Nel borgo vicino Vicenza, il recupero di Villa Donà di RigonSimonetti valorizza le stratificazioni

Con l'intervento la dimora si predispone ad ospitare nuove attività di lavoro e di incontro

Il recupero valorizza e rende chiaramente leggibile il palinsesto delle stratificazioni avvenute nei secoli; il nuovo - riconoscibile in ogni aggiunta - crea una delicata armonia che si estende anche agli arredi. Nel recupero di Villa Donà di RigonSimonetti ogni azione progettuale riesce ad esaltare con estremo equilibrio la coesistenza di elementi antichi e interventi contemporanei. La storica Villa sorge a Motta di Costabissara, pochi chilometri a nord di Vicenza. Il recupero la predispone ad ospitare nuove attività di lavoro e di incontro.

«Ogni intervento, sia esso parte del recupero di quanto già esisteva o afferente alle parti di nuova realizzazione, è sempre descritto chiaramente da uno specifico materiale appartenente al mondo della tradizione, utilizzato in modo tale da metterne in luce, il più possibile, le qualità intrinseche e l'artigianalità della sua lavorazione», hanno precisato gli architetti Francesco Rigon e Margherita Simonetti.

Il restauro ha interessato diverse porzioni della Villa, tra cui la barchessa, e ha reso chiaramente leggibili gli interventi succedutisi nel tempo, dalle modifiche settecentesche al rimaneggiamento ottocentesco. L'arco centrale della sua testata attira l'attenzione per una nuova presenza: un elemento scatolare in legno che appare sospeso nella trasparenza del vetro che chiude il fornice. «Si tratta di un dispositivo - spiegano i progettisti in una nota - che serve a mettere in rapporto diretto il giardino pubblico che costeggia la strada e l'interno della barchessa, indicando la presenza di un ambiente vivo e accessibile».

La testa della barchessa storica, rimaneggiata nell'Ottocento, con il sistema di tre archi. Al centro, l'apertura che mette in dialogo la strada e la sala interna del caffè. RigonSimonetti, Vis-àvis. Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti.

Scorcio del portico della barchessa con, sulla destra, una porzione del corpo principale della villa. Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti.

La struttura in legno costruita dentro al porticato e, sulla sinistra, l'ingresso con il caffè-ristorante. Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti.

La villa con il suo ingresso principale sulla sinistra. L'intonaco, dilavato, è composto da inerti a pezzatura grossa e sabbie dalla cromia della pietra locale. I giunti che scandiscono la facciata suddividendola in quattro parti consistono in un incavo 2x2 cm che funge da marcapiano che continua girando attorno alle nuove cornici in pietra di Vicenza. Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti.

Nell'arcata corrispondente al cancello di ingresso, si apre un porticato, accompagnato da colonne settecentesche realizzate in stile tuscanico. Qui una sequenza di elementi in ferro, disponendosi parallelamente alla teoria di colonne in pietra, sostiene il solaio le cui travi erano state un tempo poggiate direttamente sulle colonne, «determinando un sistema strutturalmente e compositivamente incoerente», precisano gli architetti.

«L'intervento su questo corpo di fabbrica - proseguono - costituisce una delle operazioni più significative del progetto di recupero. L'edificio, così come l'intero complesso, era gravemente compromesso da un lungo periodo di abbandono».

Il piano terreno della loggia è diventato uno spazio polifunzionale utilizzato per conferenze e eventi, delimitato su tre lati dalla facciata in legno e vetro e sul quarto lato dalla muratura di spina centrale della barchessa. Quest'ultima è stata ripulita dagli intonaci preesistenti, non recuperabili, riportando in luce antiche strutture lignee inglobate all'interno della muratura e successivamente trattata con un intonaco di calce steso a pennello.

«La tensione che si stabilisce tra la facciata in legno e le colonne e le arcate settecentesche veicola il senso del progetto, vale a dire la necessità di un dialogo sincero, e quindi a volte antitetico, tra ciò che ereditiamo dal passato e ciò che, sulla base di questo, possiamo fare oggi» affermano Francesco Rigon e Margherita Simonetti.

L'apertura che mette in dialogo la strada e la sala interna del caffè. RigonSimonetti, Vis-àvis. Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti.

La sala conferenze ospitata al piano terreno nella struttura interna al porticato. Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti.

Sala conferenze. Dettaglio della soluzione d'angolo. Sullo sfondo una porta di accesso al negozio nella villa. Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti

Vista del portico della barchessa.  Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti

Il cuore dell'edificio restaurato è il caffè-ristorante adiacente alla loggia, uno spazio a doppia altezza rivolto verso l'ambito più urbano e pubblico della villa, che si confronta con il piccolo centro abitato, sviluppandosi attorno al grande arco in relazione visiva con la strada.

«Il materiale con cui è costruito il grande serramento - legno lamellare e multistrato di okoumè - coinvolge il disegno di tutti gli arredi su misura del locale: il bancone, le panche e il volume servente che contiene servizi igienici, spogliatoi e cucina; anche quest'ultimo si distanzia, da entrambi i lati, dalle pareti perimetrali esistenti, dichiarando la sua natura di elemento aggiunto. La testata del volume servente presenta una nicchia che ospita una panca, che riecheggia, fronteggiandolo, lo spazio destinato a seduta ricavato all'interno del grande serramento prospiciente», precisano ancora gli architetti. 

Le panche in legno, interrotte dall'ingresso al locale, sono tenute assieme da una bussola in legno. Lo schienale si incassa nelle pareti finite con rasature grezze a calce. «Sopra alla bussola, che collega il caffè-ristorante con la loggia, una vetrata fissa è installata internamente alla parete, liberando anche in questo caso l'arco dell'apertura originaria, che assume ironicamente la dignità di reperto architettonico», spiegano ancora gli architetti.

