multifunzione principale con backstage, camerini e servizi; il piano terra, la caffetteria, l'atrio espositivo e le gallerie perimetrali. Il primo piano riunisce le attività formative con workshop e spazi espositivi complementari. Al secondo piano trovano posto gli spazi per il coworking e gli uffici amministrativi disposti attorno al patio interno. Il terzo piano accoglie le residenze per artisti con accesso alla terrazza panoramica. Il leitmotiv è il percorso espositivo perimetrale che si sviluppa su tutti i livelli: «È come un anello continuo che accompagna la scoperta progressiva delle attività ospitate, creando un'esperienza immersiva», proseguono i progettisti.
L'ex cinema - proseguono i progettisti - diventa «un ecosistema culturale flessibile capace di evolvere nel tempo in risposta alle esigenze mutevoli delle pratiche artistiche contemporanee. La modularità degli spazi, l'adattabilità delle dotazioni tecniche, la separazione tra involucro storico e innesto contemporaneo garantisce che l'edificio possa accompagnare le trasformazioni delle culture contemporanee nei prossimi decenni. Il centro diventa così non solo contenitore di attività culturali ma dispositivo attivo di rigenerazione urbana e sociale».
LA CLASSIFICA
1. ALTRALINEA S.R.L. S.T.P. (mandatario) rappresentata dall'ing. Pierluigi Capobianchi
SPARCH S.R.L. (mandante) rappresentata dall'arch. Riccardo Coccia
2. HORUS S.R.L. (mandatario) rappresentata dall'arch. Niccolò Suraci
Arch. Marcello Carpino, Arch. Nicola Campri, Arch. Giacomo Ardesio, PRODIM SRL rappresentata dall'ing. Giorgio Bo (Mandanti)
3. ARCHISBANG S.R.L. (mandatario) rappresentata dall'arch. Silvia Minutolo, arch. Marco Giai Via, arch. Eugenio Chironna, arch. Marica Torreggiani; SINTECNA S.R.L. rappresentata dall'ing. Paolo Napoli , ORBYTA ENGINEERING S.R.L. rappresentata dall'ing. Mario Berger (mandanti)
4 ex aequo. Arch. Federico Bertolo (mandatario); Arch. Tommaso Bisogno, MILAN INGEGNERIA S.P.A. rappresentata dall'ing. Massimiliano Milan (mandanti)
4 ex aequo. SDV S.R.L. (Mandatario) rappresentata dall'arch. Sossio De Vita; Arch. Giuseppe Chiariello, SUPERSPATIAL S.R.L. rappresentata dall'arch. Andrea Govi (mandanti)
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