Sotto il tabernacolo

Daniel Libeskind ha preso a modello le "capanne" - simili a pergole costruite in legno - sotto le quali vengono consumati i pasti durante la festività ebraica dei Tabernacoli (wikipedia.org) per disegnare la aerea copertura vetrata autoportante, che ha trasformato in uno spazio "interno" la corte appartenente all'ex- Collegienhaus - il palazzetto settecentesco compreso, insieme all'edificio creato dallo stesso Libeskind, nel complesso del Museo Ebraico di Berlino

La nuova struttura deriva dall'assemblaggio di quattro sostegni prefabbricati in acciaio (juedisches-museum-berlin.de), comprendenti ognuno tre pilastri  (i "rami" con cui viene costruita la capanna del Sukkot), e da una trama di elementi orizzontali, ad essi collegati, su cui poggia il soffitto vetrato. L'insieme, che copre una superficie di 602 mq e - nonostante le apparenze -  è legata da giunti al cosiddetto "Edificio Vecchio", è stato concepito, come sottolinea il Jerusalem Post (jpost.com), per guadagnare una nuova sala da destinare a eventi culturali e didattici.

Essendo in costante crescita il numero di visitatori dello Jüdisches Museum, che dalla sua apertura nel 2001 ha visto passare oltre quattro milioni di persone, gli amministratori hanno investito 8,2 milioni di euro in uno spazio in grado di contenere fino a 500 posti a sedere e di funzionare come atrio aggiuntivo nei momenti di maggiore affollamento.

La fase di cantiere, conclusasi idealmente con l'inaugurazione che - come riporta sempre il Jerusalem Post - si è svolta ieri, ha richiesto l'utilizzo di tecniche sofisticate, sia per realizzare gli elementi strutturali - la cui geometria ha implicato lavorazioni particolari  - sia per assemblare i pannelli di vetro, che riflettono l'immagine degli alberi del Giardino annesso al Museo.

Immagini della corte vetrata (dal sito daniel-libeskind.com)

Altre immagini (dal sito juedisches-museum-berlin.de)

Il Museo Ebraico di Berlino: 1 | 2

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