Progetti visionari per Firenze

L'Associazione Culturale Gruppo Giovani Architetti Firenze presenta l'iniziativa "Tre Folies per Firenze", inclusa nella manifestazione del "Genio Fiorentino", comprende una installazione realizzata in Piazza Ognissanti nella quale sono esposti dei progetti per la città.

Si tratta di progetti dal carattere visionario grazie ai quali si intende proporre una provocatoria riflessione sulla città, sulla sua identità, sulla sua capacità di sviluppare le sue vocazioni che noi identifichiamo in primo luogo nell'arte e nella cultura.

Tre Folies per Firenze

è la prima tappa di un lavoro che GGAF ha intrapreso nei confronti della Città e che riguarderà (oltre a Firenze e la sua identità): Firenze e la sua dimensione urbana, Firenze e la contemporaneità.

Firenze è una città che si identifica nella immagine ereditata da un passato ormai lontano. Gli elementi che la individuano nell'immaginario comune non sono mai contemporanei, non rispecchiano la cultura e la vita di chi oggi la abita. Firenze è la Cupola di santa Maria del Fiore, è il David di Michelangelo, è Piazza Signoria o la Primavera del Botticelli o la Galleria degli Uffizi. Queste opere meravigliose rappresentano Firenze ad un livello di perfezione mitica, ma questo è il problema: al loro cospetto si è orgogliosi, si è appagati, si è intimiditi, si smette di sognare realizzazioni altrettanto elevate. Questo meccanismo, si è insinuato ad ogni livello della società fiorentina generando un blocco, una paura di negare con dei cambiamenti una storia che appare fatta, piuttosto che da uomini comuni con grandi idee e coraggio (quali erano in realtà Dante, Leonardo, Michelangelo, Brunelleschi, ecc), da idoli che incombono sui fiorentini di oggi e che non potranno mai esser raggiunti né emulati.

Il risultato più tragico di questo modus cogitandi non sta tanto nello svuotamento del significato insito in queste opere, diventate delle icone (dal greco eikon, immagine, figura) di cui si comprendono solo le linee architettoniche e artistiche in sé, scollegate dalla fatica, dall'audacia, dai ripensamenti, dagli errori e dai rimedi, insomma dalle avventure umane che le hanno generate; il lato più drammatico sta nella conseguenza naturale che Firenze si dimentica di sé stessa, del senso reale della propria tradizione di città tumultuosa che vive e cresce attraverso i propri conflitti interni, del proprio bisogno di porsi rinnovati traguardi, del fatto che oggi come nel passato necessita di affermare la propria identità e le proprie urgenze. Firenze dunque non è più elemento della realtà ma archetipo, è un'equazione che ha già determinato tutti i suoi fattori.viviamo passivamente un ambiente che non sarà mai segnato dal nostro passaggio e che mai si ricorderà di noi dopo di noi, come se non avessimo mai vissuto qua.

Per uscire dall'impasse occorre dare una scossa alla città. Dobbiamo restituire Firenze alla vita del XXI secolo. Vogliamo riportarla nella spirale dei pensieri, dei ragionamenti e dell'agire, del rimettersi in discussione per andare avanti. Da troppo tempo alla tesi "Firenze com'era" manca un'antitesi e quindi rimane immobile. Ebbene, la nostra antitesi ha la forma di una terapia psicanalitica da applicare alla scala urbana:

Biblioteca Nazionale

La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ha un patrimonio librario di inestimabile valore, sia per la completezza sia per il valore di libri e documenti antichi. Questo la rende il fondo librario più importante d'Italia ed un punto di riferimento culturale a livello europeo e mondiale. È meta di centinaia di studiosi ogni giorno e fornisce telematicamente decine di migliaia di informazioni bibliografiche a ricercatori in Italia e all'estero. Essa si trova oggi al limite del collasso: priva di fondi, priva di spazi, priva di personale. Le Biblioteche europee di pari grado, aventi gli stessi compiti istituzionali (in Francia la Biblioteca Nazionale Francese, con sede a Parigi, in Inghilterra la British Library) hanno a disposizione sedi, personale e budget di dimensioni abissalmente superiori. È necessario dunque riaffermare con la massima energia la centrale importanza della Biblioteca Nazionale a Firenze (e nel panorama internazionale). Shocchiamo la città con un nuovo corpo leggero che accresca l'attuale edificio protendendosi nell'unica direzione possibile: l'Arno. Dall'attuale facciata esso spicca sopra il fiume fino a giungere Oltrarno, come un moderno Ponte Vecchio che si affaccia sulla città e sul suo fiume con nuovi intenti. Ripercorriamo gli accadimenti dell'alluvione del '66, la terribile distruzione e l'opera di salvataggio appassionata e commovente degli Angeli del Fango arrivati da tutto il mondo. La nostra operazione non sarà una sfida temeraria, piuttosto un tentativo di pacificazione della Biblioteca con il fiume, realizzato secondo moderni criteri di sicurezza. Il nuovo corpo accrescerà la dotazione di spazio funzionale ma coglierà in particolare un obiettivo qualitativo: conferire una nuova importanza simbolica ad una istituzione che dovrebbe costituire uno dei pilastri dell'identità fiorentina, restituirle la dignità che le compete collocandola in una posizione di centralità visiva per tutta la cittadinanza.

La galleria degli Uffizi

La Galleria degli Uffizi è uno dei musei più importati del mondo. Contiene opere meravigliose, ha sede in un edificio di importantissimo valore storico architettonico, è meta di ingenti flussi di visitatori provenienti da tutto il mondo. Nonostante tutto questo, gli Uffizi mancano a nostro avviso di uno spazio capace di riflettere la sua fama di grandezza. Per questo proponiamo una copertura che unifichi il Piazzale, un elemento leggero, trasparente, che non modifichi la visuale della città circostante e che rispetti i ritmi scanditi dai corpi di fabbrica antichi. Le facciate vasariane prospettano dunque nel nuovo grande ambiente interno, una galleria protesa ad accogliere la cittadinanza presentandosi ad essa con uno spazio "magnifico". Si tratta di un intervento non alternativo bensì complementare all'importantissimo progetto dei Nuovi (Grandi) Uffizi, in corso di realizzazione per il riassetto, l'ampliamento e la razionalizzazione degli spazi. Ed in particolare la nostra proposta vuole unire ad una attenzione specifica per la struttura museale ed alle sue caratterizzazioni spaziale e simbolica, una attenzione rivolta alla città per donare ad essa un nuovo riferimento nel quale riconoscere il proprio rango.

L'iniziativa è stata curata da: Matteo Caldirola, Nicola Chirdo, Angelo Di Salvo, Giacomo Magi, Federico Musotti, Pierluigi Pala, Giulio Ridolfi, Daniele Sorrentino, Salvatore Spataro, Martina Tempestini, Tommaso Vecci. Hanno collaborato inoltre: Angela Battafarano, Salvatore Perrone, Silvia Pintus, Emiliano Ravanelli, Paola Romboli.

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