L'intervento recupera una parte del promontorio della parte orientale di Recco (Genova), uno dei rari lembi di territorio rimasto indenne dai bombardamenti del 1943. Le scelte progettuali sono orientate verso un equilibrio organico tra costruito e natura, evitando gesti iconici e privilegiando la continuità, la misura, il dialogo con il luogo.

Architettura, paesaggio e progetto degli interni sono parti di un intervento unitario realizzato da Gosplan Architects (Nicola Lunardi, Veronica Rusca e Lorenzo Trompetto) e Giordano Hadamik Architects (Daniele Giordano e Nadine Hadamik), curatori del progetto architettonico, da caarpa (Marta Carraro, Francesco Forni, Alessandro Parodi, Fabrizio Polimone, Valeria Arena e Marta Bozzano) per la progettazione del paesaggio, da studio.skey (Sophie Scott e Georgina Key) per FF&E (Furniture, Fixtures & Equipment), styling e artwork. 

Il progetto si sviluppa a partire dal disegno originario del giardino terrazzato, dalla topografia e dalla vegetazione mediterranea, andando a ricomporre l'esistente in chiave organica. L'architettura si lascia così conformare dal terreno, dai percorsi, dalla luce e dalla forte presenza del mare, assumendo un carattere silenzioso ma fortemente radicato.

Gosplan, Giordano Hadamik Architects, caarpa, studio. skey. Villa a Recco. Foto: Anna Positano, Gaia Cambiaggi | Studio Campo.

Sin dalle prime fasi, l'impianto paesaggistico del progetto è diventato la matrice dell'intervento. La nuova conformazione del parco si articola in terrazzamenti e percorsi sinuosi in pietra e marmo di Botticino, che seguono il pendio naturale, lo stabilizzano e lo rendono percorribile senza alterarne la geometria. 

All'interno, il concept per arredi, opere d'arte e styling enfatizza la continuità: pezzi di arredamento su misura, materiali tattili, finiture naturali e tonalità tenui creano un'atmosfera tranquilla e intima, in cui il legame con l'esterno è sempre vivo. Ogni ambiente è concepito come una soglia - tra interno ed esterno, apertura e reclusione - in un equilibrio materiale e sensoriale che rispecchia l'identità del luogo.

Gosplan, Giordano Hadamik Architects, caarpa, studio. skey. Villa a Recco. Foto: Anna Positano, Gaia Cambiaggi | Studio Campo.

Il luogo

La villa si affaccia sulla Baia dei Frati che prende il nome dal monastero Francescano del 1400, in parte distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra mondiale. L'area è parte di un promontorio verde che fino all'Ottocento era costituito da un grande parco privato annesso ad un'unica villa, poi frazionato a partire dai primi anni del Novecento. Dopo la divisione in più lotti, la parte principale del parco rimase di pertinenza di una grande villa, un edificio «singolare e eclettico, caratterizzato da aggiunte eterogenee e incongruenti», «una massa disordinata, probabilmente nata da logiche speculative o da continui cambiamenti di registro formale, mirati ad aumentare il volume o, almeno, la visuale sul panorama della costa ligure», così i progettisti descrivono la preesistenza prima del nuovo intervento. L'obiettivo del progetto era ambizioso: dare all'edificio un aspetto più in sintonia con il suo contesto e ricucire il rapporto tra la villa e l'ambiente circostante.

Le preesistenze vegetali, come nella tradizione italiana romantica, sono un mix di autoctono e esotico. Un esotico così interiorizzato da essere ormai tradizione. I pini marittimi sono infatti affiancati da pini d'Aleppo, cipressi e olivi sono contrapposti a canfora e a monumentali cycas. 

Gosplan, Giordano Hadamik Architects, caarpa, studio. skey. Villa a Recco. Foto: Anna Positano, Gaia Cambiaggi | Studio Campo.

Confine sfumato tra casa e giardino

Il progetto è dunque affrontato come un intervento di paesaggio: «il lavoro sull'edificio - spiegano i progettisti - non doveva rafforzare la sua identità, ma piuttosto mitigarne la mole, migliorando al contempo i prospetti e rinforzando il rapporto tra interno e esterno, già presente in alcune parti della villa».

Il progetto ha voluto costruire un nuovo equilibrio in cui il paesaggio entrasse il più possibile all'interno degli spazi domestici, facendo sì che gli spazi comuni della casa si estendessero fino a raggiungere la costa.

