Edimburgo: espansione sostenibile

Nei giorni scorsi è stato approvato dalla città di Edimburgo, ovvero dalla commissione preposta alla valutazione dei progetti urbanistici, il piano relativo ai Leith Docks, il settore del porto che nei prossimi quindici anni sarà progressivamente trasformato in un vasto agglomerato residenziale e commerciale: di fatto l'intervento si configurerà come un ampliamento dell'area urbana della capitale scozzese e metterà in risalto le potenzialità della fascia territoriale a ridosso della costa.

Il Leith Docks Development Framework (LDDF) è stato ideato dalla Forth Ports PLC, la più importante compagnia (privatizzata nel 1992) operante nel campo dei commerci e delle attività portuali in Scozia, che ne ha curato la redazione affidandosi ad Arup per la consulenza ingegneristica e ambientale, e allo studio di architettura RMJM per la definizione del futuro assetto edilizio; ma è anche opera del Consiglio Cittadino di Edimburgo, che si è avvalso del contributo dei residenti, chiamati fin dallo scorso autunno a esprimersi sulla bozza di progetto (ampiamente documentata sul sito ufficiale del Consiglio).

Come sottolinea Scotsman.com, il nuovo insediamento di Leith dovrebbe costituire la più rilevante espansione di Edimburgo dal XVIII secolo, quando la Città Nuova (New Town) fu costruita (a partire dal 1766 e fino al 1840) in base al progetto di un architetto ventiduenne. Nei 170 ettari interessati dalla risistemazione sorgeranno circa 18.000 unità abitative, tra appartamenti e case a schiera, insieme a uffici, negozi e strutture per l'intrattenimento. Infatti, secondo quando proposto dalla Forth Ports, chiamata nel febbraio 2003 a preparare un progetto di massima che prefigurasse la nuova destinazione dei "docks", dovrebbero essere realizzati  anche un complesso con casinò e diversi auditorium - come già anticipava il Sunday Herald nello scorso mese di settembre.

Nelle intenzioni dei progettisti il mare dovrebbe restare uno dei principali attrattori, nonostante il progressivo spostmento delle attività che saranno ricollocate in altri porti (gestiti sempre dal gruppo Forth Ports): il porto di Leith sarà verosimilmente convertito in un punto di ancoraggio per grandi navi da crociera - fattore che trasformerebbe Edimburgo in una delle tappe principali delle crociere nel Nord Europa.

Secondo una tendenza che interessa circa un quarto dei nuovi interventi edilizi nel Regno Unito, l'efficienza ambientale degli edifici che sostituiranno le infrastrutture portuali sarà misurata con un'analisi preliminare. Applicando il metodo BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method), si determineranno i "punteggi" per le residenze e i locali commerciali: nel primo caso il parametro di riferimento sarà eccellente, nel secondo molto buono.

Sempre nell'ottica della sostenibilità,  come ha dichiarato uno dei membri del Consiglio cittadino "...L'intervento sarà anche uno dei più attenti in assoluto alle problematiche ambientali" perché finalizzato ad assicurare che almeno il 10% dell'energia impiegata nel nuovo insediamento sia ottenuta da fonti rinnovabili: in particolare, sarà valutata la fattibilità di un impianto combinato per riscaldamento ed energia.

Per approfondimenti:

Leith Docks
www.edinphoto.org.uk/1_edin/1_edinburgh_history_-_leith_docks_development.htm


www.undiscoveredscotland.co.uk/edinburgh/leith/

 

Bozza del piano per lo sviluppo dei Leith Docks

www.edinburgh.gov.uk/ ]

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