Catasto ai Comuni: il NO del TAR Lazio

Il TAR Lazio ha accolto il ricorso di Confedilizia contro il Dpcm del 14 giugno 2007 sul decentramento del Catasto ai Comuni.

Confedilizia ha impugnato avanti il Tar Lazio il Decreto Presidente Consiglio dei Ministri del 14 giugno 2007 sul decentramento del Catasto ai Comuni lamentando che il citato provvedimento avrebbe realizzato, con modalità illegittime, il decentramento delle funzioni catastali trasferendole dallo Stato ai Comuni.

L’impugnativa è stata imperniata sull’attribuzione ai Comuni (contenuta nella terza delle tre opzioni che gli stessi possono scegliere) della possibilità di determinare l’estimo di singoli immobili in via definitiva, così sottraendo ogni sindacato in merito all’Agenzia del territorio.

Confedilizia ha sostenuto innanzi al TAR che il citato D.P.C.M. ha finito con l’attribuire ai Comuni la decisione e la responsabilità (intesa nel senso di competenza) definitiva per l’adozione degli atti inerenti all’estimo degli immobili.

Ciò comporta un sostanziale arretramento dell’Agenzia del territorio su competenze di mero controllo e di stima dell’efficienza degli interventi operati dai Comuni, mentre a tali Enti è riposto per intero il compito dell’aggiornamento del catasto terreni e di quello urbano, “inclusi gli atti incidenti sulla stima dei singoli immobili come il classamento, ed ivi comprese le attività di irrogazione di sanzioni e di gestione del contenzioso”.


Sentenza TAR Lazio 15 maggio 2008 n. 4259/2008
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