Il caffè al piano terra della barchessa storica. Sullo sfondo l'apertura verso la strada statale. Sulla sinistra la porta verso il loggiato. Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti

Il caffè al piano terra della barchessa storica. Il sistema della sedute e della bussola d'ingresso che collega con il loggiato. Nella parte alta del doppio volume, un tempo fienile, è visibile la ruvidezza delle murature originarie. Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti

Vista della muratura di spina al piano superiore della barchessa, con i serramenti divisori inseriti in una struttura di rinforzo in cemento armato.  Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti

Una nuova scala, ricavata nel volume che ospitava la casa del custode, conduce al piano superiore destinato a uffici e coworking. «La scala è realizzata con una struttura in calcestruzzo gettato in casseri di Mdf modulati sulla dimensione del gradino. Le pedate in pietra di Vicenza grigia - materiale che riprende le cromie del calcestruzzo - dichiarano la loro natura di rivestimento, lasciando intravedere sulle alzate la struttura sottostante. Un parapetto in acciaio inox introduce poi un netto contrasto con l'involucro del vano scala in cui traspare, dietro una velatura a calce, tutta la scabra matericità delle murature originarie», aggiungono gli architetti.

Una prima area uffici, ricavata nel nuovo volume vetrato realizzato all'interno dell'antico porticato, è arredata con armadiature in Mdf nero, mentre divisori in vetro e legno scandiscono gli ambienti senza interrompere la continuità percettiva dello spazio, mantenendo leggibile l'impianto originario. Nella seconda area, all'interno della barchessa, le nuove partizioni dialogano con le strutture lignee e in muratura esistenti, esaltando la coesistenza di elementi antichi e interventi contemporanei.

«I locali - spiegano ancora gli architetti - sono separati dal corridoio da un articolato e sapiente gioco di serramenti in legno montati su un telaio in cemento armato, soluzione che garantisce il consolidamento strutturale senza ricorrere a interventi invasivi come l'intonaco armato, che avrebbe compromesso la lettura delle murature storiche».

Ufficio al piano superiore della barchessa storica, all'interno della nuova struttura in legno e vetro. Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti

Sala coworking al piano superiore della barchessa storica, all'interno della nuova struttura in legno e vetro. Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti

Ufficio al piano superiore della barchessa storica. Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti

Il nuovo edificio destinato a laboratorio. Interno. Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti

Lo showroom del laboratorio di sartoria posto all'interno della villa. Sullo sfondo la stanza in ingresso della villa, in fase di restauro. Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti

Accanto al fabbricato storico è stato costruito un nuovo edificio che ospita ulteriori spazi di lavoro. Le dimensioni e la sua forma a pianta rettangolare molto allungata lo configurano come una sorta di nuova barchessa. L'aggiunta utilizza legno, calcestruzzo bianco sabbiato, vetro, ferro che rispondono alla scala e alla grammatica dell'edificio storico pur senza imitarlo.

Il caffè al piano terra della barchessa storica. Sulla sinistra la vista del giardino e della strada statale. RigonSimonetti, Vis-à-vis. Foto: © Alberto Sinigaglia, courtesy of RigonSimonetti.

Il caffè al piano terra della barchessa storica. Nella parte alta del doppio volume, un tempo fienile, è visibile la ruvidezza delle murature originarie. Foto: © Alberto Sinigaglia, courtesy of RigonSimonetti.

Il caffè al piano terra della barchessa. Vista del bagno per gli ospiti. Foto: © Alberto Sinigaglia, courtesy of RigonSimonetti.

Infine la sistemazione del verde. «Il progetto del verde - secondo gli architetti - diventa la chiave di lettura per comprendere la stratificazione storica e funzionale che lega la villa, la barchessa e il nuovo annesso. Ogni lato del complesso dialoga infatti con un contesto diverso e a ciascuno corrisponde un paesaggio specifico».

A ovest il giardino urbano, pensato come soglia pubblica in continuità con il centro abitato e la statale; a nord e a est la corte rurale, attrezzata con i parcheggi e gli orti di servizio, che ribadisce la vocazione produttiva della barchessa e del nuovo annesso rustico. A sud il parco storico ottocentesco, conservato nel suo fascino romantico e valorizzato con interventi minimi orientati alla sostenibilità. A est, infine, il brolo, che ripropone la tradizione agricola con filari di noccioli e nuovi alberi da frutto, integrati in una griglia regolare ma con aperture dedicate a attività didattiche e alla raccolta. 

Dettaglio della soluzione d'angolo testa della barchessa storica. Foto: © Rory Gardiner, courtesy of RigonSimonetti

CREDITI DEL PROGETTO

Nome del progetto: Vis-à-vis | Restauro di una villa veneta 
Committente: Officina 27 Srl - Parco delle Stagioni Srl impresa sociale
Luogo: Costabissara (Vicenza)

Progetto RigonSimonetti rigonsimonetti.it
Responsabile progetto / Gestione progetto / Team di progettazione: Francesco Rigon, Margherita Simonetti

Consulenti
Progetto di paesaggio: Giacomo Casentini
Progetto delle strutture: Nicola Caleca
Progetto impianti elettrici, meccanici e antincendio: Christian Castellani
Coordinatore alla sicurezza: Francesco Novello

Direzione lavori architettonica e strutturale: Francesco Rigon e Margherita Simonetti

Impresa edile: General contract costruzioni Srls

Cronologia
Progetto: dicembre 2019 - maggio 2025
Cantiere: ottobre 2020 - maggio 2025
Inaugurazione: giugno 2025

Superficie totale: 8840 mq
Costo di realizzazione 3,4 milioni di euro

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