In alto Massimo Alvisi nel video di presentazione di ©6ix Studio e regia Andrea Yuki Alvisi

Un tema caldo e attualissimo
In un periodo in cui si discute aspramente sul depauperamento culturale indotto dalla chiusura progressiva di molte sale da cinema storiche della capitale a favore di attività a destinazione commerciale, arriva un segnale positivo, o quantomeno rassicurante: è stato infatti appena annunciato il progetto da 12 milioni di euro per la riqualificazione e rifunzionalizzazione del Cinema Fiamma e dell'ex complesso Opengate, nel cuore di via Bissolati 47, a Roma. 

Un'operazione pubblico-privato che si distingue per una scelta controcorrente: preservare e rinnovare la funzione originaria del luogo, mantenendo viva la sua vocazione, ma restituendo alla città uno spazio attivo, aperto e generativo. Il Gruppo Caroli infatti, che ha acquistato il complesso affidandone la direzione artistica a Fabia Bettini e Gianluca Giannelli dell'Associazione Culturale PlaytownRoma - da oltre vent'anni impegnati nella promozione del cinema e dell'audiovisivo con Alice nella Città -  intende dare vita a un nuovo polo culturale accessibile e profondamente radicato nella storia del cinema e nel tessuto urbano.

E così, dopo anni di inattività - il cinema è chiuso dal 2017 - uno dei simboli della stagione della Dolce Vita tornerà a delinearsi come spazio vivo, capace di connettere memoria e contemporaneità all'interno di una visione urbana più ampia: con il nuovo Fiamma prende infatti forma il "Distretto del Cinema" del quartiere Ludovisi, proprio lì vicino alla famosa via Veneto, epicentro del periodo d'oro del nostro "Hollywood sul Tevere".

Una nuova geografia culturale che dialoga con gli interventi tra piazza dei Cinquecento, piazza della Repubblica e i Giardini di Dogali, contribuendo alla costruzione di un asse che dalla Stazione Termini si estende fino a Villa Borghese.

Vista dall'alto - Render ©Flooer

Il Fiamma si trasformerà così in un dispositivo di ricucitura urbana, in grado di attivare relazioni tra spazi eterogenei e restituire all'intero quadrante la coerenza e la vita culturale, sociale ed economica che gli appartenevano. 

Breve storia del Cinema FIAMMA

Il Fiamma è una sala che appartiene alla storia e alla memoria di Roma e del Paese: ospitò, infatti, le anteprime dei capolavori del maestro Federico Fellini - La dolce vita il 4 febbraio del 1960 e il 13 febbraio del 1963 - e la prima edizione dei David di Donatello nel 1956.

Per questo, l'iniziativa messa in campo intreccia il recupero di un'icona storica con una visione progettuale contemporanea, confrontandosi con l'eredità di Marcello Piacentini, che alla fine degli anni Quaranta aveva immaginato questo complesso come un organismo unitario, in cui cinema e spazi di socialità potessero convivere in modo integrato, un multisala ante litteram, innestata su un boulevard di respiro europeo. Piacentini voleva infatti realizzare un edificio monumentale sì, ma non retorico, anzi, anche alquanto innovativo (in primis in termini strutturali).

Agli interni mise mano anche l'architetto Andrea Busiri Vici, di cui verranno recuperati elementi architettonici originali e riportate alla luce pavimentazioni e decori - come le formelle in ceramica dell'artista Bice Lazzari - attraverso l'ampliamento del foyer (che resterà aperto) accogliendo una nuova hall permeabile, una zona bar e la sala storica rinnovata. E grazie al recupero completo del prospetto originale - che vuol dire togliere la pensilina e riaprire le bucature tamponate - il Cinema Fiamma tornerà ad essere una "scatola delle meraviglie", luogo in cui il cinema diventa esperienza e si fa ecosistema. 

