Foster e Hadid alla Mecca

L'obiettivo che ha indotto il re Abdullah bin Abdul Aziz ad avviare e finanziare il rifacimento della Grande Moschea della Mecca  è "introdurre una nuova visione architettonica" (independent.co.uk): in base alle anticipazioni fornite, tra gli altri, da The Architects'Journal (architectsjournal.co.uk), per selezionare le idee più adatte a definire la trasformazione della struttura e delle costruzioni circostanti, è stato organizzato una sorta di "laboratorio progettuale", invece di un concorso vero e proprio.

Sono diciotto gli studi coinvolti nell'iniziativa, articolata a quanto pare in due filoni tematici: Foster & Partners, "con altri dieci" partecipanti, starebbe elaborando una soluzione per la progressiva espansione della moschea, che al momento  occupa una superficie di 365.800 mq, mentre Zaha Hadid, insieme ai rimanenti sei nomi, avrebbe come scopo anche "ridisegnare l'intera area del distretto centrale" (architectsjournal.co.uk).

L'intervento sarà verosimilmente suddiviso in due fasi, in modo da ottenere per gradi uno spazio in cui possano essere contenuti fino a 3 milioni di pellegrini. Il risultato dovrebbe essere l'edificio "con la maggiore capienza al mondo" (independent.co.uk).

Le proposte per il nuovo complesso, la cui realizzazione potrebbe richiedere un decennio, saranno presentate al sovrano saudita nel corso di una mostra.

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