In copertina: Museo del Territorio, Riccione © Foto di Federico Covre

Un'architettura d'aria e un segno stilizzato in acciaio, che richiama l'antica ciminiera, riaccendono l'ex Fornace Piva di Riccione, trasformandola nel nuovo Museo del Territorio. Completati gli interventi di restauro, il progetto è ora in attesa degli allestimenti museali che definiranno il percorso espositivo, con apertura al pubblico prevista per febbraio 2027.

Affidato tramite gara pubblica dal Comune di Riccione a Politecnica Building for Humans, il progetto introduce una nuova struttura contemporanea sviluppata su due livelli, per una superficie complessiva di circa 1.500 m², all'interno di un'area più ampia di 2.500 m² che comprende spazi esterni e connessioni con il sistema del verde pubblico.

Costruita nel 1908 dall'imprenditore milanese Carlo Andrea Piva lungo le sponde del Rio Melo, la fornace è stata per decenni uno dei principali motori economici della città. Attiva fino agli anni Settanta, ha rappresentato una delle realtà produttive più rilevanti del territorio.

Nel progetto di recupero, Politecnica sceglie di preservare e rendere leggibile questa eredità industriale, valorizzando il recinto murario storico - unica parte superstite dell'antico complesso - e restaurandolo senza eliminarne le tracce: fori, inserti lignei e segni delle lavorazioni. All'interno delle mura, la nuova architettura si innesta come una grande teca trasparente. Il volume costruisce una relazione continua tra interno ed esterno e mantiene sempre distinguibile l'intervento contemporaneo rispetto al manufatto originario.

Il linguaggio costruttivo contribuisce alla definizione di una struttura aperta e flessibile, in cui le superfici vetrate rafforzano l'idea di un museo permeabile, mentre acciaio e cemento mantengono una dimensione materica coerente con la memoria produttiva del luogo.


Museo del Territorio, Riccione. Foto di ©Federico Covre

Una teca nella fornace

Non un "com'era dov'era", ma un'aggiunta chiara e riconoscibile che valorizza, attraverso tecnica e materiali, il manufatto originario, senza tentare di ricostruirlo.

Un esoscheletro strutturale in acciaio stabilizza le pareti perimetrali, prive di copertura e a rischio di ribaltamento, integrandosi con le aperture preesistenti della fabbrica ed evitando interventi invasivi sulla struttura storica, preservandone la leggibilità architettonica.

All'interno si inserisce un nuovo volume trasparente, realizzato con struttura in acciaio e solai in legno lamellare XLAM: una soluzione che garantisce elevate prestazioni strutturali e risponde ai criteri ambientali del progetto. La costruzione avviene tramite sistemi a secco, in linea con il principio di reversibilità, fondamentale negli interventi su edifici vincolati.

Tra la nuova struttura e le murature perimetrali si sviluppa un deambulatorio continuo, che consente di osservare da vicino le facciate storiche e amplia le possibilità di percorrenza, rafforzando la relazione tra museo e spazio urbano.

La distribuzione verticale è affidata a una scala principale, distaccata dal pavimento e dalle pareti per accentuarne la percezione di leggerezza. Retroilluminata e inserita nella grande hall, diventa un elemento architettonico centrale, contribuendo alla continuità visiva tra i due livelli del museo.

Museo del Territorio, Riccione. Foto di ©Federico Covre

Una ciminiera senza fumo

Elemento simbolico del progetto è la reinterpretazione della ciminiera dell'ex fornace, crollata nel tempo. Un segno stilizzato in acciaio ne riprende collocazione, altezza e proporzioni, restituendone l'immagine senza ricostruirne la materia e reintroducendo nel paesaggio urbano un riferimento alla storia industriale.

Non una replica, ma una struttura leggera che emerge sopra le coperture e si staglia nel profilo dell'edificio come landmark urbano, mantenendo la memoria della funzione originaria senza riproporla: di giorno una linea netta, di notte una presenza enfatizzata dal progetto illuminotecnico.

Le fotografie di Federico Covre

Crediti del progetto

Luogo: Riccione, Italia
Committente: Comune di Riccione
Progetto: 2019-2025
Realizzazione: 2022-2025
Superficie: 1975 mq

Progetto: Politecnica Ingegneria ed Architettura Soc. Coop.
Servizi: progettazione integrata, direzione lavori, sicurezza  

Responsabile progetto, architettura e restauro: arch. Alessandro Uras
Edilizia: arch. Gianfranco Tedeschi
Restauro conservativo: ing. arch. Micaela Goldoni
Strutture: ing. Luciano Gasparini, ing. Gabriele Brighenti  
Impianti meccanici: ing. Marcello Gusso, ing. Marco Balestrazzi, ing. Giulio Bechi
Impianti elettrici e speciali: ing. Francesco Frassineti, ing. Davide Messori
Idrologia e e idraulica: ing. Alessandro Cecchelli
Allestimenti Museali: arch. Paola Gabrielli
Interior Design: arch. Stefano Maffei
Acustica: ing. Caludio Pongolini, ing. Massimo Fiorini
Anticendio: ing. Massimo Fiorini
Sostenibilità: ing. Ferdinando Sarno
Sicurezza: ing. Alfio Alberto Castro
Bim Manager: ing. Barbara Frascari
Bim Coordinator: geom. Michele Lazzerini

Stazione Appaltante: Comune di Riccione
Direzione lavori generale: arch. Alessandro Uras
Assistente DL: arch. Giovanni Daniele Malaguti
Sicurezza: ing. Alfio Alberto Castro
RUP: ing. Michele Bonito  
GC Impresa: Consorzio Integra; C.I.C.A.I. Soci Coop. Cons. P.A.; Cires Società Cooperativa; L.A. Fanara S.r.l.; Edile Costruzioni S.r.l.

Fotografie: Federico Covre

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