Vista da Largo Susanna, Roma - Render ©Flooer

Il progetto architettonico

"Fare un progetto di architettura è come fare un film: in entrambi i casi ci si occupa di persone, emozioni, di luce e di spazi" ha commentato Massimo Alvisi, co-fondatore dello studio Alvisi Kirimoto, presentando il lavoro per il Cinema Fiamma. 2850 mq complessivi, articolati su più livelli, in cui al piano terra, il rapporto con la città si fa diretto: il foyer viene ampliato ed aperto creando una connessione tra via Bissolati e via San Nicola da Tolentino, accogliendo una nuova hall, una zona bar e configurandosi come soglia attiva tra spazio urbano e funzione culturale.

La sala storica (165posti) viene preservata e aggiornata negli impianti, nell'acustica e nelle tecnologie di proiezione, mantenendo la propria identità ma migliorando comfort, prestazioni e qualità dell'esperienza. Al primo piano, una seconda sala da 77 posti reinterpreta la galleria piacentiniana originaria e integra anche un proiettore 35 mm per la visione in pellicola. Salendo al secondo livello, gli spazi sono dedicati alla produzione e condivisione: ambienti per il lavoro, la formazione e la didattica costruiscono un luogo dedicato alle professioni del cinema.

Schizzo ©Alvisi Kirimoto 

È però nei piani interrati che il progetto trova il suo fulcro narrativo e spaziale. Qui prende forma il "Teatro Ristorante" (ex sala Fiammetta), una spettacolare sala flessibile e immersiva pensata per accogliere eventi, performance, concerti e attività culturali. Intorno a questo spazio si organizzano le altre funzioni: la Biblioteca del Cinema, affacciata sul volume principale e dedicata allo studio e alla consultazione (40 postazioni e 3 cubicles audiovideo), una sala proiezioni più raccolta e, infine, spazi dedicati all'editing e alla post produzione, accessibili sia ai professionisti che agli studenti. Al livello inferiore, un ristorante-club e spazi espositivi che recuperano la vocazione originaria del luogo, intrecciando cultura e convivialità. 

Modello ©Studio Daido

"[..] Accanto al recupero scrupoloso e filologico degli spazi che stiamo portando avanti insieme alla Soprintendenza,"  -prosegue Massimo Alvisi "vogliamo reinterpretare idee antiche e nuove del progetto di Piacentini: dal Teatro Ristorante alla Biblioteca del Cinema. Uno spazio vivo, che rimette in moto la città e la sua energia culturale."

Più che un semplice intervento di recupero, il progetto costruisce, infatti, un sistema di relazioni, in cui il Cinema Fiamma e l'ex Opengate tornano ad essere un organismo unitario e vitale, capace di attivare nuove forme di partecipazione e di produzione culturale. Un laboratorio aperto che, dialogando con la città, ne riaccende l'energia e restituisce centralità a uno dei suoi luoghi più emblematici.  

Modello ©Studio Daido

Le premesse per un bel lavoro ci sono tutte, la squadra anche. 
Speriamo solo che i tempi annunciati vengano rispettati, con riapertura ad inizio 2028.

Crediti progetto

Progetto Riqualificazione e rifunzionalizzazione del Cinema Fiamma e dell'ex Opengate 
Indirizzo via Bissolati 47, Roma
Dimensioni 2850 mq ca
Architettura Alvisi Kirimoto  Massimo Alvisi, Junko Kirimoto
Team di progetto Massimo Alvisi, Junko Kirimoto, Silvia Rinalduzzi, Elena Scorrano, Giulia Terenzio, Stefano Davolio 
Cliente Magnolie srl

Proprietà: Gruppo Caroli
Gestione e direzione artistica: Fabia Bettini e Gianluca Giannelli (Associazione PlayTownRoma)
Fotografo ©Studio Daido (Foto del modello)
Render ©Flooer
Disegni ©Alvisi Kirimoto
Video ©6ix Studio (Produzione: 6ix Studio - Regia: Andrea Yuki Alvisi) 

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