Un Museo per Tutankamon

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E' stato presentato ufficialmente mercoledì scorso il progetto di Róisín Heneghan & Shi-Fu Peng (Heneghan.peng.architects), vincitori nel 2003 del concorso per il nuovo Grande Museo Egizio del Cairo: la struttura, che sorgerà su un sito di 480.000 mq, nelle intenzioni del governo egiziano dovrebbe sopperire alla insostenibile carenza di spazi espositivi all'interno del Museo di Tahir Square, attualmente il principale luogo di conservazione - anche se per la maggior parte in depositi e scantinati - di reperti dell'Antico Egitto nella capitale.

La costruzione di un "contenitore" di capienza tale da potere ospitare il tesoro di Tutankamon e migliaia di altri manufatti, per un totale di 100.000 pezzi, rientra in un'iniziativa non solo culturale in cui lo Stato ha programmato di investire la consistente somma di 500 milioni di dollari. Il portale online del San Francisco Chronicle (sfgate.com) rivela che la cifra sarà reperita probabilmente grazie a un prestito bancario e anche alla "tournee" delle vestigia di Tutankamon negli Stati Uniti -  che secondo le aspettative potrebbe raggranellare fino a 40 milioni di dollari. Forse partirà anche una campagna di raccolta fondi, sponsorizzata direttamente dal governo.

Nell'operazione si segnala un contributo del governo italiano, alla fine degli anni Novanta, per uno studio di fattibilità triennale che, secondo un articolo uscito sul Telegraph nel 2001, ha consentito di individuare il luogo più adatto alla collocazione del Museo. Heneghan e Peng - come si apprende dalla sezione irlandese di Archiseek - hanno lavorato sull'idea di luogo di transizione, che avevano elaborato fin dai primi sopralluoghi nella zona destinata a sito del Museo, abbastanza vicina al Cairo da inserirsi nell'ambito delle funzioni urbane, ma anche molto prossima, soprattutto visivamente, alle grandi piramidi di Cheope, Chefren e Micerino.

L'involucro strutturale concepito per il Museo è basato su linee proiettate nello spazio tridimensionale con la geometria dei frattali. La copertura inclinata rappresenta un elemento di continuità, dato che i suoi spigoli possono essere idealmente congiunti tramite linee con i vertici delle piramidi. La facciata lunga 550 metri sarà rivestita di alabastro lucido e caratterizzata da un ampio ingresso triangolare. Nell'allestimento interno giocherà un ruolo cruciale la tecnologia, e in particolare la realtà virtuale, che contribuirà a rendere le esposizioni più interessanti per i giovani visitatori e permetterà di mostrare anche opere collocate in musei di altre parti del mondo.  
 
Immagini del progetto dal sito della Union Internationale des Architects, UIA

Immagini da Archeire, Irish Architecture Online