La Toscana nel gruppo delle regioni più antisismiche

La Toscana è una delle tre regioni italiane che applicano alla lettera la classificazione antisismica più recente. Lo ha detto l’assessore alla protezione civile e al rischio sismico relazionando in audizione presso la Commissione Territorio del Consiglio regionale.

Già spesi 150 milioni nell’adeguamento. Ne servirebbero altri 440.

L’assessore ha sottolineato come, in questa materia, le classifiche non siano determinanti, ribadendo come sia essenziale la sicurezza, ma ha fornito il dato per dare la misura degli interventi realizzati. Le altre due regioni sono il Molise (dopo il sisma del 2006) e il Lazio.

Anche la Liguria è situata nel gruppetto delle regioni più in linea con la classificazione.

Sulla base dei criteri e della mappa di pericolosità nazionale la Toscana ha riclassificato, con la delibera 431 del 19 giugno 2006, tutto il territorio regionale, che risulta così suddiviso: 90 comuni, a ridosso della fascia appenninica, sono inseriti in zona 2 quella a più alta pericolosità, 106 comuni in zona 3s, 67 comuni in zona 3 e 24 comuni in zona 4.

L’assessore ha poi precisato che gli edifici pubblici strategici rilevanti ai fini del rischio nella zona a più alta pericolosità sismica in Toscana (fra i quali ospedali, scuole, sedi comunali) sono 1.454, dei quali un migliaio sono scuole.

Dal 1986 ad oggi la Regione Toscana ha investito circa 150 milioni di euro nell’adeguamento di queste strutture alle più recenti normative antisismiche.

Per completare il quadro – come ha specificato l’assessore – ne servirebbero altri 440.

Attualmente la consistenza dei fondi per l’intervento in questa materia è di circa 6 milioni all’anno, dei quali 4 provenienti da fondi UE e 2 finanziati dalla legge regionale.

Sono 506 gli edifici per i quali è stato completato l’adeguamento alle più recenti normative antisismiche, mentre 450 sono oggetto di verifiche e indagini.

L’assessore ha inoltre spiegato che la Toscana dispone ora di uno staff di circa 100 tecnici specializzati, fra ingegneri, architetti e geologi, adibiti al controllo del rischio sismico. 41 di questi sono stati assunti dopo l’ultimo terremoto che investì San Giuliano di Puglia.

L’assessore ha ribadito come la Toscana sia una delle regioni che più ha investito nella sicurezza antismica e si sia dotata di una struttura formata da un centinaio di tecnici specializzati e da un coordinamento regionale di prevenzione sismica.

L’assessore ha inoltre relazionato alla commissione sulla visita che lo ha portato, insieme al presidente della Regione, a Castelnuovo, nel comune di San Pio delle Camere, la località sulla quale si concentrano gli aiuti coordinati dalla Toscana. Sulla qualità dell’intervento di protezione civile complessivamente svolto in Abruzzo l’assessore ha espresso un giudizio positivo, sottolineando l’efficacia e la tempestività dei soccorsi portati alle popolazioni colpite e definendo eccellente la risposta data dalla macchina statale e regionale.
(Fonte: regione Toscana)

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