La Pieve di San Martino in Salviano, conoscenza architettonico archivistica

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Monografia edita dal Comune di Livorno della collana "Memorie del Territorio".

Autrice Cinzia Jelencovich.  Uscita nel mese di maggio, è a distribuzione gratuita ad opera della Circoscrizione IV del Comune di Livorno.

La parola abitare deriva dal latino habito, avere abitualmente: se ne riconosce la stessa radice di habeo, possiedo.

Abitare un luogo, o un territorio, significa dunque possederlo, viverlo nella consapevolezza di essere fase della sua evoluzione, acquisire la coscienza di una sua genesi modellata in divenire sui momenti storici, sulle trasformazioni morfologiche, sulla cultura che lo ha disegnato e condotto sino alle tipicità odierne. Significa conoscerlo. Eppure per gli abitanti di Salviano si potrebbe usare il verbo “riconoscere”, nella logica di individuare, all’interno della sovrapposizione di eventi che hanno plasmato questo territorio, le peculiarità che lo hanno contraddistinto: borgo di passaggio, nell’antichità, quando vi transitavano i pellegrini che si recavano a Roma, quartiere di attraversamento e affaccio della città verso le colline, oggi, nel disegno urbanistico di una riscoperta dell’entroterra. Riconoscerlo equivale pertanto a scorgerne l’identità e a valorizzarlo nella sua vocazione alla tradizione culturale popolare. Scrigno che custodisce per eccellenza la memoria del territorio è la Pieve di San Martino: manufatto altomedievale nato come chiesa plebana poi deputata alla cura di un vasto piviere. Attraverso il rilievo misurato se ne decodifica la sintassi del lessico architettonico, in una stratificazione delle fasi costruttive (e distruttive) che si sono susseguite nei secoli. Disegnare e rilevare un manufatto permette invero di andare oltre la sua osservazione: ci fa giungere ad una conoscenza che si appropria delle proporzioni, del progetto sotteso al disegno architettonico, delle relazioni esistenti tra ideazione progettuale e permanenza nell’architettura costruita. Il rilievo si assimila dunque con la storia stessa dell’edificio, evidenziandone le fasi cronologiche, le successioni formali, la trama delle tipologie costruttive, le incongruità.

Il volume porta alla stampa, oltre ai rilievi e ai disegni architettonici del manufatto, anche una selezione di oltre un centinaio di documenti d’archivio inediti.

INDICE Presentazione Introduzione

CAPITOLO 1. IL TERRITORIO E L’INSEDIAMENTO DI SALVIANO: SVILUPPO E STORIA 1.1. Inquadramento storico-territoriale di Salviano: influenze sull’antropizzazione 1.2. Continuità degli insediamenti dalla preistoria e protostoria all’epoca romana 1.3. La Pieve di San Martino ed il territorio di Salviano dall’Alto al Basso Medioevo 1.4. Il territorio di Salviano: evoluzione urbanistica dai Medici all’Età Moderna CAPITOLO 2. IL COMPLESSO DELLA PIEVE DI SAN MARTINO IN SALVIANO: L’ARCHITETTURA 2.1.La Pieve di San Martino 2.2. La canonica, il cimitero, la casa colonica 2.3. Ipotesi dell’esistenza di una cripta-ossario e della sede ipogea della Compagnia del Corpus Domini CAPITOLO 3. LA PIEVE DI SAN MARTINO: RILIEVO, TIPOLOGIE MURARIE, FASI COSTRUTTIVE 3.1. Il rilievo e la metrologia quali strumenti di analisi dell’architettura 3.2. Determinazione dell’icnografia dell’antica chiesa romanica 3.3. Analisi dei litotipi, delle tessiture, tecniche costruttive e cronologia delle unità stratigrafiche murarie 3.4. Analisi materica dei rivestimenti e metodologie e tecniche d’intonacatura rilevate 3.5. Il supporto della diagnostica nella conoscenza dei manufatti architettonici: analisi delle patologie di degrado in San Martino

APPENDICE Bibliografia

Autrice: Cinzia Jelencovich
Pubblicazione: Comune di Livorno, Collana "Memorie del territorio"
Descrizione: 60 p., ill., 22,5x22,5 cm


Cinzia Jelencovich, nata a Livorno e laureata in architettura con tesi dal titolo "Leon Battista Alberti tra trattatistica e realizzazione architettonica nella cultura dell'Umanesimo. Il pronao del Sant'Andrea a Mantova: analisi tipologico compositiva, rilievo quale conoscenza storica, progetto di adeguamento liturgico" presso la Facoltà di Architettura di Firenze.