Sembrerebbe un titolo provocatorio, ma l'ispirazione nasce, in realtà, dall'ambito musicale.
Rubato - questo il titolo dell'installazione - indica infatti una libera interpretazione del tempo, scandita da accelerazioni e rallentamenti. Non concluso, ma in divenire, aperto alle possibilità che si presenteranno, pronto ad accogliere manifestazioni culturali e spettacoli per il palinsesto estivo del Museo MAXXI.
È così che - dopo il progetto Quintessenza di Grazzini Tonazzini Colombo della scorsa edizione - la giuria sceglie il collettivo ferrarese HPO per animare piazza Alighiero Boetti nella stagione estiva 2026.
Giunto alla sua terza edizione, NXT - il programma del MAXXI Architettura e Design contemporaneo - diretto da Lorenza Baroncelli e curato da Pippo Ciorra contribuisce, infatti, a ripensare il museo oltre l'istituzione espositiva, come infrastruttura culturale urbana, in dialogo con il quartiere e con i suoi abitanti. La programmazione estiva, diventa così un'occasione per attivare lo spazio pubblico attraverso eventi, incontri e performance, favorendo forme di partecipazione informale e inclusiva.
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Come sarà Rubato, il progetto di HPO
Rubato si configura come un dispositivo urbano temporaneo, capace di attivare la piazza del MAXXI e di offrire al pubblico un luogo accogliente dove sostare, incontrarsi e partecipare alla programmazione estiva.
L'idea di architettura di HPO si traduce, così, in un padiglione caratterizzato da una struttura aperta e in continua trasformazione, che dichiara la sua natura sfaccettata ed eterogenea, ottenuta grazie all'assemblaggio di materiali di recupero.
L'installazione - che come da richieste della committenza ospiterà il palco degli eventi di MAXXI Estate - sarà essa stessa elemento di scena, portando in primo piano il tempo dell'architettura ed evocando dimensione del cantiere e possibilità continua di trasformazione.
In questo senso, l'obiettivo di Rubato è chiaro: riportare l'attenzione sul carattere di processo e sperimentazione del progetto architettonico, dove i materiali ordinari (come le americane o le assi di legno) e di recupero (blocchi di cemento riciclato) costruiscono uno spazio aperto alla scoperta, alla sosta e alla relazione.
Ad arricchire l'installazione sarà il progetto di sonorizzazione curato da Agnese Menguzzato che contribuirà alla costruzione dell'esperienza sensoriale, accompagnando e amplificando la percezione dello spazio.

HPO. Chi si nasconde dietro il collettivo diffuso nato a Ferrara
Dietro le 3 lettere di HPO si nascondono 11 architetti con basi a Ferrara, Milano e Zurigo.
Fondato nel 2017, il gruppo esprime il proprio pensiero progettuale specialmente attraverso installazioni temporanee, mostre e performance, con un approccio fortemente collaborativo e aperto alla contaminazione tra discipline.
Oltre alla pratica progettuale, HPO opera anche come associazione culturale, curando eventi pubblici, talk e workshop, chief curator della scorsa edizione del Festival Architettura finanziato dalla DGCC del MiC dal titolo V A-M: Vivere A-Metropolitano, dedicato alla ricerca su nuove forme di abitare oltre il paradigma metropolitano.
Filosofia e lavoro di HPO sono stati protagonisti del Padiglione Italia 2023 alla Biennale di Venezia, oltre che presentati in importanti istituzioni europee, tra cui MAXXI di Roma, l'Akademie der Künste di Berlino, HEAD Genève, TU Graz, ENSAP Versailles, Dropcity Milano e la Biennale del Territorio di Lugano, oltre al Padiglione Italia della 18ª Biennale di Venezia. Nel 2024 i loro progetti sono stati selezionati per il Premio Architettura Italiano, promosso da MAXXI e Triennale di Milano.
→ h-p-o.com

foto: © Andrea Bighi
Tutti i progetti finalisti in mostra
Alla terza edizione di MAXXI NXT hanno partecipato anche altri quattro studi, selezionati e segnalati da altrettanti mentori, parliamo di · facchinelli daboit saviane · m²ft architects · Associates Architecture · Atelier Vago.
Le loro proposte, insieme a quelle dei vincitori, saranno presentate in una mostra allestita presso il Centro Archivi del MAXXI, nella cornice di Architetture dall'Italia a cura di Pippo Ciorra ed Elena Tinacci (galleria KME). Disegni, modelli e materiali di ricerca restituiranno al pubblico il processo progettuale e le diverse visioni dello spazio pubblico contemporaneo.
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