A prova di uragano

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Due anni di ricerche, come evidenzia il sito njit.edu, hanno consentito a Rima Taher, ingegnere civile e ricercatrice del New Jersey Institute of Technology (NJIT), di presentare una specie di "stato dell'arte" nel campo delle ricerche aerodinamiche applicate alle costruzioni, in un saggio dedicato alla progettazione di edifici bassi in grado di resistere a sollecitazioni eoliche estreme (Design of Low-Rise Buildings for Extreme Wind Events, Journal of Architectural Engineering, marzo 2007).

Taher basa le proprie analisi sulle conclusioni a cui sono giunti diversi centri di ricerca, in relazione alle tipologie e ai materiali più adatti a essere utilizzati nelle aree geografiche esposte al rischio di uragani. In particolare, l'attenzione si concentra sul prototipo di casa "anti-ciclone", sviluppato dal Centre Scientifique et Technique du Batiment (CSTB) - un istituto di ricerca pubblico francese, con sedi a  Parigi, Marne la Vallee, Nantes, Grenoble, e nel parco tecnologico di Sophia Antipolis - con un progetto a cui ha contribuito la stessa Rima Taher per gli aspetti riguardanti le problematiche strutturali.

In seguito allo studio di casi rilevanti come l'uragano Andrew, che colpì la Florida nei primi anni '90, e in base alle verifiche condotte su modelli in scala ridotta nella galleria del vento, lo schema più efficace per contrastare l'azione di fenomeni eolici di impatto devastante risulterebbe essere una struttura a pianta quadrata, con copertura a padiglione (tetto a quattro spioventi) e un elemento verticale con carattestiche aerodinamiche, in grado di fare da perno alla struttura.

Immagine del modello di casa "anti-ciclone" (dal sito cstb.fr)