Rifacimento del Queens Museum of Art

Si è interrotto con una separazione più o meno consensuale il rapporto tra gli amministratori del Queens Museum of Art di New York (QMA) e l'architetto Eric Owen Moss, che nel dicembre 2001 aveva vinto il concorso per il rifacimento del museo. L'accordo inizialmente unanime sulla validità della proposta di Moss, che aveva prevalso sulle quasi duecento valutate dalla giuria, si è infranto nel tempo a causa di difficoltà legate al budget, ma soprattutto, come riferisce il New York Times, in seguito al cambio dei vertici amministrativi coinvolti nella gestione dell'intervento.

Dopo una serie di successivi "aggiustamenti" in corsa, nello scorso mese di novembre il Consiglio d'Amministrazione del QMA, in una riunione con i rappresentanti cittadini, ha deciso di revocare l'incarico a Moss, californiano d'adozione ma di origine newyorchese. Per garantire l'avvio dei lavori entro il termine prestabilito, il nuovo progettista sarà scelto dagli stessi amministratori all'interno di una lista di otto nomi, stilata a cura del Department of Design and Construction.

Il New York City Building, ovvero l'edificio che oggi ospita il Queens Museum of Art, fu progettato come padiglione espositivo per la Fiera Mondiale del 1939  e (come documentato dal repertorio fotografico reperibile sul sito ufficiale del QMA) dal 1946 al 1950 costituì la sede provvisoria dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nel 1964, in occasione di un'altra Fiera Mondiale, il padiglione in Flushing Meadows tornò alla destinazione originale e fu dotato dell'attrazione che insieme alle collezioni permanenti ancora oggi costituisce il clou del percorso espositivo al QMA: il Panorama, ovvero il modello in scala della Grande Mela, costantemente aggiornato e ritoccato per rendere verosimili le riproduzioni di strade ed edifici distribuite sulla notevole superficie del plastico (867 mq). Il Queens Museum of Art nacque ufficialmente nel 1972.

Nel 1994 il QMA è stato sottoposto a una significativa ristrutturazione, ad opera di Rafael Viñoly, che è intervenuto sugli spazi esistenti, trasformandoli. Il concorso del 2001 invece era finalizzato a individuare un progetto che raddoppiasse la superficie espositiva (da 13.700 mq a circa 30.500 mq).

La soluzione ideata da Eric Owen Moss ruotava intorno alla rimozione della parte centrale del New York City Building e alla creazione, in corrispondenza del Panorama, di una cavità enfatizzata da un'ampia copertura vetrata, modellata in una specie di drappeggio: questo settore, integrato con un teatro e una zona destinata alle presentazioni, sarebbe dovuto diventare il luogo dei principali eventi (mostre, rappresentazioni teatrali, perfomance di artisti).

Tra le varie modifiche apportate nella fase intermedia, prima dell'abbandono definitivo del progetto, si era optato per due lunghi lucernari, in sostituzione del "drappo" di vetro - che, sempre secondo quanto riferisce il NYT, sarebbe arrivato a costare quasi 40 milioni di dollari, a fronte di una disponibilità totale di 27 milioni.       

Immagini del progetto di Eric Owen Moss
(dal sito ufficiale dell'architetto)

Dal sito del Queens Museum of Art:

storia dell'edificio

il Panorama di new York

 

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