La nuova piscina, che si inserisce nel volume vetrato del salone crea una relazione geometrica tra la villa e il profilo della falesia. Un aspetto inedito della piscina è il suo rapporto con l'acqua: grazie a un complesso sistema meccanico, il fondo della vasca può sollevarsi, variando la profondità e, di conseguenza, il colore dell'acqua, fino a far sparire completamente la piscina, trasformandola in una grande terrazza. Per questo motivo, le ampie lastre di marmo di Botticino (materiale ampiamente utilizzato a Recco durante la ricostruzione post-bellica, in particolare da Luigi Vietti per il Palazzo Comunale) sono state posate in continuità rigorosa con la pavimentazione interna della casa.

«Il salone - spiegano ancora i progettisti - si configura come una grande loggia, alta cinque metri, una porzione di giardino coperto sottratta alla massa della villa. Da questo spazio, il confine tra casa e giardino diventa sfumato, immateriale; solo una grande pergola in legno attenua la luce interna e crea un legame architettonico tra i volumi della villa. Così come intorno alla piscina, il botticino viene utilizzato per i percorsi e le soste prossime alla villa mentre verso le aree più remote del parco l'hardscape bianco e regolare viene sostituito da una locale pietra grigia a spacco. Il cambiamento ha l'obiettivo di sfumare gli spazi antropizzati nel paesaggio amplificando il senso di immersione nella natura».

Anche la scelta della vegetazione segue questa logica. Nella parte superiore del parco un giardino d'ombra accompagna all'ingresso delle camere tra volumi sempreverdi e bordure di ortensie, Farfugium e bulbi. In prossimità della zona giorno il parco lascia spazio all'architettura semplificando il suo disegno e lasciando ampie superfici a prato; si aprono così visuali mozzafiato anche dall'interno della villa.

Nel parco si trovano anche una boat house e una piccola spa privata, ricavata all'interno di un volume in pietra a secco. L'interno di questo spazio è caratterizzato da un contrasto luminoso, accentuato dal rivestimento scuro in marmo di Cardoso, che attenua la luce proveniente dalla vetrata che si affaccia sul giardino adiacente alla piscina.

Gli interni della villa sono contraddistinti da una grande uniformità nei materiali: il marmo di Botticino è stato utilizzato anche per gli spazi privati, mentre la calce naturale, che definisce la cromia della facciata esterna, riveste anche tutti gli spazi interni. Ogni ambiente è definito da arredi su misura in rovere, contraddistinti da un motivo a doghe verticali, che risponde a esigenze tecniche, nasconde impianti e contribuisce all'assorbimento acustico.

Materiali naturali e tattili - legno con bordo vivo, lino, corda, nabuk e pelle - creano un contrasto con la palette architettonica di marmo, calce e vetro. Opere selezionate da gallerie contemporanee arricchiscono il progetto.

Crediti del progetto

Coordinamento progettuale, progetto architettonico, progetto di interior design, progettazione e direzione lavori: Giordano Hadamik Architects + Gosplan Responsabili di progetto: Nadine Hadamik (Giordano Hadamik Architects), Lorenzo Trompetto (Gosplan

Team di progettazione: Daniele Giordano (Giordano Hadamik Architects), Nicola Lunardi (Gosplan), Veronica Rusca (Gosplan), Marina Mori (Gosplan), Selene Vacchelli (Gosplan)
Coordinamento paesaggistico, progetto del giardino, progettazione e direzione lavori: caarpa
Responsabili del progetto paesaggistico: caarpa (Marta Carraro, Francesco Forni)
Team di progettazione paesaggistica: Pietro d'Albertis (caarpa), Mauro Di Domenico (caarpa)
FF&E, design di arredi su misura, styling e opere d'arte: studio.skey (Sophie Scott, Georgina Key)

Progetto strutture: Signorelli Evaso Moncalvo ingegneri associati
Progettista impianti meccanici ed elettrici: studio tecnico Taccini
Progettazione domotica: studio tecnico Montemarano Pietro
Progettazione illuminotecnica: Gemma Scartabelli
Responsabile dei computi metrici: Roberto Ombrina

Appaltatore generale: Filva Srl (Brescia)
Impresa di sistemazione paesaggistica: Filva Srl con Florovivaistica Pareccini Andrea
Sicurezza e automazione edilizia: Filva Srl con Gammalta Group Srl
Impianti meccanici ed elettrici: Filva Srl 
Impresa per piscina e spa: Filva Srl con Water and Wellness Srl
Sistema di pavimentazione mobile per piscina: Filva Srl con Twinscape Group Ltd
Serramenti e infissi: Filva Srl con Thema Srl
Arredi su misura: Filva Srl con Busnelli Corporate

sx Gosplan. Foto: Anna Positano, Gaia Cambiaggi | Studio Campo • dx Giordano Hadamik Architects.

sx caarpa | dx studio.skey

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